martedì, Agosto 9, 2022
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Alla Ricerca di Dory, recensione del sequel di Alla Ricerca di Nemo

A tredici anni di distanza da Alla Ricerca di Nemo, arriva finalmente nelle sale italiane il tanto atteso sequel Alla Ricerca di Dory, diretto ancora una volta da Andrew Stanton (che questa volta si avvale dell’aiuto del co-regista Angus McLane).

Ambientato esattamente un anno dopo le avventure del primo film, questo sequel ha come protagonista l’adorabile pesciolina Dory (doppiata nuovamente nella versione originale della bravissima Ellen DeGeneres) che, alla ricerca dei suoi genitori, si addentra in un vero e proprio viaggio di formazione alla scoperta delle sue origini.

Quello del viaggio è, in realtà, soltanto un espediente narrativo – neanche troppo originale – per parlare attraverso i toni leggeri dell’animazione di un argomento molto più profondo e di grande risonanza: la disabilità.

Attraverso la malattia di Dory – la perdita di memoria a breve termine -, Andrew Stanton (autore anche della sceneggiatura del film) affronta con delicatezza e marcata sensibilità il tema della diversità, facendo sì che l’handicap di Dory sia fonte del sorriso dello spettatore ma anche spunto di riflessione. Allo stesso modo, le peripezie che coinvolgono la tenera pesciolina si fanno portavoce di un messaggio universale (anche grazie all’utilizzo di numerosi flashback che aiutano la protagonista a ricostruire la sua storia): imparare ad accettare se stessi e a trasformare i propri limiti apparentemente insormontabili in punti di forza indiscussi.

Una serie di tematiche decisamente più adulte che si sviluppano però in maniera pedissequamente identica a quelle dell’episodio precedente, rendendo in questo senso Alla Ricerca di Dory quasi una copia carbone del predecessore da un punto di vista puramente strutturale.

Dal punto di vista tecnico, invece, la qualità dell’animazione resta impeccabile, con straordinari accostamenti cromatici che contribuiscono a rendere ancora più unica l’esperienza visiva, e raggiungendo il suo livello più alto nella definizione dei personaggi secondari (su tutti il polpo Hank, lo squalo balena Destiny e il beluga Bailey).

Nonostante un finale caotico e decisamente sopra le righe, Alla Ricerca di Dory si rivela comunque un discreto sequel. Pur non replicando la magia del primo film, la Pixar e Andrew Stanton riescono nuovamente a intrattenere ed emozionare servendosi di una storia che, nella sua prevedibilità, viene sorretta da un ritmo incalzante (al pari delle progressive urgenze della sua protagonista) e da una caterva di meravigliosi personaggi che – come spesso accade in questi casi – finoscono per rappresentare il vero cuore pulsante dell’intera operazione.

Guarda il trailer ufficiale di Alla Ricerca di Dory

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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