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Biancaneve, recensione del film Disney con Rachel Zegler

Diretto da Marc Webb e interpretato da Rachel Zegler e Gal Gadot, Biancaneve arriva nelle sale dal 20 marzo distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Come era già accaduto con La sirenetta, anche questo live action di Biancaneve targato Disney – nelle sale italiane dal 20 marzo – arriva portandosi dietro un bagaglio non tanto di aspettative, quanto piuttosto di polemiche che lo hanno accompagnato fin dall’annuncio della sua produzione, avvenuto addirittura nel lontano 2016.

Prima ci sono state le critiche rivolte al casting di Rachel Zegler: perché scegliere un’attrice di origini colombiane per interpretare la prima iconica principessa Disney dalla pelle “bianca come la neve”? Poi le dichiarazioni della stessa sull’impianto della fiaba originale (“sessista”, dal suo punto di vista) e la conseguente paura da parte chi temeva un approccio alla storia in ottica woke. Ancora, tutte le polemiche riguardo l’infantilizzazione dei Sette Nani e l’impiego della computer grafica al posto di veri interpreti nani, per non parlare delle contrastanti idee politiche riguardo il conflitto israelo-palestinese di Zegler e Gal Gadot, l’ex Wonder Woman della DC che qui veste i panni della Regina Cattiva.

Tuttavia, questa recensione di Biancaneve metterà da parte – come è giusto che sia! – tutto l’inutile polverone sollevato in tutti questi anni (elencato fino ad ora per scopi puramente informativi) per concentrarsi sull’unico aspetto meritevole, in questa sede, di attenzione: la riuscita o meno del film diretto da Marc Webb, che in molti ricorderanno per (500) giorni insieme e per i due film di Spider-Man con Andrew Garfield.

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Biancaneve. Photo courtesy of Disney. © 2024 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

In linea con i tempi moderni

Data la recente tendenza della Disney a realizzare remake in live action dei suoi classici animati più famosi, è sorprendente constatare che ci sia voluto quasi un secolo prima che lo studio decidesse di riportare sullo schermo la storia immortale dei fratelli Grimm alla base del suo primo classico d’animazione.

Non si può dire che questo nuovo Biancaneve si sforzi di migliorare il predecessore animato: piuttosto, prova a reinventarne alcuni elementi per adattarli ad un’ideologia meno polverosa e più in linea con i tempi moderni (come del resto hanno cercato di fare quasi tutti i remake “in carne ed ossa” dello studio usciti in precedenza).

Espandere la storia di Biancaneve

La maggior parte degli elementi che questo live action espande riguardano, ovviamente, Biancaneve, il regno in cui è nata e i personaggi che le gravitano attorno. La principessa è l’unica figlia di un re e una regina che hanno sempre governato seguendo gli ideali di amore, gentilezza e compassione reciproca. Quando la regina muore, il re si risposa con una donna dai poteri magici, che diventa la nuova regina. Dopo che il re parte senza fare mai più ritorno, la matrigna prende il controllo del regno, governando con disprezzo e accumulando ricchezze mentre il regno stesso collassa e il suo popolo soffre. Molti credono che anche Biancaneve sia scomparsa, ma in realtà la regina cattiva la tiene segregata all’interno del suo castello, trattandola come una umile serva. 

Ogni giorno, Grimilde si rivolge ad uno specchio magico per chiedere chi sia la più bella del reame. Puntualmente, lo specchio risponde sempre che è lei, ma quando Biancaneve mostra la sua gentilezza nei confronti di Jonathan, un ladro ribelle che si introduce nel castello, lo specchio proclama Biancaneve come la più bella di tutte. La regina cattiva ordina quindi al suo fidato cacciatore di portare Biancaneve lontano e di ucciderla strappandole il cuore. Tuttavia, quando il cacciatore vede con i propri occhi la bontà di Biancaneve, le dice di fuggire nel bosco per mettersi in salvo. Lì, la principessa scoprirà una foresta magica, un gruppo di nani pronti ad aiutarla e una ribellione in atto contro la perfida tiranna, alla quale lei stessa si unirà per aiutare il suo regno a tornare a splendere come un tempo.

