sabato, Febbraio 24, 2024
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Chiudi gli Occhi – All I See Is You recensione del film con Blake Lively

Arriva nelle sale italiane, a ben due anni di distanza dalla presentazione al Toronto Film Festival, Chiudi gli Occhi – All I See Is You, nuova fatica cinematografica di Marc Froster, regista poliedrico che nel corso della sua carriera ha saputo districarsi – a volte egregiamente, altre con le dovute riserve – tra i generi cinematografici più disparati, passando dal dramma con Monster’s Ball al biografico Neverland, dalla commedia con Vero Come la Finzione allo zombie movie World War Z; nel suo curriculum, anche il 22° capitolo della saga di James Bond (Quantum of Solace, 2008).

Con Chiudi gli Occhi – All I See Is You – che arriva nelle nostre sale a circa un mese di distanza dal nuovo progetto di Forster, ossia Ritorno al Bosco dei 100 Acri con Ewan McGregor (atteso per il 30 agosto) – il regista tedesco si cimenta nuovamente con il thriller dalle venature psicologiche, genere già affrontato in Stay – Nel labirinto della mente del 2005.

Questa volta la protagonista della storia è Gina, una giovane donna felicemente sposata con James. Gina e James vivono a Bangokok; nonostante la disabilità di lei (Gina è cieca dall’infanzia a causa di un incidente stradale in cui morirono entrambi i genitori), i due sembrano vivere un’esistenza felice e appagante.

James è la guida e gli occhi di Gina, ma ben presto le cose cambiano quando si palesa la possibilità di un trapianto di cornea che permetterà alla donna di riacquistare la vista all’occhio destro.  In seguito all’operazione, la vita di Gina e James cambia inesorabilmente: la donna, infatti, scoprirà dei dettagli inquietanti sul marito e sulla sua vita coniugale…

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Chiudi gli Occhi – All I See Is You recensione del film con Blake Lively

Chiudi gli Occhi – All I See Is You è un film che si fregia di una messa in scena molto ben curata e di uno stile visivo estremamente funzionale al tipo di storia che si vuole raccontare. Marc Forster utilizza la macchina da presa per plasmare – attraverso le immagini – la realtà che circonda il personaggio di Gina e permettere così allo spettatore di immedesimarsi totalmente con la condizione di disabilità che scandisce la quotidianità della sua vita.

In un affascinante gioco fatto di continue variazioni di forme e colori, Forster ci trascina nella mente di Gina e ci mostra il mondo attraverso le sensazioni, i pensieri, le emozioni e i turbamenti della giovane donna, un personaggio femminile solo all’apparenza complesso, al quale viene improvvisamente concessa la possibilità di aprirsi nuovamente alla vita, scoprendo una parte di sé che probabilmente era rimasta sopita per troppo tempo, soprattutto a causa di un rapporto morboso al confine tra amore incondizionato e dipendenza totale.

Blake Lively, nei panni di Gina, si dimostra ancora una volta un’attrice dotata di squisite doti interpretative, regalando una performance sofferta eppure misurata, ma sfortunatamente non abbastanza incisiva a causa della fragile e discutibile sceneggiatura, opera dello stesso Forster in collaborazione con Sean Conway.

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Forster e Conway pongono numerosi interrogativi, ma la verità è che non approfondiscono nulla, a partire dalle motivazioni dei personaggi, di fatto assenti per tutta la durata della pellicola. Gina e James (interpretato da un Jason Clarke totalmente sprecato) ci vengono presentati in maniera del tutto asettica, così come le dinamiche del loro rapporto: si fatica a comprendere i motivi che li spingono in una direzione piuttosto che in un’altra, così come le loro reazioni o i loro scopi, finendo per risultare fastidiosamente monodimensionali.

Chiudi gli Occhi – All I See Is You (qui il trailer italiano ufficiale) getta dunque alle ortiche le sue intriganti premesse: l’ultimo lavoro di Marc Forster è sicuramente lodevole dal punto di vista della ricercatezza visiva, ma altrettanto condannabile per la superficialità e l’incuria con cui la narrazione si snoda, dilatando ingiustificatamente i suoi tempi e risolvendosi in un atto finale sbrigativo e assurdo, per non dire inaccettabile.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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