mercoledì, Maggio 19, 2021
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Alice e Peter, recensione del fantasy drama con Angelina Jolie

La recensione di Alice e Peter, fantasy drama con Angelina Jolie, prequel delle storie di Alice e Peter Pan. Dal 22 aprile disponibile su Prime Video.

Unire i talenti visionari, passati ormai alla storia sia da un punto di vista narrativo che cinematografico, di Alice nel Paese delle Meraviglie e di Peter Pan potrebbe sembrare un’operazione complessa. Ci prova la regista Brenda Chapman con la sua opera prima Alice e Peter (titolo originale Come Away), fantasy drama basato sulle storie dei due famigerati protagonisti.

Il film, che vede nel cast il premio Oscar Angelina Jolie, Anna Chancellor, David Oyelowo e Michael Caine, è stato presentato nella scorsa edizione del Sundance Film Festival, distribuito in Italia da Amazon e 01 Distribution, e visibile in streaming su Prime Video dal 22 aprile.

In Alice e Peter, Alice (Keira Chansa) e Peter (Jordan Nash) sono fratelli, uniti dall’amore per la loro famiglia, composta da papà Jack Littleton (David Oyelowo), mamma Rose Littleton (Angelina Jolie) e dal fratello maggiore David (Reece Yates). I loro pomeriggi trascorrono sereni tra giochi e avventure fantastiche scaturite dalla loro fantasia che, ben presto, giungono a confondersi con la realtà. Troppo presto, però, questa armonia viene turbata dalla perdita di David in un incidente causato proprio durante uno dei loro giochi. La famiglia Littleton sprofonda in un baratro di tristezza e sarà solo con l’aiuto di un’Isola che non c’è e di uno strambo Cappellaio Matto che Alice e Peter riusciranno a redimere le proprie vite dalle catene del mondo reale.

Alice e Peter non parte da premesse facili. Lo spettatore più appassionato al genere ricorderà sicuramente, tra la grandissima produzione dedicata ai personaggi di Alice e Peter Pan, oltre ai classici Disney, gli ultimi in ordine di tempo, quali Neverland – Un sogno per la vita di Marc Forster (2004) e Alice in Wonderland di Tim Burton (2010).

Aldilà dei giudizi critici su entrambi i predecessori, scontrarsi con certi miti può creare quasi un effetto di imbarazzo o di impotenza in chi “arriva per ultimo”. Il tono che la regista Brenda Chapman decide di dare al film è effettivamente troppo ordinato rispetto alla portata felicemente caotica e, si può davvero dire, fantasiosa delle narrazioni relative a Peter ad Alice, nonché alla chiassosa e spesso volutamente ermetica corte di personaggi che girano loro intorno.

Alice e Peter esplicita in maniera abbastanza chiara la necessità tutta contemporanea di dover dare delle spiegazioni o delle giustificazioni – difatti è presentato come prequel – riguardo a pezzi di letteratura oramai divenuti degli imperdibili cinematografici. Le linee narrative si sovrappongono però in maniera abbastanza lucida, battendo forse un po’ troppo su particolari che ormai qualsiasi spettatore si aspetta di dover trovare – orologi da taschino e rimandi a conigli bianchi su tutti.

Non basta neanche un’Angelina Jolie ormai pronta a raccogliere i suoi punti forti interpretativi – quello di madre (Changeling, 2008) e quello di interprete live action Disney per eccellenza (Maleficent, 2014) – o un sempre piacevole cameo di Michael Caine, per dare un tocco di follia in più a un film così tanto inquadrato.

Alice e Peter va quindi a rimpolpare le fila dei prodotti cinematografici dedicati ai geni letterari di J.M. Barrie e Lewis Carroll, dando così la possibilità al pubblico più appassionato di confrontarsi con una modalità di narrazione visiva sicuramente differente a quanto ci si potrebbe aspettare.

Guarda il trailer ufficiale di Alice e Peter

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Alice e Peter va a rimpolpare le fila dei prodotti cinematografici dedicati ai geni letterari di J.M. Barrie e Lewis Carroll, dando così la possibilità al pubblico più appassionato di confrontarsi con una modalità di narrazione visiva sicuramente differente a quanto ci si potrebbe aspettare.
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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