giovedì, Ottobre 6, 2022
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Brutti e Cattivi recensione del film con Claudio Santamaria

Brutti e Cattivi è un film dal carattere e dal gusto molto soggettivo: in base all’approccio e allo spirito con cui ci si appresta a vederlo, infatti, lo spettatore potrà uscire dalla sala divertito o irrimediabilmente deluso.

Il cinema di genere, in Italia, spesso viene trattato come cinema di serie B; nonostante ciò, alcuni film di questa categoria riescono a erigersi a rango di film cult, diventando pietre miliari della cinematografia nostrana. Il grottesco, o la commedia declinata in tale accezione, spicca decisamente meno rispetto alla più classica commedia all’italiana, genere che inonda le sale ogni stagione.

Brutti e Cattivi è un film che scardina brutalmente ogni pilastro del politically correct, ribaltando la visione comune del bisognoso portatore di handicap

Perciò è già una soddisfazione vedere al cinema una tipologia di film, di produzione italiana, che esuli da determinati schemi, che possiamo definire certamente più commerciali e fruibili da una fetta più larga di pubblico. Avere una scelta più ampia nelle sale cinematografiche è perciò un obiettivo molto nobile, che deve comunque essere perseguito sempre e ad ogni costo.

Partendo da questi presupposti Brutti e Cattivi, il film nato dal soggetto vincitore del premio Solinas 2012, scritto dall’artista e scenografo Cosimo Gomez e diretto dallo stesso, ha assolto a questo compito. A dare manforte al progetto, ci pensa un cast di protagonisti davvero ricco, che comprende Claudio Santamaria (Lo Chiamavano Jeeg Robot), Marco D’Amore (Gomorra – La Serie) e Sara Serraiocco (La Ragazza del Mondo).

brutti e cattivi

Brutti e Cattivi recensione del film con Claudio Santamaria

Il Papero, La Ballerina, Il Merda e Plissé sono i componenti di un’improbabile banda di rapinatori improvvisati. Ognuno di loro ha un problema fisico (il Papero non ha le gambe, la Ballerina non ha le braccia e Plissé è un nano) o un problema di droga (Il Merda è un tossicodipendente). Dopo un grosso colpo, le cose nel gruppo iniziano ad andare in malora, in un vortice di violenza e tradimenti.

Brutti e Cattivi, proprio come fa intendere il titolo, è un film che scardina brutalmente ogni pilastro del politically correct, ribaltando la visione comune del bisognoso portatore di handicap. I personaggi sono tutti estremamente efferati, con enormi difetti sociali. L’idea alla base del film è a dir poco geniale. Gli attori si divertono molto, e Marco D’Amore – nonostante il poco timescreen – buca letteralmente lo schermo.

Brutti e Cattivi non è un film capace di parlare a tutti, anzi: la debolezza della pellicola sta proprio nella sua fluttuante fruibilità

Brutti e Cattivi però non è un film capace di parlare a tutti, anzi: la debolezza di questa pellicola sta proprio nella sua fluttuante fruibilità. Il film di Gomez rischia infatti di polarizzare molto il pubblico, il quale o apprezzerà la bizzarra originalità del materiale di partenza oppure ripudierà ogni minuto della proiezione.

Il prodotto di Cosimo Gomez inoltre è tecnicamente altalenante: a momenti visivi molto ispirati se ne contrappongono altri dai gusti molto discutibili, i quali non possono essere giustificati dalla scelta stilistica molto pulp. Brutti e Cattivi (qui il trailer italiano ufficiale) ha quindi tutti i presupposti per diventare un cult, ma è difficile dire con certezza quanti riusciranno davvero ad apprezzarlo.

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Redazione
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