giovedì, Luglio 29, 2021
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I Croods 2 – Una nuova era, recensione del sequel d’animazione

La recensione di I Croods 2 - Una nuova era, sequel de I Croods diretto da Joel Crawford. Nelle sale italiane a partire dal 14 luglio.

I Croods 2 – Una nuova era è il film che segna il ritorno della famiglia preistorica più caotica, irresistibile e rumorosa del grande schermo: Grug, Ugga, Tonco e la terribile nonna ma soprattutto Guy e Hip sono pronti a tornare nelle sale a partire dal 14 luglio per nuove, incredibili avventure che li porteranno a mettere in discussione i loro legami e il concetto stesso di “famiglia”/branco. Se in originale le voci che animano i Croods sono quelle degli attori Emma Stone, Ryan Reynolds, Nicolas Cage e Peter Dinklage, nella versione italiana troviamo in sala di doppiaggio talent come Francesco Pannofino e new entry come Leo Gassmann, Alessandro Gassmann (Non odiare), Alice Pagani (Non mi uccidere), Benedetta Porcaroli (18 regali) e Virginia Raffaele (La famiglia Addams).

In questa nuova avventura Grug, Hip, Guy insieme a Hugga, Tonco e Nonna partono alla ricerca di un posto più sicuro in cui vivere, un posto che possono chiamare ‘Casa’. Alla fine del lungo viaggio scoprono un luogo meraviglioso che sembra soddisfare tutti i loro desideri ma… c’è solo un problema: è occupato da un’altra famiglia, I Superior. Quest’ultimi sono una moderna famiglia composta da Filo, il capofamiglia, la mamma Speranza e la figlia adolescente Aurora i quali, con la loro ingegnosa casa sull’albero, le invenzioni sorprendenti e gli acri irrigati e pieni di ortaggi freschi, si collocano due gradini sopra i Croods nella scala evolutiva. Dopo averli accolti in un primo momento con tutte le onorificenze, non passa molto tempo prima che le tensioni aumentino tra la famiglia delle caverne e quella più moderna; ma proprio quando tutto sembra perduto una nuova minaccia trascinerà entrambe in un’avventura epica che li costringerà a confrontarsi con le rispettive diversità.

I Croods 2 – Una nuova era dimostra come non sempre un sequel, nonostante gli strabilianti progressi compiuti nell’ambito dell’animazione, sia all’altezza dell’originale o delle aspettative che in esso vengono riposte: la potenza di un immaginario visivo non può sostituire l’assenza di una buona storia o il ritmo altalenante della narrazione. In questo caso il film diretto da Joel Crawford (Trolls e il franchise di Kung Fu Panda) cerca di proporre, ancora una volta, la formula vincente che ha segnato il successo del primo capitolo, sulla scia dell’operazione compiuta da un grande franchise come L’era glaciale che aveva rilanciato, al cinema, il mito primigenio della preistoria, l’epoca più lontana, affascinante e misteriosa nella quale far sbocciare la fantasia iperattiva di disegnatori, animatori e autori coinvolti nel processo creativo.

Ne I Croods 2 – Una nuova era si alza ancora di più la posta in gioco: oltre all’omonima famiglia protagonista e al “nuovo acquisto” Guy (motore immobile delle vicende del film precedente), entrano in scena i Superior – Filo, Speranza e Aurora – membri della stessa “tribù” di Guy e parte dello stesso anello della catena evoluzionistica. L’umorismo è costruito sui contrasti, retto sul concetto di chiasmo e inversione: gli opposti si attraggono, respingono e creano situazioni comiche dalle quali scaturiscono risate, costruendo nuovi legami. All’interno de I Croods 2 si parla infatti di bromance (quella tra i “daddies” Grug e Filo), di sisterhood (tra Hip e Aurora) ma anche di sorellanza in generale, quel legame sottile e inscindibile che lega tutte le donne a prescindere dal “clan” al quale appartengono. In tale ottica il film strizza l’occhio alla contemporaneità, al mondo teen della Generazione Z che si affaccia al mondo e trova, nei loro corrispettivi preistorici, la metafora perfetta per il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta tra rivalità, cambiamenti improvvisi, sogni (e cuori) infranti insieme ai primi amori e alle potenzialità delle “nuove tecnologie”, tra diari/blog e televisioni.

Ed è proprio questa àncora che zavorra I Croods 2 – Una nuova era alla nostra realtà contingente, avvicinando troppo le suggestioni preistoriche alla modernità e finendo per perdere ritmo e smalto. Le avventure della famiglia Croods si avvicendano sullo schermo prevedibili e pedisseque, inseguendo uno schema fisso comune all’intera storia del cinema (soprattutto comedy). È pur sempre vero che dietro ogni situazione comica si nasconde una riflessione, una metafora più profonda che induce lo spettatore a riflettere e a rielaborare quegli spunti; ma la dimensione creata strizza l’occhio ai più giovani, cavalca l’onda dei trend del momento dando più spazio all’inclusività femminile finendo per dedicare gran parte della narrazione al concetto di sorellanza, che ben si sposa a quello di fratellanza in un’ottica più comica da buddy movie.

C’è spazio per tutti in questo I Croods 2 – Una nuova era, ma a risentirne è l’originalità del racconto e la sua capacità di alzare la posta in gioco rispetto al primo capitolo, scegliendo piuttosto di appiattirsi lungo binari convenzionali senza mai mettersi in gioco fino in fondo. La bellezza delle immagini – che sono una vera e propria esplosione di colori e magnificenza, un totale appagamento per il piacere retinico – e le battute sono pronte a compire nel segno senza lasciare indifferente il pubblico più giovane e mainstream, ma per chi è in cerca di un tipo d’intrattenimento animato diverso (e a tratti più maturo), la strada che i Croods devono compiere lungo la scala evolutiva è ancora molto lunga.

Guarda il trailer ufficiale de I Croods 2 – Una nuova era

GIUDIZIO COMPLESSIVO

I Croods 2 - Una nuova era dimostra come non sempre un sequel, nonostante gli strabilianti progressi compiuti nell'ambito dell'animazione, sia all'altezza dell'originale o delle aspettative che in esso vengono riposte: la potenza di un immaginario visivo non può sostituire l'assenza di una buona storia o il ritmo altalenante della narrazione.
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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