domenica, Settembre 25, 2022
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Barry Seal Una Storia Americana recensione del film con Tom Cruise

Barry Seal Una Storia Americana è il (lungo) titolo del nuovo film diretto da Doug Liman che segna il ritorno, davanti alla macchina da presa, di un Tom Cruise al massimo della forma che ritrova il proprio eclettico istrionismo al servizio di un biopic action iper-pop, colorato e pirotecnico come un videoclip uscito direttamente dal canale MTV degli anni ’80.

Il lungometraggio di Liman narra la storia di Barry Seal, un pilota di linea TWA che, negli anni ’70, iniziò a collaborare con la CIA dopo essere stato reclutato dall’agente Monty Schafer (Domhnall Gleeson) per le proprie doti di spericolato navigatore dell’aria. La sua missione consiste nel sorvolare i territori sudamericani sotto il controllo dei guerriglieri scattando delle foto, per poi passare queste e altre informazioni ai servizi segreti stessi. Ma quando le sue innegabili doti da pilota “che non fallisce mai un colpo” arrivano alle orecchie dei capi del cartello di Medellin – tra i quali figura anche il (tristemente) famoso Pablo Escobar – Barry inizia un pericoloso doppio gioco tra CIA, Narcos e sicurezza nazionale.

Una nuova storia su un antieroe americano, cinico, sognatore, realista, capace di spingersi oltre i suoi limiti anche a costo della propria vita

L’incalzante sceneggiatura di Barry Seal scritta da Gary Spinelli è stata acquistata dalla Universal Pictures per un milione di dollari, fiutando fin da subito le potenzialità di questa storia letteralmente American Made, come recita il titolo originale del film; una nuova storia su un antieroe americano, cinico, sognatore, realista, capace di spingersi oltre i suoi limiti anche a costo della propria vita.

Barry Seal Una Storia Americana: trailer italiano con Tom Cruise

Gli schermi del 2017 sono stati invasi da figure analoghe, dal Ray Krok incarnato da Michael Keaton in The Founder fino al più recente Kenny Wells portato in scena da Matthew McConaughey in Gold; il Barry Seal di Cruise ha il sorriso e il fascino americano dell’attore, incluso quel tratto guascone e istrionico da sempre leitmotiv della sua carriera.

Liman è abile nel saper sfruttare le potenzialità della stella di punta del cinema liberandolo dalla gabbia del filone action e regalandogli una struttura pop e pirotecnica, ironica, pronta a instaurare un dialogo tra le potenzialità dell’immagine e la forza della storia stessa; estetica e icone del decennio ’70-’80 diventano parte integrante – e fondamentale – del film, contribuendo a una crescita costante del ritmo fino all’inesorabile, quanto amara, caduta del titanico anti-eroe protagonista.

Barry Seal Una Storia Americana è un’immersione totale, per lo spettatore, nel cuore di una cavalcata selvaggia negli anni veloci dell’edonismo

Barry Seal Una Storia Americana è un’immersione totale, per lo spettatore, nel cuore di una cavalcata selvaggia negli anni veloci dell’edonismo, invitandolo – grazie a trucchi e “giochi di prestigio” della macchina da presa – a calarsi in un’intricata schermaglia di spie, doppiogiochisti e pericolose menzogne, dove la posta in gioco è il benessere e la possibilità di mantenere in vita un sogno, prima ancora che la propria vita; l’esistenza dello stesso Seal è infatti al servizio della propria folle utopia, baluardo finale di uno degli ultimi grandi sognatori americani.

Doug Liman, per quest’ultima fatica, sceglie di sperimentare notevolmente a livello estetico e visivo, imitando i difetti della pellicola, le impurità del Super 8, la malinconia dei VHS prima del loro crepuscolo; immagini e musica procedono di pari passo, incalzanti, figli della loro epoca e dell’era dell’iperattività visiva tipica dei primi videoclip trasmessi dal canale MTV.

barry seal

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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