lunedì, Dicembre 4, 2023
HomeRecensioniCassandro, recensione del biopic con Gael García Bernal

Cassandro, recensione del biopic con Gael García Bernal

La recensione di Cassandro, biopic con Gael García Bernal che racconta la vita dell'omonimo luchador. Disponibile dal 22 settembre su Prime Video.

La lucha libre è parte integrante della cultura messicana. Una versione più colorata, e spesso più acrobatica, del pro wrestling; mix di sport ed entertainment, dove eroi (nel gergo usato dagli addetti ai lavori e dai fan “babyface”, nella luchatécnico”) e antagonisti (nel wrestling anglofono “heel”, in quello spagnolo “rudo”) si affrontano in match studiati a tavolino, dal risultato predeterminato. Una forma di storytelling che, tra spettacolari performance atletiche ed elementi drammatici, riesce a catturare l’immaginazione di milioni di fan grazie all’abilità e al carisma dei suoi supereroi in carne e ossa.

Dalle fiere di paese alla mitica Arena México, gli spettacoli di lucha libre sono diffusissimi e molto popolari nel paese dei mariachi, dove alcuni luchador – spesso mascherati – vengono osannati come dei veri e propri idoli. Personaggi come El Santo, Blue Demon e Mil Máscaras sono diventati, nell’immaginario collettivo, degli autentici eroi popolari, dando vita a leggendarie dinastie di lottatori (la maschera, tradizionalmente, viene passata di padre in figlio).

Soprattutto El Santo – ormai purtroppo scomparso – ha raggiunto un livello di adorazione tale, durante la sua carriera, da ricordare quello riservato dalla città di Napoli nei confronti di Diego Armando Maradona (parallelo calcistico che dovrebbe rendere ben chiaro il livello di ammirazione di cui stiamo parlando). Un’icona pop che ha toccato anche il mondo del cinema (in patria è stato protagonista di oltre 50 pellicole, dove indossa sempre la sua maschera argentata), la cui influenza è riuscita a valicare i confini nazionali (il suo spirito mascherato si aggira anche nel variopinto mondo dei defunti del film Pixar Coco).

Ma accanto a questi nerboruti supereroi mascherati c’è un’altra categoria di wrestler: l’exótico, con un look a metà strada tra il luchador e la drag queen. Frutto della cultura machista messicana, quella dell’exótico è una “gimmick” (termine che indica il personaggio interpretato, nella finzione narrativa, dal lottatore) tradizionalmente usata per match dalla spiccata natura comica o per ottenere reazioni negative da parte del pubblico (potete immaginare gli epiteti rivolti a questi performer).

Un’icona della comunità LGBTQ+ messicana

L’exótico è di solito un personaggio dalle caratteristiche al limite del parodistico, che usa movenze e atteggiamenti effeminati per provocare e distrarre l’avversario. Non è mai presentato come una minaccia seria, ma come un debole che deve ricorrere ad espedienti per poter competere. Naturalmente, spesso e volentieri, questi luchador non escono vincitori dalla maggior parte dei match a cui prendono parte.

È in questo contesto che, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, fa la sua comparsa sul ring Cassadro, protagonista dell’omonimo film disponibile su Amazon Prime Video dal 22 settembre. Diretto da Roger Ross Williams – che firma anche la sceneggiatura insieme a David Teague -, il film si propone di raccontare la vita del luchador che ha contribuito a cambiare la percezione degli exótico, conquistando il pubblico delle arene e diventando una vera e propria icona per la comunità LGBTQ+ messicana.

Photos: Courtesy of Prime Video/Alejandro Lopez Pineda. AMAZON CONTENT SERVICES LLC.

