venerdì, Settembre 29, 2023
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Doggy Style, recensione della commedia dai produttori di Cocainorso e Ted

La recensione di Doggy Style – Quei bravi randagi, commedia dai produttori di Cocainorso e Ted. Dal 14 settembre al cinema.

Se eravate bambini negli anni ’90, probabilmente siete incappati, durante le serate passate davanti alla TV sui canali Mediaset, nella serie cinematografica di Senti chi parla. Una commedia romantica dove la ragazza madre Mollie (Kirstie Alley) trovava il supporto e l’amore del tassista italo-americano, interpretato da John Travolta, James Ubriacco (sì, si chiamava proprio così). Il tutto sotto l’attento sguardo del figlioletto neonato Mickey, con Bruce Willis (nella versione italiana sostituito da Paolo Villaggio) a dare ironicamente voce ai suoi pensieri.

Con il bambino ormai cresciuto, nel terzo capitolo della trilogia, Senti chi parla adesso!, era la volta di ascoltare i sagaci commenti dei due cagnolini di famiglia, da noi doppiati da Renato Pozzetto e – incredibile ma vero – Monica Vitti. Ma la moda degli animali ciarlieri, soprattutto per quanto riguarda i migliori amici dell’uomo, non è mai del tutto passata (Come cani e gatti, Beverly Hills Chihuahua). Ecco tornare alla carica un simpatico gruppo di cagnolini, questa volta più sboccati della norma, in Doggy Style – Quei bravi randagi, commedia rated R in sala dal 14 settembre.

Doggy Style rappresenta il salto al grande schermo sia per lo sceneggiatore Dan Perrault (la spassosa finta docu-serie American Vandal) che per il regista Josh Greenbaum (New Girl, Fresh Off the Boat), affiancati dal dinamico duo Phil Lord & Christopher Miller, ormai produttori di diversi successi, soprattutto animati (I Mitchell contro le macchine, Spider-Man: Across the Spider-Verse). Il film segue le disavventure del Border terrier Reggie (doppiato in originale da Will Ferrell), abbandonato dal suo terribile padrone Doug (Will Forte), una sorta di versione sgradevole del Drugo de Il grande Lebowski.

Grazie all’aiuto del randagio street smart Bug (Boston terrier doppiato da Jamie Foxx) e dei suoi amici, il grosso ma bonaccione alano Hunter (Randall Park) e il pastore australiano dall’olfatto sopraffino Maggie (Isla Fisher), Reggie tenterà di tornare a casa per vendicarsi dell’odiato padrone, reo di aver tradito il suo sconfinato affetto e la sua fiducia. Il piano è quello di privarlo della cosa per lui più importante, con cui passa intere giornate a trastullarsi: il suo pene, che il piccolo cane pensa di staccargli a morsi (sì, per davvero).

Foto di Chuck Zlotnick/Universal Picture – © Universal Studios. All Rights Reserved.

Una metafora non stucchevole sulle relazioni tossiche

Nonostante il suo cast di protagonisti canini, Doggy Style, più che rifarsi alle succitate commedie per famiglie, sembrerebbe avere i suoi riferimenti nelle volgari teen comedy uscite a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio (American Pie, Road Trip). Abbondano le battute relative al membro maschile e running joke sul vezzo dei cani di ingropparsi qualsiasi cosa (il grande amore di Bug è un divano lercio, abbandonato all’angolo di una strada). C’è anche una scena con un trip da funghetti allucinogeni, che i nostri pelosi amici si ritroveranno a mangiare mentre vagano affamati in un bosco.

Ma sotto questa scorza di trivialità (che bisogna ammettere, spesso riesce a risultare divertente), la pellicola presenta lo sbilanciato rapporto tra l’amorevole e ingenuo cucciolo, poi abbandonato, e il suo ingrato padrone come una metafora della più tossica delle relazioni. Un invito ad amare noi stessi, affrancarci definitivamente dai rapporti con le persone nocive per la nostra serenità, e voltare finalmente pagina, magari anche grazie all’aiuto dei nostri veri amici.

Doggy Style ribalta il paradigma della commedia con i cani, solitamente pensata per tutta la famiglia, presentando una comicità grossolana e volgare, ma che a tratti riesce comunque a divertire. Un’avventura comedy on the road che, tra una stupidaggine e l’altra, riesce anche a dire qualcosa, in modo non stucchevole, sulle relazioni interpersonali dannose e sull’importanza dell’amicizia. Aggiungeteci un esilarante cameo di Dennis Quaid.

Guarda il trailer ufficiale di Doggy Style

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Doggy Style ribalta il paradigma delle commedie dai protagonisti canini parlanti, solitamente pensate per tutta la famiglia, presentando una comicità grossolana e volgare, ma che a tratti riesce comunque a divertire. Sotto la sua scorza di trivialità, il film prodotto da Phil Lord e Christopher Miller presenta una metafora non stucchevole sulle relazioni tossiche. Un'avventura comedy on the road che, tra una stupidaggine e l'altra, riesce anche a dire qualcosa e a strappare qualche risata.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Doggy Style ribalta il paradigma delle commedie dai protagonisti canini parlanti, solitamente pensate per tutta la famiglia, presentando una comicità grossolana e volgare, ma che a tratti riesce comunque a divertire. Sotto la sua scorza di trivialità, il film prodotto da Phil Lord e Christopher Miller presenta una metafora non stucchevole sulle relazioni tossiche. Un'avventura comedy on the road che, tra una stupidaggine e l'altra, riesce anche a dire qualcosa e a strappare qualche risata.Doggy Style, recensione della commedia dai produttori di Cocainorso e Ted