domenica, Ottobre 24, 2021
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Bingo Hell, recensione dell’horror Blumhouse con Adriana Barraza

La recensione di Bingo Hell, film dell'antologia horror Welcome to the Blumhouse. Dal 1 ottobre su Amazon Prime Video.

Come ogni anno, torna ottobre a decretare definitivamente la fine della bella stagione, con le sue piogge e temperature drasticamente in calo. Mese ormai diventato anche sinonimo, vista l’influenza della cultura a stelle e strisce, di orrore e macabro: la festa mascherata di Halloween e l’arrivo in sala (Halloween Kills), e su piattaforma (Midnight Mass), di diverse produzioni da brivido. Non fa eccezione Amazon Prime Video, con il ritorno dei film dell’antologia Welcome to the Blumhouse, anche quest’anno composta da quattro nuove pellicole di genere horror e thriller. Bingo Hell, disponibile in streaming dal 1 ottobre, è il primo di questi nuovi appuntamenti con l’orrore, prodotti da Blumhouse Productions, di cui ci occuperemo quest’anno.

Firma questo primo film la giovane regista messicano-canadese Gigi Saul Guerrero, dietro anche alla sceneggiatura insieme a Shane McKenzie (ABCs of Death 2.5) e Perry Blackshear (The Siren). Guerrero, con trascorsi nel mondo dei cortometraggi e in quello televisivo, aveva già collaborato con la casa di produzione di Jason Blum, dirigendo episodi delle serie tv The Purge (sempre disponibile su Prime Video) e Into the Dark (in esclusiva su RaiPlay).

La trama di Bingo Hell gira intorno alla piccola cittadina di Oak Springs, tipico centro abitato della periferia americana, ormai popolato quasi esclusivamente da anziani. La battagliera Lupita (Adriana Barraza), energica signora di origini latine, combatte quotidianamente per preservare il suo vecchio quartiere dalla incombente gentrificazione. L’arrivo in città del misterioso Mr.Big (Richard Brake), nuovo inquietante proprietario della locale sala bingo, minaccia di sconvolgere la piccola e affiatata comunità. Solo Lupita sembrerebbe essere l’unica in grado di opporsi alle sue “luciferine” promesse di successo e ricchezza.

Per la serie “il diavolo arriva in città”, Bingo Hell riprende il classico topos dell’intrigante figura diabolica, venuta a corrompere e stuzzicare il lato oscuro degli abitanti della quieta provincia. Un canovaccio popolarizzato dal romanzo di Stephen King Cose preziose, poi adattato nell’omonimo – e non del tutto riuscito – film del regista Fraser C. Heston (figlio di Charlton “Ben-Hur” Heston). Un racconto entrato di diritto nell’immaginario pop, tanto da influenzare anche l’esilarante episodio Qualcosa di Rick-istro sta per accadere di Rick and Morty ed ispirare il titolo della serie Stranger Things (romanzo e film in originale si chiamano Needful Things).

Una storia quindi, quella del film, non così originale, che declina il soggetto ai rimpianti del crepuscolo della vita, la terza età. Bingo Hell non riesce ad offrire niente di nuovo nemmeno sul piano visivo, con una piatta regia televisiva e una fotografia anonima, ad opera di Byron Werner (aveva collaborato con Guerrero anche in Splendida America, episodio di Into the Dark diretto dalla regista). L’unico piccolo spiraglio di luce presente nel film è rappresentato dalle interpretazioni di Barraza, capace di infondere la giusta energia alla protagonista, e Brake, con la sua incredibile e diabolica faccia (Rob Zombie era stato il primo a valorizzarla in pellicole come 31).

La serie Welcome to the Blumhouse inizia anche quest’anno con un film per niente entusiasmante; Bingo Hell è un’opera banale con poco da offrire, anche terrore e inquietudine latitano. Qualche momento splatter, piazzato qua e là, non basta per coinvolgere lo spettatore e procurare la giusta dose di brividi.

Guarda il trailer ufficiale di Bingo Hell

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Inizio poco entusiasmante per l'antologia horror e thriller Welcome to the Blumhouse. Il film Bingo Hell riprende elementi del romanzo di Stephen King "Cose preziose", senza però offrire qualcosa di davvero nuovo. Le buone prove dei due protagonisti non bastano a salvare un'opera anonima e poco efficace.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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