Saúl (Gael García Bernal) vive a El Paso, Texas con la madre Yocasta (Perla De La Rosa). Il timido ragazzo omosessuale ha una passione: la lucha, a cui si dedica oltreconfine indossando la maschera di El Topo. Stufo di essere sempre scelto per perdere contro lottatori più grandi e popolari, Saúl decide di rivolgersi all’allenatrice Sabrina (Roberta Colindrez) per migliorare sul ring e rivoluzionare il suo personaggio.

Torna sulle scene nei panni dello sfrontato Cassandro, exótico sopra le righe che rappresenta la sua identità sessuale e la sua personalità, ma – come dice Nigel in This is Spinal Tap – con il volume a 11. La fama bussa presto alla sua porta con un match contro il leggendario El Hijo del Santo (interpretato dal vero luchador, figlio del succitato El Santo).

Mettere al centro la vicenda umana

Il regista Roger Ross Williams non è interessato alla rappresentazione del mondo della lucha libre; nel film sono presenti solo brevi sequenze d’azione sul ring, con anche qualche piccolo errore (il protagonista ottiene una delle sue vittorie schienando un lottatore non coinvolto ufficialmente nel match).

Cassandro mette al centro la vicenda umana del suo protagonista, figlio di una relazione extramatrimoniale trascurato dal padre, che diventerà totalmente assente dopo il suo coming out a quindici anni. Vividi nei suoi ricordi di bambino i rari momenti passati insieme a guardare la lucha davanti alla tv, motivazione che lo spingerà ad intraprendere la carriera di lottatore, un modo per farsi finalmente notare e accettare dal genitore.

Centrale anche lo stretto rapporto con la madre, fondamentalmente la persona più importante della sua vita, da cui prenderà alcuni degli elementi che andranno a modellare il personaggio di Cassandro (Saúl, anche abile sarto, modifica uno dei vestiti leopardati di quest’ultima per creare uno dei suoi primi costumi da indossare sul ring). È proprio nei piccoli spaccati intimi di quotidianità con la madre dove è concesso all’interpretazione di Gael García Bernal di brillare davvero, regalando alcuni dei momenti migliori di tutto il film.

Un problema di fondo… 

Nonostante queste note positive, Cassandro presenta un problema di fondo abbastanza importante: l’incapacità nel raccontare davvero l’unicità del suo protagonista. La pellicola non riesce a spiegare in modo efficace cosa porti il pubblico a connettere e tifare per l’esuberante luchador, cosa lo distingua davvero dai precedenti exótico, facendo apparire la sua ascesa di popolarità forzata e ingiustificata.

Un difetto a cui si va a sommare un crescendo emotivo che non trova mai un climax davvero soddisfacente. Per questo, Cassandro è un film riuscito solo a metà, non al livello di altre produzioni ambientate nel colorato mondo del wrestling professionistico come The Wrestler di Darren Aronofsky e la serie Netflix GLOW.

Guarda il trailer ufficiale di Cassandro 

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Cassandro mette in scena la vita dell'omonimo rivoluzionario luchador, responsabile del cambio di percezione del pubblico nei confronti degli exótico e vera e propria icona LGBTQ+. Un film più interessato a raccontare la vicenda umana del suo protagonista che il mondo della lucha libre, dove l'interpretazione di Gael García Bernal brilla nei piccoli momenti intimi con la madre. Purtroppo la pellicola fallisce nel raccontare davvero l'unicità del suo protagonista, non riuscendo mai a raggiungere un climax emotivo soddisfacente.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
Cassandro mette in scena la vita dell'omonimo rivoluzionario luchador, responsabile del cambio di percezione del pubblico nei confronti degli exótico e vera e propria icona LGBTQ+. Un film più interessato a raccontare la vicenda umana del suo protagonista che il mondo della lucha libre, dove l'interpretazione di Gael García Bernal brilla nei piccoli momenti intimi con la madre. Purtroppo la pellicola fallisce nel raccontare davvero l'unicità del suo protagonista, non riuscendo mai a raggiungere un climax emotivo soddisfacente.Cassandro, recensione del biopic con Gael García Bernal