Bombshell – La voce dello scandalo, recensione del film con Charlize Theron

scritto da: Stefano Terracina

Dopo essere uscito nelle sale statunitensi lo scorso 20 dicembre e aver conquistato ben tre candidature agli Oscar 2020 (trionfando nella categoria miglior trucco e acconciatura), anche Bombshell – La voce dello scandalo resta vittima della pandemia di Covid-19 e salta l’uscita cinematografica nelle sale italiane (inizialmente prevista per lo scorso 26 marzo), arrivando direttamente in streaming, in esclusiva su Amazon Prime Video, da oggi 17 aprile.

Il film è diretto da Jay Roach (noto ai più per i due Austin Powers e Ti presento i miei) e sceneggiato da Charles Randolph (premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale nel 2016 per La grande scommessa), e vede protagonista un terzetto attoriale tutto al femminile di assoluto prim’ordine, composto dal premio Oscar Charlize Theron, dal premio Oscar Nicole Kidman e dalla candidata all’Oscar Margot Robbie.

Tre grandissime interpreti al servizio di una storia attualissima che, partendo dalle accuse di molestie sessuali ai danni di Roger Ailes, ex leader di Fox News, mira a ricostruire una vicenda di ampia risonanza, andando ad alimentare ulteriormente un dibattito acceso ancora oggi: quello relativo all’abuso, tanto sessuale quanto di potere, ai danni delle donne sul posto di lavoro, che ha dato origine alla lenta ed inesorabile detronizzazione di Harvey Weinstein, ex magnate del panorama produttivo hollywoodiano, e alla conseguente nascita del movimento #MeToo.

In Bomshell, tutto prende il via quando la conduttrice Gretchen Carlson (intepretata da Nicole Kidman) viene prima trasferita ad un programma televisivo meno popolare e poi licenziata. Come in preda ad una sorta di epifania, Gretchen capisce che è arrivato il momento di reagire e decide di denunciare Roger Ailes (interpretato da John Lithgow) per aver perpetrato ai suoi danni abusi e molestie.

Alla voce della Carlson faranno eco – con tempi e modalità totalmente differenti – quelle di Megyn Kelly, (interpretata da Charlize Theron), e di Kayla Pospisil (interpretata da Margot Robbie): tre donne molto diverse tra loro che dovranno improvvisamente fare i conti prima con se stesse e poi con una realtà profondamente maschilista, ricca di contraddizioni e piena zeppa di segreti, dove la figura femminile difficilmente viene apprezzata per le sue reali capacità; dove se sei bella, allora hai qualcosa da offrire… tanto allo spettatore quanto a chi lavora dietro le quinte o “ai piani alti”.

In sostanza, Bombshell – La voce dello scandalo è la cronista di una serie di eventi che hanno scosso l’opinione pubblica e smosso le fondamenta del sistema hollywoodiano dall’interno. La sceneggiatura di Charles Randolph vuole raccontare i fatti per come sono accaduti, senza mai prendersi l’ardire – o la responsabilità! – di marchiare a fuoco i cattivi e di circondare con un’aureola di invisibile santità i buoni.

Sopra ogni cosa, il film di Jay Roach impedisce allo spettatore di affezionarsi alle tre protagoniste o di immedesimarsi nelle loro azioni, dal momento che sembra rifiutare categoricamente di tratteggiarle come “vittime” o come “eroine”, ma soltanto come “donne” che richiedono – a ragione! – ciò che è giusto per loro: donne ambiziose, testarde e capaci, professioniste di altissimo livello che hanno dovuto pagare lo scotto di essere semplicemente degli esseri umani, tanto fragili quanto imperfetti, e proprio per questo incapaci di distingue fin da subito – come molto spesso accade – ciò che è lecito da ciò che non lo è, ciò che è giusto sopportare quando si desidera ardentemente raggiungere un obiettivo e ciò che si è disposti a sopportare e – purtroppo – a subire.

Bombshell – La voce dello scandalo è un film antispettacolare che maneggia con la dovuta cautela un materiale potenzialmente esplosivo. Un prodotto a cui va comunque riconosciuta un’importanza che deriva essenzialmente dall’aver portato sul grande schermo una storia che doveva essere raccontata, soprattutto in un momento storico come quello presente, ma che nulla aggiunge – in termini di originalità, tanto a livello narrativo quanto a livello stilistico – ad un genere che in passato ha certamente goduto di titoli più accattivanti ed efficaci.

Le ottime interpretazioni delle tre protagoniste (su tutte spicca la bravura a tratti paralizzante di Margot Robbie, che interpreta l’unica personaggio fittizio della storia e alle quale sono relegati i migliori momenti del film), non riescono a far sì che Bombshell compia quel salto di qualità che forse avrebbe dovuto attuare, non tanto nel rispetto dello spettatore, quanto nei confronti di quella valenza socio-culturale intrisa nella storia che si è scelto di raccontare.

Guarda il trailer di Bombshell – La voce dello scandalo

Stefano Terracina

Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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