Uncharted: Tom Holland a Roma per presentare il film tratto dal celebre videogioco

Uncharted è il nuovo film di Ruben Fleischer con Tom Holland e Mark Wahlberg, tratto dall'omonimo videogioco. Dal 17 febbraio al cinema.

Uncharted è l’atteso adattamento, per il grande schermo, del celebre videogioco sviluppato da Naughty Dog e pubblicato da Sony Computer Entertainment per PlayStation che è ormai pronto ad approdare nelle sale a partire dal 17 febbraio, portando alla ribalta i personaggi di Nathan Drake e Victor Sullivan interpretati – in carne ed ossa – da Tom Holland e Mark Wahlberg oltre a Sophia Ali, Tati Gabrielle e Antonio Banderas.

Alla regia troviamo Ruben Fleischer, fautore del successo del primo film standalone su Venom, uno degli acerrimi nemici dell’Uomo Ragno Peter Parker; incredibilmente, la lunga ombra dei fumetti Marvel torna ad aleggiare ancora una volta vista la presenza di Tom Holland come protagonista, reduce com’è dall’impresa titanica di Spider-Man: No Way Home.

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Immagine per gentile concessione dell’ufficio stampa.

E proprio il giovane attore inglese, insieme al regista Fleischer e ai produttori Alex Gartner e Charles Roven, ha presentato alla stampa italiana Uncharted, quest’ultima fatica che guarda con nostalgia al cinema d’avventura degli anni ’80 senza perdere di vista gli algoritmi che hanno contributo al successo cinematografico di franchising più recenti.

E tra citazioni all’universo videoludico dal quale tra spunto, riferimenti al microcosmo di Indiana Jones, ma anche ai Goonies, a Star Wars – soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra Luke e Han Solo, simile a quello che si instaura tra Nathan e Victor – ai tradizionali film d’avventura in stile Isola del Tesoro e le classiche saghe di Jason Bourne, Mission: Impossible e James Bond, il discorso filmico portato avanti da Fleischer e co. si è incentrato soprattutto su un aspetto in particolare: quella spasmodica avidità che muove alcune persone nel ricercare disperatamente l’oro, che è alla base dei comportamenti di alcuni dei cercatori di tesori presenti nel film, ma non di Nathan Drake.

Sono stati i produttori a definire i confini dei loro punti di riferimento mentre sviluppavano il progetto, aprendo però la strada al discorso più ampio legato all’adattamento di un videogame per il grande schermo:

«Ci interessava riflettere sul fatto che, per quanto ci si possa ispirare al videogioco di Uncharted, che era il nostro standard di riferimento da omaggiare ad ogni costo, dovevamo però realizzare un film il più universale possibile, capace di poter essere assorbito e compreso anche da chi non è un fan della saga videoludica e non ha mai seguito questo universo. Per permettere a tutti quanti di poter comprendere la storia narrata, abbiamo così cercato di ampliare un elemento in particolare, che è la vera chiave del film: il tema della caccia al tesoro.

Ogni volta che ci si confronta con un adattamento, sia esso tratto da un fumetto o un videogame, è importante rispettare ciò che si ama dell’originale, personalizzandolo e facendolo diventare “nostro”. Il videogame di Uncharted è già molto cinematografico, ricco di sequenze action memorabili che abbiamo cercato di trasportare anche sul grande schermo, restando il più possibili fedeli. Anche il rapporto che intercorre tra Nate e Sully è facile da tradurre in un mondo audiovisivo perché ha delle caratteristiche implicite che funzionano già in partenza; e poi, quando hai due attori come Tom Holland e Mark Wahlberg… diventa in automatico tutto più facile.

Nonostante tutto, però, abbiamo impiegato del tempo per capire quale fosse la corretta composizione del Cubo di Rubik del nostro film, che porta avanti un progetto avviato dal 2009 e poi ripreso, in modo definitivo, nel 2019 grazie alla presenza di Tom nel cast. Abbiamo speso molto tempo cercando di far quadrare ogni elemento, a partire dalla credibilità dietro il primo incontro tra Nate e Sully fino ad arrivare alle sequenze di azione così iperboliche e adrenaliniche. La vera rivelazione è arrivata quando abbiamo capito che stavamo raccontando una storia fresca mai narrata prima: così abbiamo realizzato che potevamo prendere solo spunto da un videogioco per compiere un nuovo viaggio divertente e inedito, con al centro il personaggio interpretato da Tom che viene catapultato in un mondo avventuroso e ricco di sfide. Abbiamo messo a fuoco che potevamo raccontare il film stesso come un viaggio originale».

