Cosa Sarà, recensione del film di Francesco Bruni

scritto da: Stefano Terracina


Per realizzare Cosa Sarà – di cui, oltre a curare la regia, ha scritto anche il soggetto e la sceneggiatura -, Francesco Bruni si è ispirato alla vita stessa, in particolare ad un brutto “incidente di percorso” che lo ha coinvolto in prima persona: nel marzo 2017, infatti, al regista Scialla! (Stai sereno), Noi 4 e Tutto quello che vuoi, è stato diagnosticato un tumore al sangue, affrontato e superato nel febbraio 2018 con un trapianto di cellule staminali ricevute dal fratello. È stata proprio questa drammatica vicenda ad aver offerto a Bruni la possibilità di dare vita ad un nuovo progetto cinematografico in cui, alla base autobiografica, si sovrappone naturalmente un lavoro di pura invenzione.

Il risultato finale è – appunto – Cosa Sarà, un film che già dal titolo evoca concetti come l’imprevedibilità dell’esistenza e l’incertezza del futuro. Una domanda apparentemente banale, che quotidianamente ci saremmo chiesti milioni e milioni di volte, ma che di fronte ad una diagnosi all’apparenza nefasta e alla prospettiva della morte assume una connotazione totalmente diversa. Il protagonista di Cosa Sarà è Bruno Salvati, interpretato da Kim Rossi Stuart. Bruno – che rappresenta a tutti gli effetti una sorta di alter ego di Francesco Bruni – è un regista la cui vita sembra essere arrivata ad un punto morto, tanto dal punto di vista professionale quanto dal punto di vista personale. Quando gli viene diagnosticata una forma di leucemia, l’uomo inizierà un vero e proprio percorso a ostacoli verso la guarigione. Il primo obiettivo è trovare un donatore di cellule staminali compatibile, ma Bruno comincia ad avere seriamente paura. Cosa sarà di lui?

Il maggiore pregio di Cosa Sarà è essenzialmente quello di raccontare una storia ordinaria che – attraverso la scrittura sopraffina di Bruni – diventa inevitabilmente straordinaria. Le qualità di Bruni come sceneggiatore sono ormai ben note, e la sua ultima fatica non è altro che l’ennesima dimostrazione di quanto genuinità e raffinatezza possano insieme creare un tessuto narrativo tanto divertente quanto emozionante. Perché è proprio su questo delicatissimo equilibro che si regge tutta la forza del film: complice anche l’esperienza diretta, il tema della malattia viene affrontato da Bruni con estrema intelligenza e sensibilità, al servizio di un racconto molto più ampio che è essenzialmente una resa dei conti, tra il protagonista e il suo indecifrabile destino e tra il protagonista e gli affetti a lui più cari.

Il tono di Cosa Sarà oscilla costantemente, e con armonia disarmante, tra piacevole umorismo – soprattutto nel racconto dei rapporti familiari e dell’ambito professionale di Bruno – e dramma sempre controllato: il quotidiano si mescola così al grottesco, e ancora una volta – al di là delle situazioni – sono i dialoghi, come spesso accade nelle opere di Francesco Bruni, a far emergere con prepotenza tutta la forza e il carisma dei personaggi. In Cosa Sarà il ventaglio delle rappresentazioni umane è davvero ricco e variegato: tutti i personaggi sono ben delineati e ognuno emerge per un tratto della personalità caratteristico, che si tratti di equilibrio, razionalità, emotività, fragilità o consapevolezza.

Cosa Sarà – film di chiusa della 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma e nelle sale dal 24 ottobre – è un esempio di cinema tenero, compassionevole, dolcissimo e commovente, in cui si aggirano con estrema abilità tutta la retorica e i luoghi comuni delle sceneggiature italiane che preferiscono non uscire mai da una sorta di “gabbia dorata”. Bruni mette a segno un’opera che parla della vita senza mai esagerare, senza mai strafare, ma centellinando nella maniera più giusta qualsiasi tipo di emozione, che si tratti di una risata o di una lacrima, permettendo allo spettatore di entrare a poco a poco nella storia e in contatto con tutti i personaggi con singolare e inatteso compiacimento.

Guarda il trailer ufficiale di Cosa Sarà


Stefano Terracina

Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


Siti Web Roma