domenica, Agosto 7, 2022
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Ava, recensione dell’action-thriller con Jessica Chastain

La recensione dell'action-thriller Ava, con protagonisti Jessica Chastain, Colin Farrell e John Malkovich. Disponibile su Netflix.

Ha avuto una pre-produzione travagliata il film Ava, che vede Jessica Chastain vestire i panni di un’infallibile sicaria. Dietro la macchina da presa avrebbe dovuto esserci Matthew Newton, anche sceneggiatore, salvo poi essere denunciato per violenza domestica dall’ex fidanzata Brooke Satchwell. Così, a un mese esatto dall’inizio delle riprese, il regista è stato licenziato e sostituito dal collega Tate Taylor, che si è ritrovato a finalizzare un progetto non suo con tutte le difficoltà del caso. Forse anche a causa di queste vicissitudini collaterali il film, uscito negli Stati Uniti lo scorso anno ma distribuito a livello internazionale da Netflix solo questo gennaio (in sordina, oltretutto), dà la sensazione di essere poco coerente, vagamente caotico e incapace di esprimere le potenzialità che, ad intermittenza, si intravedono.

Originariamente intitolato “Eve”, poi modificato forse per discostarsi dal progetto originario di Newton o per salvaguardare il film dalle polemiche che hanno contestualmente colpito anche la Chastain, rea di aver comunque partecipato (per di più in veste di produttrice esecutiva) al progetto del regista molestatore, Ava è una spy story che cerca – spesso in maniera maldestra – di alternare e amalgamare sequenze spettacolari a una profondità drammaturgica quasi fatalista. Ambendo a dare una dimensione tragica ai suoi personaggi; in particolare all’ambigua e complessa (oltre che complessata) protagonista.

Dopo un’adolescenza turbolenta che l’ha vista vittima di alcol e droghe, Ava Faukler (Chastain) si è dapprima arruolata nell’esercito e poi, dopo essere stata congedata, è diventata una spietata assassina professionista al soldo di una non meglio identificata agenzia di spionaggio. Nonostante la sua efficienza, il suo superiore, Simon (Colin Farrell), vorrebbe eliminarla perché la ritiene un cane sciolto impossibile da gestire. Di avviso contrario è invece il suo mentore Duke (John Malkovich), convinto dell’affidabilità della sua protetta. Quando, dopo una missione tutt’altro che semplice in Arabia Saudita, Ava torna nella natia Boston per riallacciare i rapporti con la famiglia (che non vede da otto anni) qualcuno si mette sulle sue tracce con l’intento di “chiuderla” (come si suol dire in gergo criminale).

Se c’è un aspetto interessante in Ava è la scelta di stemperare ogni sensazionalismo spicciolo tipico del genere action attraverso il richiamo a una dimensione più intima ed esistenzialista. La protagonista è una “macchina da guerra” all’apparenza spietata e calcolatrice, ma in realtà nasconde un’anima tormentata e persino compassionevole. Uccide a sangue freddo, ma non prima di essere entrata quasi in empatia con le sue vittime. Psicologicamente fragile e con un passato turbolento alle spalle, Ava è continuamente dilaniata da profondi dilemmi morali circa la giustezza delle azioni che è chiamata a compiere. Quesiti etici che la portano a chiedersi che cosa avranno mai fatto di così terribile le sue vittime per meritarsi una fine come quella che lei riserva loro: squallida, senza diritto di replica, profondamente disumana.

Peccato che queste intuizioni di sceneggiatura si disperdano lungo il corso di una narrazione che appare decisamente meno a suo agio quando è chiamata a rispettare i canonici cliché del genere d’appartenenza: doppi giochi, colpi di scena, inseguimenti, inevitabile duello finale. Giungendo a lambire il ridicolo quando Ava emerge dalle acque di una fontana pubblica per accoltellare mortalmente un suo antagonista. Ed è davvero un peccato, anche alla luce del fatto che il film ha la possibilità di avvalersi di un cast davvero notevole.

Se è sempre un piacere vedere sul grande o piccolo schermo Jessica Chastain – se esistesse un dio del cinema non perdonerebbe mai a produttori e registi di aver scoperto così tardi questa straordinaria interprete -, perfettamente in parte paiono anche Colin Farrell (in attesa di vederlo nei panni del Pinguino nel prossimo The Batman) e John Malkovich. Purtroppo non sempre il trio di attori è supportato dalla sceneggiatura, ma è straordinario constatare la capacità degli interpreti di riuscire quasi ad elevare – con la loro bravura – i film al di sopra dei propri limiti. Dimostrandosi, di fatto, l’unica attrattiva di un’opera di per sé avara di emozioni.

Guarda il trailer ufficiale di Ava

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Se c'è un aspetto interessante in Ava è la scelta di stemperare ogni sensazionalismo spicciolo tipico del genere action attraverso il richiamo a una dimensione più intima ed esistenzialista. Peccato che queste intuizioni di sceneggiatura si disperdano lungo il corso di una narrazione che appare decisamente meno a suo agio quando è chiamata a rispettare i canonici cliché del genere d'appartenenza. Ed è davvero un peccato, anche alla luce del fatto che il film ha la possibilità di avvalersi di un cast davvero notevole.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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Ava, recensione dell'action-thriller con Jessica ChastainSe c'è un aspetto interessante in Ava è la scelta di stemperare ogni sensazionalismo spicciolo tipico del genere action attraverso il richiamo a una dimensione più intima ed esistenzialista. Peccato che queste intuizioni di sceneggiatura si disperdano lungo il corso di una narrazione che appare decisamente meno a suo agio quando è chiamata a rispettare i canonici cliché del genere d'appartenenza. Ed è davvero un peccato, anche alla luce del fatto che il film ha la possibilità di avvalersi di un cast davvero notevole.