martedì, Settembre 27, 2022
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Chi M’Ha Visto recensione del film con Giuseppe Fiorello

Chi M’Ha Visto è il titolo della nuova commedia diretta da Alessandro Pondi e nata da un’idea del regista stesso – qui anche sceneggiatore e soggettista – insieme a Giuseppe Fiorello, qui nelle molteplici vesti di attore, sceneggiatore, soggettista e produttore. Dalla coesione tra i due è nata quest’opera prima incentrata su temi contemporanei come la fama e il prezzo della popolarità, contaminati con un gusto e un approccio tipicamente italioti applicati alla commedia.

Martino Piccione (Fiorello) è un ottimo chitarrista da sempre in tournée con i più famosi esponenti della musica leggera italiana; nonostante sia pronto ad aggirare la boa dei cinquant’anni, non riesce a emergere dal cono d’ombra nel quale è relegato dalle crudeli regole dello star system. A fargli pesare ulteriormente questa situazione è il ritorno sistematico a casa, nel paesino pugliese di Ginosa, dove tutti i suoi compaesani lo canzonano per le sue vane ambizioni.

Frustrato, Martino ha un colpo di genio: decide di sparire dalla circolazione per un po’, richiamando in tal modo l’attenzione su di sé e sulla sua figura d’artista e musicista. Riuscirà, con la complicità del migliore amico Peppino (Pierfrancesco Favino) a portare a termine il suo folle piano, senza farsi scoprire dalla comunità?

Una premessa curiosa e intrigante anima Chi M’Ha Visto: un’idea ambiziosa, una riflessione caustica sulla follia indiscriminata dei nostri pazzi tempi moderni dove apparire conta più di essere

Una premessa curiosa e intrigante anima Chi M’Ha Visto: un’idea ambiziosa, una riflessione caustica sulla follia indiscriminata dei nostri pazzi tempi moderni dove apparire conta più di essere. Il tradizionale dubbio che anima le insonni notti amletiche – l’Essere o Non Essere – viene aggiornato e trova il proprio naturale sbocco nella cultura di massa italiota, tra tv del dolore e tronisti.

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Chi M’Ha Visto recensione del film con Giuseppe Fiorello

Purtroppo, però, il progetto di Pondi e Fiorello non approda al cuore della questione, si limita soltanto a giocarci un po’, girando intorno ed evitando per bene il punto focale: invece di privilegiare il coraggio e il cinismo – due doti da sempre affini alla Commedia all’italiana, coacervo di piccole e grandi rivoluzioni culturali -, il regista si limita ad orchestrare delle macchiette sul grande schermo, dei simulacri di tipi umani più interessati a sciorinare battute che a sciogliere il dubbio che (dovrebbe) animare il lungometraggio.

Fiorello e Favino duettano tra loro in due ruoli inediti se contemplati nell’ampio panorama delle loro carriere: uno nei panni di una mancata rockstar al bivio della propria carriera, l’altro nelle camicie sgargianti e nei Camperos di un ruvido “cowboy di provincia”; entrambi abbandonano impegno e serietà in virtù della leggerezza, conferendo al film quel ritmo giusto e quel valore aggiunto che dovrebbero spingere gli spettatori ad andare al cinema. Per il resto, Chi M’Ha Visto (qui il trailer ufficiale) non sorprende e non incuriosisce, limitandosi a seguire un percorso sicuro già tracciato da innumerevoli commedie portate al cinema nel corso di questi anni.

Chi M’Ha Visto non sorprende e non incuriosisce, limitandosi a seguire un percorso sicuro già tracciato da innumerevoli commedie portate al cinema nel corso di questi anni

L’originalità viene sacrificata, ingabbiata nelle rete metallica delle battute e della risata facile, pronta ad intrattenere lo spettatore in 105 minuti di leggerezza senza però fornire, sempre a quest’ultimo, la soluzione al dubbio presente fin dall’inizio: il destino di Martino è impossibile da prevedere – come del resto anche le svolte della sceneggiatura – e ogni pronostico si scontra con le esigenze legate all’anima del commercio. In modo inquietante, il regista sembra quasi assecondare la propria stessa critica, finendo per evocare fantasmi di una triste e scialba fiera delle vanità.

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Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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