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Biancaneve. Photo courtesy of Disney. © 2024 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Una guerriera disarmata, guidata dalla dolcezza

Approfondire il passato di Biancaneve, il suo ruolo all’interno del regno e il suo rapporto con la Regina Cattiva si rivelano delle scelte narrative funzionali a giustificare questo nuovo adattamento. Non siamo più di fronte alla storia di una Regina Cattiva contro la “più bella del reame”, bensì a quella di una leader dittatoriale, ricca ed egoista che deve confrontarsi con i sentimenti di cui Biancaneve si fa portavoce, quali empatia, gentilezza e speranza.

Ma soprattutto, siamo di fronte alla storia di un’eroina che non è più una “damigella in pericolo”, ma una guerriera disarmata e mai aggressiva, guidata sempre dalla dolcezza, capace di affrontare a testa alta il suo nemico al solo fine di ricongiungere il suo regno e ricongiungersi con il suo popolo.

Dialoghi forzati e CGI discutibile

Naturalmente, non tutto ciò che il film cerca di aggiornare funziona a dovere, dal momento che la sceneggiatura di Erin Cressida Wilson (Secretary, La ragazza del treno) tenta spesso di approfondire o spiegare elementi che non hanno per forza bisogno di un’espansione, generando confusione e appesantendo il ritmo generale. Nel tentativo di modernizzare la storia e al tempo stesso di preservare il fascino dell’originale, spesso i dialoghi risultano forzati e didascalici, tra momenti che enfatizzano l’autodeterminazione della protagonista ed altri che non riescono ad offrire un reale sviluppo di tutti i personaggi, soprattutto quelli secondari.

Tra quelli forse peggio gestiti all’interno della narrazione c’è sicuramente il gruppo di ribelli guidato da Jonathan (Andrew Burnap), il fuorilegge che di fatto sostituisce la figura stereotipata del principe venuto a salvare in groppa al suo cavallo bianco (e di cui è più logico che questa nuova Biancaneve si innamori): non trascorriamo abbastanza tempo con loro per affezionarci davvero ai questi nuovi personaggi; dal momento in cui i classici nani assumono un peso specifico anche all’interno di questa versione, gestire anche quest’altro gruppo finisce per risultare decisamente superfluo e assai poco utile ai fini narrativi.

Per quanto riguarda gli stessi nani, invece, al di là della discutibile CGI che inevitabilmente restituisce un effetto straniante, lo sviluppo di questi personaggi è sicuramente uno degli aspetti più riusciti, specie in riferimento a ciò che Biancaneve rappresenta ai loro occhi (non c’è più bisogno che si prenda cura della loro casa o che faccia loro da mangiare) e, soprattutto, al modo in cui viene tratteggiato il personaggio Cucciolo ed il suo tenero rapporto con la principessa (soltanto accennato nel classico d’animazione).

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Biancaneve. Photo courtesy of Disney. © 2024 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Rachel Zegler vs Gal Gadot

Rachel Zegler restituisce a dovere il senso di meraviglia e di innocenza che il personaggio di Biancaneve richiede. Se è vero che il suo aspetto e la sua fisicità si adattano perfettamente al ruolo (in barba a tutte le polemiche sterili), è anche vero che la sua recitazione appare spesso troppo caricata, a tratti quasi infantile e priva di quell’empatia necessaria per far affezionare davvero il pubblico al suo viaggio.Tuttavia, in diversi momenti l’attrice esplosa con il West Side Story di Steven Spielberg riesce a catturare magnificamente il cuore del personaggio, e grazie allo script a donarle una maggiore tridimensionalità rispetto al passato.

Ad uscire con le ossa rotte in questa versione è, invece, la Regina Cattiva interpretata da Gal Gadot, che nonostante l’impegno non possiede quella maestosità imponente che rende Grimilde una villain dominante e minacciosa, regalando un’interpretazione che oscilla tra il melodrammatico e il caricaturale. Se da un lato il fascino e la presenza scenica dell’attrice sono innegabili, dall’altro la sua performance appare eccessivamente sopra le righe. Inoltre, al contrario di quanto accade con la sua acerrima nemica, la sceneggiatura non le è particolarmente d’aiuto, limitandosi ad ampliare leggermente i pochi dettagli che già conoscevamo di lei.

