venerdì, Settembre 29, 2023
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Campioni, recensione del film di Bobby Farrelly con Woody Harrelson

La recensione di Campioni, commedia di Bobby Farrelly con Woody Harrelson su una squadra di basket di ragazzi speciali. Dal 31 maggio al cinema.

I primi minuti di Campioni sono più che sufficienti a dare un’indicazione precisa allo spettatore mediamente avveduto della piega che il film prenderà e anche di come andrà a finire (più o meno!). Eppure, nonostante questa implicita prevedibilità, il remake del film spagnolo Non ci resta che vincere (Javier Fesser, 2018), con cui condivide gli stessi sceneggiatori, ha un asso nella manica: Bobby Farrelly, co-autore e co-regista assieme al fratello Peter di alcune delle commedie made in USA più famose degli anni Novanta (Scemo & più scemo, Tutti pazzi per Mary, Io, me & Irene). Farrelly prende un successo spagnolo (23 milioni di incassi e tre premi Goya vinti su undici candidature), lo dota del giusto protagonista (Woody Harrelson, bravissimo) e con la complicità di un cast artistico e tecnico affiatato confeziona una commedia perfetta sotto ogni punto di vista.

Un risultato affatto scontato, considerando quanto sia facilissimo, oggi, scivolare sul politicamente corretto e i buoni sentimenti. La storia è quella di un allenatore di basket, irrealizzato nella vita privata come nel lavoro, che dopo un (surreale) tamponamento commesso in stato di ubriachezza, viene obbligato dal tribunale ad allenare una squadra di ragazzi affetti da varie forme di disabilità intellettive. Una storia di crescita individuale e collettiva, dunque, analoga a molte altre ma che spicca sin da subito per ritmo e dialoghi: l’intera sceneggiatura è costruita su battute di un realismo sorprendente e vivace, con situazioni veritiere, personaggi ben definiti, pochissima retorica e buonismo (salvo una quasi inevitabile arringa verso il finale – è pur sempre un film americano).

Woody Harrelson è particolarmente credibile nel ruolo di un fallito pieno di sé, che grazie a un’inaspettata opportunità inizia un percorso di redenzione personale; questa trasformazione avviene in modo spontaneo e naturale, attraverso passi falsi e ripensamenti, e ruota attorno a un messaggio sempre attuale: non si può misurare il mondo solo attraverso il proprio metro di giudizio; è necessario, spesso, fare un passo indietro e mettersi nei panni degli altri, raggiungendo l’obiettivo attraverso un lavoro di squadra che unisce le peculiarità e i punti di forza di tutti.

Una piccola storia raccontata molto bene

La squadra che Harrelson allena, i Friends, è composta da uno straordinario gruppo di attori realmente disabili, di cui vengono subito messe in evidenza le risorse e le caratteristiche distintive: ognuno ha un suo spazio, ognuno contribuisce a suo modo al risultato finale. La disabilità non è mai trattata né come deficit né come plusvalore, ma come un dato di fatto da integrare alla quotidianità, aggirando in modo intelligente le difficoltà anziché sbatterci stolidamente contro (la scena del topo in doccia è memorabile). Alla base di tutto la capacità di parlare in modo diretto, conoscere meglio le persone che ci stanno attorno (anziché interessarcene solo superficialmente), aprirsi al mondo (anziché pretendere che sia il mondo ad aprirsi a noi).

I contenuti veicolati dal film funzionano bene perché impacchettati in una commedia leggera, schietta e sincera, zeppa di momenti divertenti o buffi che non scadono mai nel cattivo gusto o nel ridicolo, accompagnata da una ricchissima e variegata selezione musicale. A coronamento di tutto, un finale giusto, sia in termini di scrittura che di morale, incentrato su un’altra piccola verità: il valore che attribuiamo alle cose non è assoluto ma relativo, basta cambiare punto di vista che un pallone di basket diventa riscatto, una punizione occasione di svolta, un rifiuto vittoria. Nota di merito, infine, per il doppiaggio italiano, che ha scelto ragazzi affetti da sindrome di down e dello spettro autistico, non professionisti, per dare voce ai ragazzi protagonisti del film.

Guarda il trailer ufficiale di Campioni

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Campioni è un piccola storia raccontata molto bene; pur essendo il remake americano dello spagnolo Non ci resta che vincere, questo film è la dimostrazione che per quanto si possano trattare argomenti già noti con modalità collaudate, se si hanno ingredienti di qualità si può comunque portare a casa un risultato ottimo. Con un veterano della commedia come Bobby Farrelly alla regia, un fantastico Woody Harrelson e l’incredibile squadra dei Friends, il risultato è vincente. Consigliatissimo per tutta la famiglia, da 0 a 99 anni.

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Campioni è un piccola storia raccontata molto bene; pur essendo il remake americano dello spagnolo Non ci resta che vincere, questo film è la dimostrazione che per quanto si possano trattare argomenti già noti con modalità collaudate, se si hanno ingredienti di qualità si può comunque portare a casa un risultato ottimo. Con un veterano della commedia come Bobby Farrelly alla regia, un fantastico Woody Harrelson e l’incredibile squadra dei Friends, il risultato è vincente. Consigliatissimo per tutta la famiglia, da 0 a 99 anni.Campioni, recensione del film di Bobby Farrelly con Woody Harrelson