sabato, Luglio 20, 2024
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Causeway, recensione del film con Jennifer Lawrence

La recensione di Causeway, film interpretato e prodotto da Jennifer Lawrence, e diretto da Lila Neugebauer. Dal 4 novembre disponibile su Apple TV+.

Dopo un periodo di relativa lontananza dal grande schermo, Jennifer Lawrence torna protagonista assoluta di un film che ci riporta indietro ai suoi memorabili esordi nel cinema indipendente, quelli di The Burning Plain del 2008 (grazie al quale vinse il Premio Marcello Mastroianni al Festival di Venezia) e, soprattutto, di Un gelido inverno del 2010 (grazie al quale è diventata la terza più giovane interprete ad essere nominata agli Oscar nella categoria migliore attrice protagonista).

Da quel momento in poi, nella folgorante carriera “della più talentuosa giovane attrice di tutta Hollywood” (come la definì Rolling Stone nel 2012) si sono susseguite in maniera a dir poco vertiginosa partecipazioni a ben due franchise di successo (X-Men e Hunger Games) che le hanno garantito la fama internazionale, il fortunato sodalizio artistico con il regista David O. Russell, che l’ha diretta ne Il lato positivo, American Hustle e Joy (tutte interpretazioni lodate tanto dalla critica quanto dal pubblico) e una valanga di prestigiosi riconoscimenti (inclusa l’ambita statuetta dell’Academy e ben tre Golden Globe).

Dopo essere apparsa lo scorso anno al fianco di Leonardo DiCaprio e di un cast a dir poco stellare nel grande successo targato Netflix Don’t Look Up, diretto da Adam McKay, è arrivato finalmente il momento per Jennifer Lawrence di tornare a quella recitazione semplice e minimalista, ma pur sempre intima, profonda e di grande efficacia che la fece apprezzare inizialmente dagli addetti ai lavori e in seguito anche dai suoi numerosissimi fan, con il dramma psicologico Causeway, diretto da Lila Neugebauer, attiva soprattutto in campo teatrale, per la prima volta alla regia di un lungometraggio. 

Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e in anteprima italiana alla 17esima edizione della Festa del Cinema di Roma (in programma dal 13 al 23 ottobre), il film, che sarà disponibile su Apple TV+ a partire dal prossimo 4 novembre, racconta la storia di Lynsey (Lawrence), membro del Corpo degli ingegneri dell’esercito degli Stati Uniti, che ritorna dall’Afghanistan nella sua città natale, New Orleans, a seguito dell’esplosione di una bomba che le ha procurato una notevole lesione celebrale. L’incidente ha annichilito Lynsey non solo fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente. Per questo motivo, la strada verso la totale guarigione si rivelerà più difficile del previsto.

Una bellissima e toccante storia di amicizia reale

Causeway rappresenta il classico esempio di cinema indipendente americano in grado di raccontare una dolorosa storia di redenzione con grande delicatezza e sensibilità. Almeno all’apparenza, sembra che il film sia interessato esclusivamente ad affrontare la tematica del trauma psicologico e fisico che i soldati riportano a causa dei conflitti armati, ma in realtà la sceneggiatura realizzata a sei mani da Luke Goebel, Ottessa Moshfegh e Elizabeth Sanders si pone l’obiettivo di scavare ancora più in profondità, sempre con raffinata ed elegante discrezione. L’esperienza della guerra si porta inevitabilmente dietro un prima e un dopo, creando un netto spartiacque tra chi eravamo e chi vorremmo tornare ad essere: l’opera di Lila Neugebauer cerca di portare alla luce proprio questo aspetto, parlando non soltanto di conseguenze da affrontare, ma soprattutto di ciò che ha segnato in precedenza la vita di chi ha scelto volontariamente di arruolarsi. 

Uno dei maggiori punti di forza del film è sicuramente la magnifica interpretazione di Jennifer Lawrence (coinvolta per la prima volta in un progetto cinematografico anche in qualità di produttrice), ma quello che colpisce veramente è il modo in cui la Neugebauer decide di mettere in scena le difficoltà e le sofferenze della protagonista. Non vediamo mai quello che è davvero successo a Lynsey, scelta che permette al racconto di mantenere sempre viva la sua lucidità e di non cedere mai al senzazionalismo emotivo più becero: i tormenti che affliggono il corpo e la mente di Lynsey, infatti, non vengono mai rievocati visivamente, ma soltanto esplicitati con grande efficacia tramite i suoi sguardi, i suoi gesti, le sue reazioni, il suo disagio e il suo imbarazzo di fronte a determinati impedimenti. Ciò permette allo spettatore di stabilire fin da subito un contatto empatico con l’anima danneggiata di Lynsey, che nonostante la terribile esperienza sembra determinata ad abbracciare nuovamente un futuro incerto e pericoloso, piuttosto che restare ancorata alle disgrazie del passato e alla solitudine e alle tensioni del presente.

Se c’è però un messaggio che la Neugebauer sembra voler lanciare coscienziosamente, senza avere mai la pretesa di salire in cattedra, ma preferendo sempre l’assenza del superfluo e la concisione pregevole, è che nella vita non possiamo farcela da soli. Ecco quindi che Causeway si trasforma lentamente, senza mai snaturare il suo impianto fortemente drammatico e il suo stile asciutto ed essenziale, in una bellissima e toccante storia di amicizia reale, dove il personaggio di James, interpretato con naturalezza e spontaneità da un bravissimo Brian Tyree Henry (visto in Eternals e Bullet Train), rappresenta l’ancora di salvezza, il porto sicuro, la persona da far entrare in punta di piedi nella propria vita e nel proprio cuore, quella da respingere e poi richiamare a sé. L’unica che condivide la nostra stessa disperazione (anche se magari in una forma diversa) e proprio per questo davvero in grado di capirci; l’unica con la quale ci sentiremo finalmente pronti ad intraprendere la lunga e faticosa strada verso la guarigione. 

Guarda il trailer ufficiale di Causeway 

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Se c'è un messaggio che Lila Neugebauer sembra voler lanciare coscienziosamente, senza avere mai la pretesa di salire in cattedra, ma preferendo sempre l'assenza del superfluo e la concisione pregevole, è che nella vita non possiamo farcela da soli. Ecco quindi che Causeway si trasforma lentamente, senza mai snaturare il suo impianto fortemente drammatico e il suo stile asciutto ed essenziale, in una bellissima e toccante storia di amicizia reale.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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Se c'è un messaggio che Lila Neugebauer sembra voler lanciare coscienziosamente, senza avere mai la pretesa di salire in cattedra, ma preferendo sempre l'assenza del superfluo e la concisione pregevole, è che nella vita non possiamo farcela da soli. Ecco quindi che Causeway si trasforma lentamente, senza mai snaturare il suo impianto fortemente drammatico e il suo stile asciutto ed essenziale, in una bellissima e toccante storia di amicizia reale. Causeway, recensione del film con Jennifer Lawrence