domenica, Ottobre 2, 2022
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Diabolik Sono Io, recensione del docu-film sul mitico ladro creato dalle sorelle Giussani

Diabolik Sono Io è il nuovo atteso evento targato Nexo Digital che porterà in esclusiva, nelle sale italiane, questo atipico docu-film diretto da Giancarlo Soldi e prodotto da Anthos Produzioni e Rai Cinema in collaborazione con Astorina, la storica casa editrice di Diabolik. Distribuito nelle sale come evento speciale l’11, 12 e 13 Marzo, Diabolik Sono Io è pronto a condurre per mano lo spettatore in un viaggio nell’universo “diaboliko” delle sorelle Angela e Luciana Giussani, intrepide creatrici del “Re del Terrore” nato nel lontano 1962.

Nella notte, un uomo vaga per le strade di una metropoli senza nome; neanche lui ricorda il suo nome, è come se la sua testa fosse sospesa in un limbo senza passato. Si nasconde e ha paura mentre è perseguitato da sogni ricorrenti. Mano a mano i tasselli della sua storia, proprio come fossero tavole di un fumetto, sembrano ricomporsi, dare vita a una nuova storia, la sua. O forse quella di qualcun altro? E cosa succederebbe se il misterioso sconosciuto fosse in realtà lo storico primo disegnatore di Diabolik scomparso dalla circolazione e che, provando a cercare se stesso, si trovasse di fronte ad un bivio fondamentale: chi è veramente, Angelo Zarcone o Diabolik?

Diabolik Sono Io è un viaggio affascinante e complesso nell’universo di uno dei fumetti più famosi della pop culture italiana, cavalcando la suggestiva onda emotiva di un vero mistero legato alla sua genesi: quando il fumetto fece il proprio debutto nel ’62, il primo albo – Il Re del Terrore – fu disegnato da Arcangelo Zarcone detto “il tedesco” per via delle ciabatte che indossava in estate quanto per la carnagione chiara e i capelli biondi. Dopo aver consegnato alla redazione di Astorina le tavole del primo numero, sparì senza lasciare nessun recapito utile per poterlo rintracciare, tanto che le sorelle Giussani assoldarono perfino l’investigatore Tom Ponzi per ritrovarlo ma inutilmente.

Nessuno ha più visto Zarcone e Soldi, appassionato tanto di documentari quanto di Diabolik, ha deciso di utilizzare questa storia talmente suggestiva da essere larger than life per costruire un docufilm atipico, pensato come un appassionante viaggio nel cuore più nascosto del Re del Terrore, del criminale infallibile che turbò le notti tanto dell’ispettore Ginko quanto dei benpensanti italiani degli anni ’60.

Alle immagini originali tratte dalle Teche Rai che immortalano le Giussani; alle interviste ad appassionati “di lusso” e addetti ai lavori come i Manetti Bros., Carlo Lucarelli, Milo Manara, Gianni Bono, Andre Carlo Cappi, Alfredo Castelli, Tito Faraci, Giuseppe Palumbo e Mario Gomboli (unico editore responsabile del fumetto), il regista Soldi costruisce una storia fictional dai toni crime e noir che fa da fil rouge alla narrazione di Diabolik Sono Io, trasformandosi nella sua colonna portante.

Il vero fascino del film è nel mistero stesso della sua storia: con una premessa così forte come quella legata alla figura enigmatica e inafferrabile di Zarcone, Soldi non avrebbe avuto nemmeno bisogno d’imbastire una linea fictional che risente dei limiti di budget e tempo a disposizione. La verità è che le sorelle Giussani sono riuscite a creare, quasi sessant’anni fa, un personaggio talmente affascinante da imprimersi, in maniera indelebile, nell’immaginario collettivo.

In attesa del ritorno dell’affascinante ladro sul grande schermo proprio grazie ai Manetti Bros., Diabolik Sono Io (qui il trailer ufficiale) permette agli spettatori di curiosare dietro le quinte della creazione di un capolavoro, apprendendo dalle parole delle Giussani e di Gomboli stesso segreti e retroscena che hanno portato alla nascita di un doppio mito, quello strettamente inerente alla figura del ladro Diabolik e quello che aleggia sulla figura di Zarcone, nel film incarnato dall’attore Luciano Scarpa: una somiglianza fisica straordinaria con il protagonista del fumetto, che spinge davvero ad affermare – parafrasando un celebre spot con Catherine Deneuve Oui, je suis Diabolik”, ovvero: “Diabolik Sono Io”.

Guarda il trailer ufficiale di Diabolik Sono Io

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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