lunedì, Agosto 8, 2022
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Back to the Outback – Ritorno alla natura, recensione del film d’animazione Netflix

La recensione di Back to the Outback – Ritorno alla natura, film d'animazione diretto da Clare Knight e Harry Cripps. Dal 10 dicembre su Netflix.

A Jack Skeletron – Skellington in originale – andava stretto il ruolo di re di Halloween; era stufo di sentirsi intrappolato nella parte dello “spaventatore”. Questo l’incipit di Nightmare Before Christmas, film d’animazione in stop motion di Henry Selick e Tim Burton, ormai diventato un classico, da rispolverare sia ad Halloween che durante le festività natalizie. Non dissimile è lo stato d’animo dei protagonisti di Back to the Outback – Ritorno alla natura, animali dalle caratteristiche letali, costretti ad interpretare i cattivi nello show del loro zoo. Il film d’animazione 3D sarà disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix dal 10 dicembre.

Back to the Outback – Ritorno alla natura rappresenta l’esordio alla regia di Clare Knight, figura con una lunga esperienza nel mondo dell’animazione come montatrice (Spirit – Cavallo selvaggio e la trilogia di Kung Fu Panda). L’affianca alla regia Harry Cripps, anche autore della sceneggiatura (penna dietro il thriller con Eric Bana Chi è senza peccato – The Dry). Firma il soggetto anche Gregory Lessans, eclettico produttore di pellicole appartenenti ai generi più disparati (La mappa delle piccole cose perfette, Senza rimorso).

Come si può evincere dal titolo, la trama del film gira intorno ad un viaggio di ritorno verso l’Outback australiano. Protagonisti sono infatti, come accennato nell’introduzione, gli animali letali di uno zoo di Sydney: Maddie (un serpente taipan), Frank (un ragno dei cunicoli), Zoe (un diavolo spinoso) e Nigel (uno scorpione). I quattro, stufi di essere presentati dal custode dello zoo Chaz come mostri, scappano nel tentativo di raggiungere il succitato deserto, regione d’origine dei loro simili. La fuga non sarà priva di insidie, ma i nostri potranno contare sull’aiuto del NOOI (Nucleo Operativo Orrendi Individui), un’associazione segreta volta ad aiutare gli animali dall’aspetto spaventoso.

Back to the Outback – Ritorno alla natura parte da una premessa familiare, molto simile a quella di Madagascar, film al quale la regista Knight aveva collaborato in veste di montatrice (all’epoca sotto il nome di Clare De Chenu). L’elemento originale introdotto risiede nei protagonisti: non mammiferi dall’apparenza piacevole, con cui è più facile empatizzare, ma creature dall’aspetto ripugnante, che, se disturbate, possono essere anche pericolose. Una scelta ideale per presentare il tema centrale della pellicola: l’andare oltre le apparenze. Fondamentale è anche la comprensione di certi atteggiamenti aggressivi degli animali, motivati dall’istinto di sopravvivenza e non da un’insita natura malvagia.

Una tematica sicuramente importante, portata avanti in un classico mix di ironia e avventura, spesso e volentieri a tempo di musica (diverse le hit moderne presenti, tra cui la popolare Bad Guy di Billie Eilish). Una formula che però non brilla per originalità e freschezza; l’unica sequenza davvero memorabile è un inseguimento motorizzato nel deserto australiano, che strizza l’occhio al finale di Interceptor – Il guerriero della strada, secondo capitolo della saga di Mad Max.

Back to the Outback – Ritorno alla natura non colpisce nemmeno dal punto di vista dell’animazione, nella media delle produzioni in CGI odierne. Il design dei personaggi può vantare un piacevole tratto tondeggiante, ad opera di Taylor Krahenbuhl (Sing 2 – Sempre più forte), ma che non sorprende. Un film sicuramente godibile nel suo complesso, soprattutto dal punto di vista dei più piccoli, ma con niente di particolarmente originale o degno di nota da offrire.

Guarda il trailer ufficiale di Back to the Outback

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Back to the Outback – Ritorno alla natura è una storia, ambientata nel mondo animale, che ci incoraggia ad andare oltre alle apparenze. Un'avventura animata, sullo sfondo del paesaggio australiano, con tanta ironia. Purtroppo il film non brilla né per originalità, né dal punto di vista dell'animazione. Una pellicola nella media dei cartoni animati odierni, non particolarmente memorabile, ma sicuramente godibile, soprattutto per i più piccoli.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Back to the Outback - Ritorno alla natura, recensione del film d'animazione NetflixBack to the Outback – Ritorno alla natura è una storia, ambientata nel mondo animale, che ci incoraggia ad andare oltre alle apparenze. Un'avventura animata, sullo sfondo del paesaggio australiano, con tanta ironia. Purtroppo il film non brilla né per originalità, né dal punto di vista dell'animazione. Una pellicola nella media dei cartoni animati odierni, non particolarmente memorabile, ma sicuramente godibile, soprattutto per i più piccoli.