giovedì, Ottobre 6, 2022
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Cosa Fai a Capodanno?, recensione della commedia con Luca Argentero e Ilenia Pastorelli

Cosa Fai a Capodanno? è il titolo della nuova commedia scritta e diretta da Filippo Bologna, già artefice del successo corale di Perfetti Sconosciuti; ed è proprio recuperando la formula delle molteplici storie che si sviluppano in un definito arco temporale e in un unico luogo che Bologna debutta sul grande schermo, confezionando su misura un “cinepanettone post-moderno”.

Il cast è composto da nuovi e consolidati volti del cinema italiano: Luca Argentero, Ilenia Pastorelli, Alessandro Haber, Vittoria Puccini, Isabella Ferrari, Valentina Lodovini, Riccardo Scamarcio, Ludovico Succio, Massimo De Lorenzo e Carlo De Ruggeri.

31 Dicembre, strade di montagna innevate; mentre la radio annuncia una tempesta solare, il furgone di una ditta di catering cerca di raggiungere – inutilmente – il lussuoso e sperduto chalet di montagna dove i padroni di casa hanno deciso di festeggiare l’arrivo del nuovo anno con una torbida serata tra scambisti.

Gli invitati, tutti estranei tra loro, sono Marina (Lodovini) e Valerio (Scamarcio), una coppia in cerca di emozioni forti; Romano (Haber), un politico maturo e carismatico in sedia a rotelle accompagnato dall’enigmatica Nancy (Puccini); infine ci sono Domitilla (Ferrari), femme fatale e signora dell’alta borghesia accompagnata da quello che apparentemente sembra il suo toy boy (Succio). Ad accoglierli nello chalet ci sono i misteriosi Mirko (Argentero) e Iole (Pastorelli). In attesa della mezzanotte, riusciranno a godersi la trasgressiva serata oppure segreti, misteri e bugie prenderanno il sopravvento, alterando il corso degli eventi?

Cosa Fai a Capodanno? è davvero, a tutti gli effetti, un aggiornamento 3.0 del più classico schema da tradizionale cinepanettone, con il termine che qui però identifica semplicemente un’uscita natalizia. Perché con la tradizione il film di Bologna ha molto poco a che fare, puntando piuttosto su un adattamento – in chiave peccaminosa – della formula già applicata con successo in Perfetti Sconosciuti.

Anche in questa commedia ci sono un gruppo di persone che, nello specifico, non hanno nessun rapporto tra loro; questi personaggi finiscono per restare chiusi nello stesso spazio, in attesa dello scoccare della mezzanotte. Un’idea di base dal potenziale esplosivo, inficiata però da una resa contraddistinta da un unico aspetto: la superficialità.

L’occhio della macchina da presa si snoda tra le stanze dello chalet, a suo modo curioso come quello di un voyeurista che si ritrova a spiare dal buco della serratura; ma ciò che vede – e immortala – sono situazioni grottesche, bizzarre, eccessive che finiscono per scivolare nel macchiettistico; il sesso più che un escamotage diventa un “marchio di fabbrica”, una zampata pruriginosa che determina il corso delle situazioni quanto i dialoghi, nonché i comportamenti dei personaggi.

Il tentativo di contaminare la commedia con svariati generi – incluso il noir, il western, il surrealismo e il pulp che strizza l’occhio a Tarantino o ai Coen – ha senso solo in un’ottica organica; ma Cosa Fai a Capodanno? (qui il trailer ufficiale) scivola proprio su questo punto, si riduce a uno sterile divertissement picaresco e pruriginoso privo di quella natura brillante che permette di trattare, con originalità, temi antichi quanto il cinema stesso: amori, relazioni umane, differenze sociali e sesso.

Osservando il film si ha come la sensazione di un ritmo impazzito, fuori tempo; e se la battuta nasce proprio dalla coesione tra questi due elementi – appunto, ritmo e tempo -, la commedia sembra mostrare le proprie debolezze proprio a partire dai dialoghi, passando poi per le situazioni narrate, per le interazioni tra i protagonisti, la costruzione dei personaggi approdando infine alla fragilità mostrata dalle varie linee narrative.

Chiudere degli sconosciuti in una stanza inserendo una time bomb condita da mistero e crimine non sempre si rivela una scelta più che felice: in questo caso il meccanismo sfugge quasi subito di mano, trasgredendo le regole canoniche della sceneggiatura ma senza creare valide soluzioni alternative o senza costruire una scrittura della suspense altrettanto valida, limitandosi piuttosto a cavalcare l’onda del caos e della mediocrità più guascona e godereccia.

Guarda il trailer di Cosa Fai a Capodanno?

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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