martedì, Settembre 27, 2022
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Creed II, recensione del sequel con Michael B. Jordan e Sylvester Stallone

A quattro anni di distanza da Creed – Nato per combattere, le periperzie fuori e dentro dal ring di Adonis Creed – insieme al sangue e al sudore necessari a soddisfarne l’ambizione e al tempo stesso a giustificarne il sacrificio e la dedizione – tornano sul grande schermo con Creed II, sequel dello spin-off della celeberrima saga di Rocky diretto da Ryan Coogler.

Creed II ci presenta il figlio illeggittimo della leggenda del pugilato Apollo Creed alle prese con le responsabilità che derivano non solo dall’amore ma anche dal successo. Contendente al titolo dei pesi massimi sotto la tutela del suo mentore Rocky, Adonis sarà costretto a far i conti con la memoria di suo padre quando Viktor Drago, figlio di Ivan Drago, il pugile russo che uccise Apollo sul ring tre decenni prima, lo sfida pubblicamente in quello che il mondo della boxe etichetterà da subito come lo showdown più storico di tutti i tempi.

Spingendo senza troppi indugi sul tema emotivo del rapporto padre-figlio, Creed II (in cui Ryan Coogler figura soltanto in qualità di produttore esecutivo, lasciando la cabina di regia al perfetto artigiano Steven Caple Jr.), approfondisce il modo in cui il personaggio di Adonis si ritrova a dover convivere con il peso della memoria di un padre che non ha mai conosciuto. E lo fa costruendo ancora una volta una storia di rivincita e riscatto in cui i protagonisti vengono costretti a confrontarsi con i traumi del loro passato: tanto Adonis – mosso da un profondo senso di redenzione – si ritroverà faccia a faccia con l’uomo responsabile della morte di Apollo, tanto Rocky – fra dubbi, perplessità e incertezze – sarà obbligato a rimuginare sul momento più buio della sua vita.

L’intento di rinvigorire e ampliare il tessuto cinematografico di Rocky è palese già dal prologo evocativo, che immediatamente ci introduce in quello che sarà un classico racconto di rivalsa, emozionante, commovente e a tratti anche divertente. Il novello Caple Jr. si diverte a giocare per tutti i 129 minuti di durata con figure e personaggi tanto cari allo spettatore cresciuto col mito di Rocky Balboa, a cominciare dal tanto agognato ritorno di Ivan Drago, interpretato da un Dolph Lundgren ancora freddo e crudele, ma decisamente più propoenso a far calare la maschera dell’antagonista, a mostrare con fierezza nuovi aspetti di un noto cattivo, essenzialmente l’uomo dietro il pugile.

Al di là di alcuni momenti non proprio coesi che appesantiscono parecchio la narrazzione (su tutti l’evoluzione della storia d’amore tra Adonis e Bianca – Tessa Thompson -, giunta al grande punto di svolta, quello in cui entrambi sono pronti ad impegnarsi seriamente e a mettere su famiglia), il film scorre in maniera fluida e avvincente, tra sequenze di notevole impatto visivo ed altre che – giustamente, considerata la tipologia di prodotto – fanno leva sul meccanismo amarcord.

Il risultato finale è un grande prodotto d’intrattenimento che ricalca con più forza, in maniera grintosa, la storia di un giovane pugile ancora alla ricerca della propria identità, che lotta per cementare la propia autostima. Se Michael B. Jordan conferma il suo talento, soprattutto da un punto di visto fisico e mimico, Sylvester Stallone offre un’altra intensa interpretazione nei panni dell’ex campione italo-americano, ora allenatore e mentore, figura leggendaria relegata a bordo ring che riecheggia in tutte le numerose dinamiche che compongono il grande puzzle viscerale partorito dalla mente dellp stesso Sly e della sceneggiatrice Juel Taylor.

Al pari del suo predecessore, Creed II (qui il trailer italiano ufficiale) è un’operazione nostalgica con un grande cuore, capace di galvanizzare lo spettatore e di coinvolgerlo in un onesto e schietto tripudio di entusiasmo e vitalità, non originale, sicuramente visto e rivisto, ma comunque ancora in grado smuovere e mettere in circolo le nostre emozioni più autentiche.

Guarda il trailer ufficiale di Creed II

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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