Mentre il film riesce a rendere Biancaneve un personaggio più interessante approfondendo la sua personalità e i suoi obiettivi, la Regina Cattiva non riceve un trattamento altrettanto valido; ciò penalizza non solo le dinamiche centrali del film ma anche l’agognato confronto tra le due in un finale anticlimatico e purtroppo respingente.

Musiche poco incisive, quasi trascurabili

Sul versante musicale, Biancaneve vive di alti e bassi. Naturalmente, le migliori canzoni sono gli aggiornamenti dei brani che già conosciamo, come “Heigh-Ho”, “Whistle While You Work” e “The Silly Song”. In generale, però, nonostante al servizio della colonna sonora ci siano le penne di Benj Pasek e Justin Paul – noti per La La Land, The Greatest Showman e per aver già lavorato con Disney al live action di Aladdin -, le nuove composizioni risultano semplicemente deboli, poco incisive, quasi trascurabili, con la canzone principale della Regina Cattiva, “All Is Fair”, che risulta un tentativo involontario di rendere il personaggio una triste macchietta, oscurandone per un attimo i tratti caratteristici della crudeltà e dall’invidia.

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Biancaneve. Photo courtesy of Disney. © 2024 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Aderenza al presente e rievocazione del passato

Nel rielaborare la storia di Biancaneve, il regista Marc Webb si sforza di trovare il giusto equilibrio tra l’aderenza ad un presente che pretende a ragione l’evoluzione della figura della principessa e la rievocazione di un mondo magico che sortisca un qualche effetto nostalgia su tutti quegli spettatori cresciuti con la favola originale. E da quest’ultima prospettiva bisogna ammettere che in qualche modo ci riesce, dal momento che questo live action funziona meglio proprio quando omaggia il suo predecessore animato riproponendo più o meno fedelmente alcune sequenze iconiche (il classico libro delle favole in apertura, l’incubo durante la fuga nel bosco, la miniera dei nani, la trasformazione di Grimilde, la scena della mela avvelenata).

Come accade per tutti i remake in live action della Disney, è difficile immaginare che questa nuova versione di Biancaneve riesca a superare la storia originale nei cuori degli spettatori di tutto il mondo, ma sarebbe anche ingiusto negare all’operazione di Webb un tentativo di espansione quantomeno interessante (anche se non del tutto riuscito) e una rievocazione dell’incanto e della magia del classico animato, più in generale del tipico racconto fiabesco destinato a far sognare tutte le fasce di età, che a conti fatti riesce a manifestarsi, seppur in alcuni momenti sporadici.

Guarda il trailer ufficiale di Biancaneve

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Non si può dire che questo nuovo Biancaneve si sforzi di migliorare il predecessore animato: piuttosto, prova a reinventarne alcuni elementi per adattarli ad un'ideologia meno polverosa e più in linea con i tempi moderni (come del resto hanno cercato di fare quasi tutti i remake "in carne ed ossa" dello studio usciti in precedenza). Nel rielaborare la storia di Biancaneve, il regista Marc Webb si sforza di trovare il giusto equilibrio tra l'aderenza ad un presente che pretende a ragione l'evoluzione della figura della principessa e la rievocazione di un mondo magico che sortisca un qualche effetto nostalgia su tutti quegli spettatori cresciuti con la favola originale.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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Non si può dire che questo nuovo Biancaneve si sforzi di migliorare il predecessore animato: piuttosto, prova a reinventarne alcuni elementi per adattarli ad un'ideologia meno polverosa e più in linea con i tempi moderni (come del resto hanno cercato di fare quasi tutti i remake "in carne ed ossa" dello studio usciti in precedenza). Nel rielaborare la storia di Biancaneve, il regista Marc Webb si sforza di trovare il giusto equilibrio tra l'aderenza ad un presente che pretende a ragione l'evoluzione della figura della principessa e la rievocazione di un mondo magico che sortisca un qualche effetto nostalgia su tutti quegli spettatori cresciuti con la favola originale.Biancaneve, recensione del film Disney con Rachel Zegler