martedì, Settembre 27, 2022
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Andrew Garfield parla delle critiche al “method acting” e tira in ballo la sua esperienza in Silence

Andrew Garfield ha parlato delle critiche al "method acting" e ha tirato in ballo la sua esperienza in Silence di Martin Scorsese.

Andrew Garfield, che di recente abbiamo visto in Spider-Man: No Way Home e che prossimamente vedremo nella miniserie true crime In nome del cielo, ha affermato che il famoso “method acting” (ossia quel tipo di approccio alla recitazione che non prevede mai che l’attore esca dal suo personaggio) gli ha permesso di prepararsi al meglio per il ruolo del missionario gesuita nel film Silence di Martin Scorsese del 2016.

In risposta ad una recente serie di critiche mosse al “method acting” da parte di diverse figure di alto profilo dell’industria cinematografica, Garfield ha difeso la controversa tecnica di recitazione, che aveva precedentemente utilizzato durante la produzione di Silence.

“Le persone recitano ancora seguendo il ‘metodo’, e non si tratta di comportarsi da stron*o sul set per tutto”, ha spiegato Garfield in un’intervista all’interno del podcast WTF con Marc Maron. “In realtà, si tratta solo di vivere sinceramente in circostanze immaginarie e allo stesso tempo di essere davvero gentili con la troup. Essere un umano normale, essere in grado di uscire dal personaggio quando è necessario e rimanerci dentro quando sai che vuoi ancora rimanerci.”

L’attore ha quindi rivelato di aver usato il “method acting” per vivere il suo ruolo in Silence come una vera e propria esperienza religiosa. Ha affermato di aver condotto diverse pratiche spirituali durante le settimane delle riprese, come rimanere casto per sei mesi e digiunare spesso fino al punto di perdere peso. “È stato davvero molto bello”, ha spiegato Garfield. “Ho avuto alcune esperienze piuttosto selvagge e sbalorditive rispetto al fatto che avevo smesso di fare sesso e di mangiare.”

Silence, che annovera nel cast anche Liam Neeson, Issey Ogata e Adam Driver (qui la recensione), narra di un gesuita portoghese che nel 1638 parte alla volta del Giappone per indagare sul presunto abbandono formale della religione da parte del suo mentore Ferreira. Arrivato a destinazione, sarà testimone delle persecuzioni ai danni dei Cristiani.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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