martedì, Luglio 5, 2022
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12 Soldiers recensione del film con Chris Hemsworth

12 Soldiers è il film diretto da Nicolai Fuglsig (già fotoreporter di guerra in Kosovo) che, servendosi di un cast all star formato da Chris Hemsworth, Michael Shannon, Michael Peña, Trevante Rhodes, Geoff Sults, Thad Luckinbill, Elsa Pataki e Navid Negahban, racconta il dramma corale, su sfondo bellico, di un gruppo di soldati americani che tentò l’impossibile sfidando il destino stesso.

Il grande cast messo insieme da Fuglsig è qui coinvolto in un impegno notevole su ben due fronti: quello fisico (che li ha portati a simulare esperienze analoghe a quelle vissute dalle forze speciali in Afghanistan) e quello emotivo (analizzando le complesse dinamiche alla base del distacco che, da sempre, scandisce le esistenze dei militari di carriera).

L’unità speciale Alpha 595 guidata dal Capitano Mitch Nelson (Chris Hemsworth) parte volontariamente per l’Afghanistan dopo il tragico attentato alle Torri Gemelle, avvenuto l’11 Settembre 2001. 12 uomini, in missione da soli in uno dei territori più pericolosi al mondo, devono affrontare circa 50.000 talebani, combattendo contro carri armati, lanciarazzi e integralisti ben radicalizzati nel territorio che costringeranno i soldati a compiere l’unica scelta sensata: vincere, permettendo così all’unità speciale Alpha 595 di cambiare il corso stesso della storia.

12 soldiers

12 Soldiers (qui il trailer italiano ufficiale) affonda le proprie radici nella realtà, passando dal romanzo “Horse Soldiers – scritto da Doug Stanton – e risalendo fino al dramma che ha cambiato i contorni del nuovo millennio: quella data, l’11 Settembre 2001, che ha involontariamente trascinato gli USA in una cruenta guerra di logoramento.

Fuglsig mette la propria esperienza sul campo e il proprio talento fotografico al servizio della causa da blockbuster commerciale targata Jerry Bruckheimer: il risultato è un film godibile che trova il giusto compromesso tra l’intrattenimento e l’impegno, adattando per il grande schermo una storia sconosciuta ai più che si trasforma in un manifesto di eroismo, costanza, tenacia e dedizione a una causa civile.

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12 Soldiers recensione del film con Chris Hemsworth

Nonostante le abilità tecniche della crew, che permettono a 12 Soldiers di apparire come un prodotto competitivo dalla pregevole fattura soprattutto a livello fotografico e di CGI, il film rimane però vittima di un impostazione tipica del “cinema classico” della Hollywood postmoderna a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, collocandosi in tal modo nel solco della tradizione del produttore Bruckheimer.

La storia – vera – valica i confini misconosciuti della realtà irrompendo nel mondo fittizio di “celluloide”: il tono del racconto è epico, le gesta compiute dai protagonisti straordinarie e Chris Hemsworth, smessi i panni del Dio del Tuono della Marvel, rimane comunque al proprio status di eroe, capo leale nel quale riporre cieca fiducia.

Se gli attori cercano, nonostante il plot fragile e retorico, di infondere credibilità ai propri personaggi – reali in un mondo di celluloide che ha bisogno di eroi – 12 Soldiers non riesce comunque a convincere fino in fondo, banalizzandosi, trasformandosi in un epigono di tanti war movie commerciali pensati per il pubblico delle sale estive.

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L’aspetto che, in 12 Soldiers, cattura maggiormente la curiosità dell’immaginario degli spettatori è di sicuro quello legato al concetto di brotherhood, fratellanza: i dodici uomini, prima ancora che un manipolo di soldati scelti delle forze speciali, sono un gruppo di fratelli pronti a sostenersi, proteggersi e salvarsi a vicenda, uomini spinti da un’ideale più alto a compiere il più grande azzardo delle loro vite, mettendo in gioco, sul tavolo, le loro stesse vite.

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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