Senza ombra di dubbio, la presenza fondamentale in Uncharted è quella del suo protagonista Tom Holland, lanciatissimo attore hollywoodiano che deve la maggior parte della propria fortuna alla presenza in casa Marvel nei panni dell’amatissimo “Spider-Man di quartiere” di ultima generazione. Ma Holland, grazie anche alle sue capacità innate e ad un senso dell’umorismo che sembra non abbandonarlo mai, è pronto a lasciare la propria impronta su altri progetti, proprio com’è accaduto nel caso di Uncharted:

Tom Holland: «Sono cresciuto con il mito di Indiana Jones e James Bond e, da giovane attore, sono contento che i Sony Studios abbiano accolto e ascoltato la mia versione, ne sono grato. Da attore, mi considero un professionista che presta molta attenzione a tutti i piccoli dettagli che offre il personaggio, così da poter scoprire delle caratteristiche fisiche differenti per ogni character che porto sullo schermo. Ad esempio, la mia versione di Peter Parker sullo schermo è goffa e infantile, un personaggio quindi totalmente agli antipodi rispetto a Nathan Drake: tutti insieme, sul set, dovevamo capire come camminava Nate – ad esempio – in modo tale da poter fissare delle pietre miliari riguardo agli aspetti fisici dalle quali poi partire, trasferendole nell’azione. È in tal modo che si capisce perché un personaggio è tanto amato presso il grande pubblico e quindi come renderlo al meglio senza tradire le aspettative. Immaginate che, mentre giravamo, passavo dal set di Spider-Man: No Way Home a questo di Uncharted, e per scrollarmi di dosso Nate e poter tornare nei panni di Peter ci sono volute intere settimane!

Di sicuro il tema forte di Uncharted è la ricerca della famiglia da parte del giovane orfano Nathan, sulle tracce più di suo fratello che del tesoro; ed è proprio lungo questa strada che incontra Victor “Sully” Sullivan che è una sorta di fratello maggiore a sua volta: sul set insieme a Mark – che è un attore che adoro! – ci siamo divertiti molto, e per me quella chimica creata è stata importante, anche perché è nata in modo molto semplice e ci ha permesso di costruire un legame familiare. Un argomento, quest’ultimo, che mi sta molto a cuore visto che sono cresciuto – come molti, del resto – con questi film d’avventura e azione per famiglie, e avevo proprio voglia di tornare a raccontare una storia simile sul grande schermo; realizzare un film come Uncharted per me è stata la realizzazione di un sogno, e sono sorpreso dal risultato.

Con Mark abbiamo costruito il rapporto sul set, giorno dopo giorno, facendo anche delle scoperte sul momento: tutti elementi che rendono il film speciale e, a livello di legami, decisamente profondo perché è basato su un concetto fondamentale: per noi recitare è una continua esplorazione indirizzata a ricreare un personaggio molto amato in tutto il mondo, che ha una fan base enorme; per tale ragione dovevamo trovare dei modi nuovi per portare in vita Nathan e tutto il microcosmo di Uncharted, presentando agli spettatori un nuovo Nate Drake. Io avevo già giocato al videogame, lo conosco bene, e quando ho ricevuto l’approvazione dei creatori di Uncharted stesso e da colui che ha prestato il volto a Drake fino ad oggi… beh, per me è stato un momento significativo. Un importante sigillo di approvazione».

Tom Holland e Mark Wahlberg in una scena di Uncharted.

Ovviamente parlando di Uncharted non si può prescindere dalla regia, dalle determinate scelte compiute da Ruben Fleischer per tradurre in immagini, sullo schermo, il già ricco immaginario cinematografico dietro le scene più memorabili del videogame: inquadrature riprese perfettamente dal gioco, come l’adrenalinica sequenza sospesa in alta quota, con protagonista un Nathan Drake che riconferma ancora una volta di essere un eroe che vuole uscire dai guai… per poi rientrarci di colpo!

Ruben Fleischer: «In Uncharted abbiamo inserito Easter Eggs legati all’universo del videogioco che ogni appassionato saprà riconoscere, ma soprattutto abbiamo giocato su un elemento: l’umorismo infuso nelle scene d’azione. Ed è venuto fuori un mix che non mostra nessun segno di sforzo grazie soprattutto alla presenza di Tom, che è rimasto sempre spiritoso e sopra le righe anche quando c’erano le scene più impegnative per via del suo background come eroe Marvel e come acrobata nonché stuntman. Un aspetto, questo, che ha regalato un grande assist al film.

Per quanto riguarda il lato più cinematografico di Uncharted, posso dire che quella sequenza iniziale – della caduta dell’aereo – è di sicuro una delle più riconoscibili per i fan del videogioco; ma noi non volevamo che il film fosse una semplice copia conforme e identica di qualcosa che esiste già, volevamo andare oltre ispirandoci all’intera saga ma inserendo degli elementi nuovi, come il senso dell’umorismo. Anche questo un aspetto presente nel videogame, ma qui lo cavalchiamo di più per fissare infine una barra molto in alto, uno standard elevato coadiuvato da sequenze d’azione in aria, in mare e tra aerei, cadute libere e navi che volano… niente che abbiate già visto in un recente film d’azione!»

E a proposito del suo coinvolgimento nelle scene d’azione, dove sembra non aver mai mostrato segni di sforzo o la necessità di un uso massiccio di CGI, Tom Holland ha concluso la conferenza con un curioso aneddoto proveniente direttamente dal set di Spider-Man: No Way Home:

«Eravamo sul set del film insieme agli altri due Spiderman, Andrew Garfield e Tobey Maguire, e durante una pausa stavamo chiacchierando. Parlavamo dei nostri stunt, delle scene più pericolose che avevamo mai girato. Al che io ho esclamato: “mi sono lanciato senza paracadute, in caduta libera, da un aereo ad alta quota”. E loro hanno risposto sconvolti: “Cosa?!? E dov’è successo, come?” La mia replica? “Vi giuro che tutto questo ha senso, ma prima dovete vedere Uncharted per capirlo!”»

Guarda il trailer ufficiale di Uncharted

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