mercoledì, Settembre 28, 2022
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Cold War, recensione del film di Pawel Pawlikowski

Cold War di Pawel Pawlikowski racconta l’evolversi di una traccia amorosa in un contesto storico travagliato come quello del Secondo Dopoguerra. Il pregio del lungometraggio è stato riconosciuto con il premio alla miglior regia nell’ultima edizione del Festival di Cannes ed è il film in concorso per rappresentare la Polonia ai prossimi Oscar.

Dalle ambientazioni polacche passando per la Germania, la Yugoslavia e la Francia tra gli anni Quaranta e Sessanta, i destini di Zuzanna detta “Zula” (Joanna Kulig), una talentuosa cantante, e di Wiktor (Tomasz Kot), un giovane musicista, si legano indissolubilmente. Le storie personali si intrecciano con quelle sociali regalando una narrazione drammatica e toccante che da tempo non si vedeva più scorrere sul grande schermo.

Pawel Pawlikowski si conferma nuovamente cantore degli umani sentimenti e ribadisce il suo talento nella composizione di drammi dall’ampio respiro storico – basti ricordare il successo del film Ida (2013) che gli valse l’Oscar per il miglior film straniero nel 2015.

La sua poetica del bianco e nero firmata da Lukasz Zal (già vincitore con la miglior gotografia per Ida agli European Film Awards), con una colonna sonora dai tratti epici unita ad interpretazioni forti e convincenti, trasformano Cold War in un rinnovato classico senza tempo. Ed è proprio grazie a un riflessione sullo scorrere del tempo che il lungometraggio riesce ad agganciare lo spettatore e a trasportarlo sulle sue note drammatiche e malinconiche.

Cold War si prefigge di rappresentare il singolo in una lotta contro il tempo e le trasformazioni storiche, diviso tra barriere politiche e ostacoli personali. L’impossibilità di redenzione di Zula e Wiktor si percepisce, quindi, nella dualità degli ostacoli da superare, siano essi di natura storica siano essi di matrice psicologica.

Il mondo in ripresa dopo un terribile conflitto fa da sfondo a una ricerca personale e accoglie il lungo eterno ritorno dell’uguale che attanaglia la vicenda dei protagonisti; esso sembra far scivolare ogni volta il possibile ricongiungimento dei due amanti tra le difficili pagine della Storia.

Cold War (qui il trailer italiano ufficiale) è un film ricco di omaggi al passato che riesce, nel suo stile sontuoso e appassionato, a donare nuova linfa alla rappresentazione cinematografica del sentimento dell’amore.

Guarda il trailer ufficiale di Cold War

Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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