sabato, Marzo 6, 2021
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Cops – Una Banda di Poliziotti, recensione della commedia con Claudio Bisio

La recensione di Cops - Una Banda di Poliziotti, il film in due episodi con Claudio Bisio. Su Sky Cinema e NOW TV il 14 e il 21 dicembre.

Cops – Una Banda di Poliziotti è il titolo del nuovo prodotto audiovisivo targato Sky Original che debutterà il 14 e il 21 dicembre in prima serata, sui canali Sky Cinema e in streaming su NOW TV; “prodotto”, perché in effetti non si tratta di una serie tv vera e propria quanto di una collection, come è stata descritta durante la conferenza stampa.

Prodotta da Sky e Banijay Italia, questa nuova collection segue le orme di un precedente successo come I Delitti del BarLume per regalare al pubblico degli abbonati un’esperienza audiovisiva, prima ancora che seriale, in vista delle festività natalizie: un’occasione imperdibile per godere del grande cinema e di risate spensierate soprattutto durante questi tempi cupi, segnati dall’emergenza Covid-19. Il film, diviso in due episodi, è diretto da Luca Miniero e vede protagonisti Claudio Bisio, Stefania Rocca, Pietro Sermonti, Francesco Mandelli, Dino Abbrescia, Giulia Bevilacqua, Guglielmo Poggi e Giovanni Esposito.

Il Commissario Cinardi (Bisio) è appena arrivato ad Apulia, un’immaginaria cittadina pugliese: dopo una gloriosa carriera, è pronto a godersi i giorni che lo separano dalla pensione in un posto ameno, definito come la “città più tranquilla d’Italia”. Ad accoglierlo troverà una squadra di poliziotti imperfetti ma volenterosi: i pittoreschi Benedetto “Benny” (Mandelli), Nicola O’Sicc (Sermonti), Maria Crocifissa (Bevilacqua) e Tommaso (Poggi) si dimostrano subito indolenti ma con tanta voglia di fare, soprattutto quando il dirigente della Polizia di Stato – in trasferta – Margherita Nardelli (Rocca) li avverte che il loro commissariato è prossimo alla chiusura. Solo a quel punto, nella mente dell’integerrimo Cinardi, balenerà un’idea talmente sovversiva, folle e pericolosa da metterli tutti nei guai.

Non sempre un buon concept si rivela vincente: Cops – Una Banda di Poliziotti era munito su carta di un’idea dirompente. Piccola, demenziale – al limite del banale forse – ma efficace, di quelle idee che si insinuano nella mente dello spettatore solleticandone la fantasia, affilate come il ritornello di un tormentone estivo concepito per restare. Nonostante la palese ispirazione “presa in prestito” dall’originale svedese Kops, Miniero e soci sembravano essere riusciti a superare i limiti dell’originale, adattando alla sensibilità italiana un prodotto lontano, tanto nel gusto quanto nella messinscena. Ad aiutare l’impresa c’era la forza di un cast formidabile, caratteri diversi e inconfondibili orchestrati ad arte per divertire e divertirsi, intrattenere lasciando correre – a briglia sciolta – l’umorismo.

cops - una banda di poliziotti
Set del film “Cops” di Luca Miniero.
Nella foto Claudio Bisio, Pietro Sermonti, Giulia Bevilacqua, Francesco Mandelli e Guglielmo Poggi.
Foto di Gianni Fiorito
Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d’autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.
E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.

Ma la realtà spesso vanifica gli sforzi dell’immaginazione: il prodotto finale somiglia incredibilmente ad una trasposizione più “di genere” di Benvenuti al Sud (di cui Miniero è regista, oltre che del recente Sono Tornato), una commedia contaminata dal poliziesco e dai toni crime che cerca di non prendersi mai troppo sul serio, perdendo completamente la bussola della navigazione nel mare degli obiettivi da raggiungere. Le similitudini con il cult Benvenuti al Sud non sono legate solo alle suggestioni, ma anche ai dettagli più infinitesimali: la scelta di Claudio Bisio (sempre impeccabile) echeggia troppo il precedente successo, soprattutto quando compare sullo schermo con camion dei traslochi al seguito e fresco di trasferimento.

Negli occhi degli spettatori c’è ancora Castellabate e le disavventure corali vissute da Bisio e Siani nelle due commedie, che mettevano in evidenza le eterne contraddizioni tra Nord e Sud dell’Italia; in Cops – Una Banda di Poliziotti nessuno sembra essere interessato al conflitto più arcaico del Belpaese, ma la rappresentazione dell’immaginario luogo della mente dov’è ambientato il film (in due atti) insegue troppi stereotipi di genere, finendo per inciampare in quelli che dovevano rappresentare degli indiscutibili punti di forza.

Il ritmo della sceneggiatura è incalzante e i dialoghi si sforzano di ricreare, sul piccolo schermo, la magia dei grandi film demenziali che hanno ispirato Cops – Una Banda di Poliziotti: Una Pallottola Spuntata e Scuola di Polizia, ma il risultato finale non si avvicina al candore quasi infantile delle gag mostrate in questi modelli di riferimento, a quelle sequenze naif che hanno finito per segnare l’immaginario collettivo di intere generazioni.

Cops – Una Banda di Poliziotti riesce a trovare la propria forza nei caratteri: complici gli splendidi attori coinvolti nel cast, sono le loro interazioni a creare le crepe comiche; i conflitti tra diverse sfumature d’ironia, umorismo e comicità generano quella risata tanto agognata, quel riflesso liberatorio che nasce dall’assurdità del quotidiano, dalla realtà che si trasforma in farsa grottesca e che viene dipinta – con leggerezza – nei due tempi di un film destinato al mercato televisivo.

Guarda il trailer di Cops – Una Banda di Poliziotti

GIUDIZIO COMPLESSIVO

In Cops – Una Banda di Poliziotti nessuno sembra essere interessato al conflitto più arcaico del Belpaese, ma la rappresentazione dell’immaginario luogo della mente dov’è ambientato il film insegue troppi stereotipi di genere, finendo per inciampare in quelli che dovevano rappresentare degli indiscutibili punti di forza.
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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