mercoledì, Maggio 19, 2021
HomeRecensioniAnna, recensione del nuovo film di Luc Besson

Anna, recensione del nuovo film di Luc Besson

La recensione di Anna, film di Luc Besson con Sasha Luss, Helen Mirren, Luke Evans e Cillian Murphy. Dal 4 febbraio su Amazon Prime Video.

Anna è il titolo del nuovo action thriller che porta la firma di Luc Besson, una vera garanzia dietro la macchina da presa: attraverso film come Leon, Nikita e Il Quinto Elemento il regista francese è riuscito a riscrivere il cinema d’azione europeo imponendolo sul mercato internazionale. Il film, la cui uscita nelle sale era prevista per il 2019, arriverà purtroppo solo sulla piattaforma on demand Amazon Prime Video a partire dal 4 febbraio, spostando quindi direttamente nelle nostre case le scene d’azione mozzafiato e gli svariati colpi di scena che vedono protagonisti Sasha Luss (modella russa che aveva collaborato con Besson in Valerian e La Città dei Mille Pianeti), Luke Evans (visto recentemente nella seconda stagione della serie L’Alienista), Cillian Murphy (Peaky Blinders), Eric Godon e il premio Oscar Helen Mirren.

Mosca, 1985: la Guerra Fredda è ancora in atto e Anna (Luss), una giovane dalla straordinaria bellezza con un violento passato alle spalle, nasconde un grande segreto dietro il suo volto d’angelo: è un temibile killer del KGB. Dopo l’addestramento, viene affidata ad Olga (Mirren), che di volta in volta le affida compiti e mansioni con un solo fine, che è l’omicidio. Dopo anni di servizio, Anna non desidera altro che la libertà e una vita tranquilla, ma Vassiliev (Godon) – capo del KGB – non è disposto a lasciarla andare. Mentre lavora sotto copertura come modella, viene fermata e interrogata dall’agente della CIA Leonard (Murphy) che le fa una proposta allettante: collaborare con loro e uccidere Vassiliev. In cambio, Anna riceverà una nuova identità e l’esistenza che ha sempre desiderato, lontano dalla violenza e sotto un programma di protezione. Riuscirà la splendida e algida killer a non tradirsi, impegnata com’è in un pericoloso doppio gioco?

Anna è un’adrenalinica operazione nostalgia attuata da Luc Besson: il regista re-impasta i moduli che lo hanno reso celebre, cercando di aggiornarli agli anni post 2010 ma finendo per rimanere vittima dello scorrere del tempo e di un paradosso produttivo. Il fattore scatenante che ha innescato un iperbolico effetto domino è stato il fallimento, al botteghino, del film Valerian: una mega produzione con effetti speciali e grandi ambizioni, nonché una catastrofe commerciale che ha pesato sulle sorti della EuropaCorp, la casa di produzione di Besson stesso. Con l’ombra della bancarotta e del tracollo che si allungava, il regista ha pensato, saggiamente, di tornare alle origini con il suo progetto successivo: un action solido e adrenalinico, incentrato sulla storia di una ragazza destinata alla deriva umana che viene salvata dai servizi segreti, arruolata e trasformata in una pericolosa macchina da guerra.

Come si può immaginare facilmente, l’eco di Nikita – prima effimera creatura bessoniana – è forte e onnipresente in Anna; come del resto anche la presenza di Milla Jovovich, iconica musa (che si può ritrovare nei tratti perfetti della protagonista russa Sasha Luss) e le mirabolanti scene d’azione che hanno contraddistinto il cinema di Besson (ricordiamo il cult Leon). Anna è una centrifuga di tutti questi elementi, una solida copia conferme dei modelli intorno ai quali Besson ha costruito la sua carriera e il suo cinema; se dal punto di vista tecnico il regista riconferma il suo innato talento per l’action, per delle coreografiche scene di combattimento che lo hanno trasformato in un re incontrastato negli anni ’80-’90 (a discapito degli opulenti set americani), dal punto di vista dei contenuti purtroppo non c’è stata una minima evoluzione.

Quando nelle sale usciva Nikita, il mondo non aveva ancora mai visto una killer fatale – e una letale macchina da guerra – alle prese con azione, sangue e combattimenti; oggi ne abbiamo viste tante di sorelle di Nikita, e ogni volta che viene riproposto questo modulo senza un aggiornamento finisce per trasformarsi in uno sterile divertissement, un passatempo cine-televisivo dal potente transfert e dall’indubbio fascino ma che non racconta, né rispecchia, l’evoluzione socio-culturale degli ultimi anni. Tentare di inserire riferimenti all’emancipazione della figura femminile o al mondo post #MeToo, decontestualizzandoli in un film di genere nato per intrattenere lo spettatore, sortisce un effetto straniante: ogni accenno rimane in superficie, incapace di andare a fondo nella (non)psicologia di personaggi bidimensionali, che si appropriano di citazioni colte mentre preferiscono far guizzare la lingua veloce delle pistole e degli inganni.

In Anna la qualità tecnica è eccellente: i combattimenti sono coreografie impeccabili, trascinanti ed ipnotiche, perfette e pronte a ricordare a tutti quanto Besson sia un mestierante di gran classe; gli attori comprimari sono eccellenti, da Luke Evans passando per Cillian Murphy e la sempre impareggiabile Helen Mirren. Presenze preziose che fanno da controcanto all’algida (e legnosa) Sasha Luss che avrà pure il physique du role, ma nemmeno lontanamente la presenza scenica della Jovovich, della Parillaud o della Scarlett Johansson di LucyAnna intrattiene e diverte, ma finisce per somigliare ad un’amara operazione nostalgia: con la sua ambientazione sospesa tra gli anni ‘80 e ‘90 segnati dalla guerra fredda e dal conflitto eterno tra URSS e USA, il film riporta lo spettatore indietro nel tempo, cercando di riavvolgere un nastro purtroppo inceppato, impossibile da riportare avanti premendo semplicemente il tasto del Rewind.

Guarda il trailer ufficiale di Anna

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Anna è un’adrenalinica operazione nostalgia attuata da Luc Besson: il regista re-impasta i moduli che lo hanno reso celebre, cercando di aggiornarli agli anni post 2010 ma finendo per rimanere vittima dello scorrere del tempo e di un paradosso produttivo.
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

- Advertisment -