giovedì, Settembre 29, 2022
HomeFestivalFestival di VeneziaAthena, recensione del film di Romain Gavras

Athena, recensione del film di Romain Gavras

La recensione di Athena, film diretto da Romain Gavras, presentato in Concorso a Venezia 79. Dal 23 settembre su Netflix.

Le onnipresenti tensioni sociali e razziali nei banlieue francesi – periferie cittadine di natura popolare, abitate prevalentemente da minoranze – che a volte sfociano, tristemente, in violenti atti di rivolta, sembrerebbero una fonte di ispirazione costante per certo cinema d’oltralpe. Un’esigenza profonda di riflettere su problemi di integrazione, sfortunatamente, ancora irrisolti e attuali. Un filone tematico che ci ha regalato classici come L’odio di Mathieu Kassovitz, con un giovane Vincent Cassel, e la recente piccola gemma I miserabili, scritto e diretto da Ladj Ly.

Proprio Ladj Ly, questa volta solo in veste di co-sceneggiatore e produttore, torna ad occuparsi di una storia di rabbia e guerriglia urbana con Athena. La pellicola, presentata in Concorso alla 79esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sarà disponibile in streaming sulla piattaforma Netflix dal 23 settembre. Diretto dall’abile mano di Romain Gavras (il crime comedy Il mondo è tuo, disponibile sempre su Netflix), il film è stato scritto a sei mani dallo stesso regista, il succitato Ly e Elias Belkeddar (Mes jours de gloire).

Nel banlieue francese Athena, un brutale pestaggio da parte di alcuni poliziotti causa la morte del giovane Idir, un tredicenne di origini algerine. La terribile scena, ripresa e diventata virale sui social, causa una violenta rivolta per tutto il quartiere, guidata da uno dei fratelli di Idir, Karim (Sami Slimane). Nel mentre, gli altri due fratelli, Abdel (Dali Benssalah) e Moktar (Ouassini Embarek), cercano uno di placare gli animi dei riottosi, l’altro di nascondere i propri traffici illeciti.

Un lungo piano sequenza di un assalto al commissariato di polizia, immediatamente dopo la conferenza stampa riguardante il fattaccio, ci immerge subito nel cuore della rivolta in modo sorprendente. I controllati e precisi movimenti di macchina di Gavras, coadiuvato dal direttore della fotografia Matias Boucard (L’odissea), catturano il caos che sta scoppiando in scena, creando una sorta di ossimoro visivo tra la regia e ciò che sta avvenendo nella storia. Un efficace spettacolo dinamico che ricorda, per certi versi, i virtuosismi cinematografici della pellicola sulla prima guerra mondiale 1917, diretta da Sam Mendes.

Athena, un thriller che lascia senza respiro

Athena, con uno stile che predilige i long take, lascia senza respiro; un thriller che sceglie l’azione, invece dell’atmosfera, come canale primario per la costruzione della tensione. Una scelta che, se nell’immediato cattura subito l’attenzione dello spettatore, fa perdere in parte efficacia al film nella sua seconda metà, quando il racconto rallenta. La sensazione è che ad Athena manchi quella parte, presente ne I miserabili, volta a descrivere il contesto sociale in cui si svolge l’azione, con tutte le sue quotidiane tensioni sotterranee pronte ad esplodere.

Il risultato è un film diverso dalla pellicola diretta da Ladj Ly, in cui l’aspetto sociologico passa in secondo piano rispetto al puro genere. Athena è una produzione che sa regalare immagini potenti, dove la spettacolarità, tra scene di massa e ralenti con sottofondo di musica epica (ad opera del giovane compositore Surkin/Gener8ion), prende totalmente il controllo. Un’esperienza audio-visiva di valore, che forse sarebbe meglio vivere in una sala con uno schermo degno di questo nome.

Guarda il trailer ufficiale di Athena

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Athena ritorna nei banlieue francesi creando un'esperienza audio-visiva spettacolare e a tratti coinvolgente. I lunghi piani sequenza, tra cui spicca quello iniziale, riescono a catturare l'attenzione dello spettatore efficacemente, soprattutto nella prima parte. La seconda metà del film soffre un po' la mancanza di quell'approfondimento sociologico presente in pellicole come I miserabili.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
Athena, recensione del film di Romain GavrasAthena ritorna nei banlieue francesi creando un'esperienza audio-visiva spettacolare e a tratti coinvolgente. I lunghi piani sequenza, tra cui spicca quello iniziale, riescono a catturare l'attenzione dello spettatore efficacemente, soprattutto nella prima parte. La seconda metà del film soffre un po' la mancanza di quell'approfondimento sociologico presente in pellicole come I miserabili.