venerdì, Ottobre 7, 2022
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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, recensione del film con Matthew McConaughey

Il cinema hollywoodiano si è da sempre interessato ai cosiddetti anti-eroi, ovvero figure controverse che pur essendo a loro modo di buon cuore, si sono trovate per necessità o per ingenuità a cimentarsi in attività illegali. Richard Wershe Jr, il protagonista di Cocaine – La vera storia di White Boy Rick di Yann Demange, incarna l’ennesima declinazione di un malinconico eroe dalla vita tragica, incarcerato in tenera età dopo essere stato sfacciatamente ricattato dall’FBI.

Anni Ottanta. Il giovane Rick (Richie Merritt) è un quattordicenne di Detroit che, per sopravvivere con il padre (Matthew McConaughey) a seguito dell’abbandono della madre, inizia a vendere armi di contrabbando, conquistando subito le simpatie dei vari gruppi criminali che controllano la città. Le cose cambiando quando l’FBI, in possesso di alcune prove che porterebbero il genitore in galera, inizia a ricattarlo e lo trasforma suo malgrado nel più giovane informatore che il Federal Bureau abbia mai avuto.

La collaborazione non è però destinata a durare: smantellato un gruppo di spacciatori che lavoravano in zona, Rick è infatti rapidamente scaricato dai federali ad appena sedici anni. Provato da quanto successo, l’adolescente decide allora di diventare lui stesso un venditore di droga, intraprendendo una strada sempre più in discesa che lo porterà a sprofondare in un baratro di illegalità…

Tratto dalla storia vera di Richard Wershe Jr – ad oggi conosciuto come il più giovane informatore con cui l’FBI abbia collaborato e attualmente ancora detenuto alla Florida State Prision –, Cocaine – La vera storia di White Boy Rick (qui il trailer italiano ufficiale) è un lungometraggio visivamente frenetico e nervoso, che desidera raccontare l’altro lato degli Stati Uniti, quello in cui il tanto desiderato American Dream sembra non riuscire mai a realizzarsi.

Giocando con diversi generi, che alternano il teen movie anni Ottanta alla crime story propriamente detta, Yann Demange mira a raccontare una realtà degradata, senza tuttavia ricorrere ad un esasperato realismo, comunque insito negli eventi stessi. In questo modo, la macchina da presa palesa costantemente la sua presenza, attraverso tremori e frenesie visive, che accentuano ancora di più l’atmosfera opprimente propria della storia.

La scelta di narrare proprio il lento sprofondare del protagonista in una sorta di lucido incubo risulta funzionale per il coinvolgimento dello spettatore, che si trova in questo modo travolto da un vortice di figure e di vicende che, proprio come l’anti-eroe adolescente, sembrano essere senza controllo. Contemporaneamente colpevole e innocente, White Boy Rick diventa rapidamente il riflesso di un ragazzo qualunque, che ha vissuto degli eventi non così distanti dalla vita di tutti i giorni.

Richie Merritt, attore esordiente che presta il volto al giovane protagonista, convince nel difficile ruolo che interpreta, tenendo a suo modo testa anche a Matthew McConaughey, che qui interpreta invece suo padre. Proprio l’interprete premio Oscar offre un’interpretazione convincente, in linea con la svolta che la sua carriera ha intrapreso nel corso degli ultimi anni.

Il trailer di Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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