venerdì, Gennaio 21, 2022
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Smetto Quando Voglio Masterclass: presentato alla stampa il film

Alla presenza del cast del film Smetto Quando Voglio Masterclass al gran completo, che ha visto schierati (proprio come in una partita di calcio) Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano e Valeria Solarino capitanati dal regista Sydney Sibilia insieme ai produttori Domenico Procacci e Matteo Rovere con la partecipazione del delegato Rai Cinema Paolo del Brocco, è stato presentato il sequel – contraddistinto dal sottotitolo Masterclass, appunto – che compone l’ideale trilogia creata da Sibilia sugli intrepidi ricercatori universitari che iniziano a spacciare in giro smart drugs legali per sbarcare il lunario.

Insieme a loro, seduti nelle prime file, c’erano anche alcuni professori dell’Università La Sapienza di Roma (partnership ufficiale che ha fornito il suo supporto per la realizzazione del film) insieme agli sceneggiatori Francesca Manieri e Luigi Di Capua con gli autori del fumetto spin off ispirato al film (tra i quali figura Roberto Recchioni) in uscita in tutte le edicole con la Gazzetta dello Sport.

Come ha ricordato Del Brocco prima di iniziare l’informale chiacchierata, il film uscirà in 500 copie in tutta Italia:

“Il primo aspetto ad essere evidenziato è stato quello legato al genere, specifico, di riferimento del film: è un action? O una comedy? È entrambe le cose in effetti e molto di più – per via delle numerose contaminazioni stilistiche e delle citazioni disseminate nel film – come ricordano divertiti i membri del cast, tra risate e aneddoti tratti dai loro ricordi sul set. Tutti concordano nell’evocare le risate sorte durante le scene d’azione, girate spesso nel cuore di una Roma deserta (più o meno) sotto il solleone d’Agosto; tutti sono unanimemente d’accordo anche nell’evocare, allo stesso tempo, le difficoltà delle medesime scene nonostante la presenza degli stuntmen che risolveva le soluzioni più rocambolesche (impossibile per loro, a tal proposito, citare alcune di queste scene incriminate come quella dell’assalto al treno).”

Aggiunge Sibilia:

“L’azione mescolata con la verbosità tipica della commedia all’italiana – dove, per far ridere, c’è bisogno di parlare molto – mi rende orgoglioso di aver realizzato una sequenza come quella dell’assalto al treno, che riequilibra tutto il resto!”

 E. Leo: “La cosa più importante, per noi, è stata poter tirare fuori il nostro lato adolescente, divertendoci terribilmente mentre giravamo. La sensazione è come quella di zoommare da una commedia più intima ad un’esplosione d’azione; il che è una vera rarità, visto che non capita molto spesso l’occasione di poterli recitare, trasformando questi due film in un vero e proprio esercizio.”

P. Calabresi: “Pur essendo una action – comedy non vira mai, come tante altre, sui toni del grottesco e del surreale dove spesso si rifugiano cinematografari disperati per far ridere il pubblico ad ogni costo: qui la veridicità è sempre presente, perfino nel paradosso.”

D. Procacci e M. Rovere: “Noi insieme alla Fandango e a Rai Cinema ci siamo uniti, associandoci, per produrre questo film complesso che si tratta quasi di un unicum nel piano della cinematografia italiana odierna; le sequenze d’azione sono fuse con i dialoghi, riconfermando così il felice mix tra la forza comica e l’impatto che quest’ultima ha sul pubblico. Dietro i 110’ di puro intrattenimento di Smetto Quando Voglio Masterclass c’è un lavoro molto preparato, uno studio finalizzato per non dire mai di no alla sceneggiatura, ricca di numerosi spunti da portare sullo schermo. Infine, per quanto riguarda la scelta di girare i due film Smetto Quando Voglio Masterclass e Ad Honorem insieme, abbiamo cercato di fare qualcosa a cui gli italiani non sono proprio abituati, come invece accade spesso con le saghe di stampo americano.”

D. Procacci: “Il vero rischio del film si annida nella sua concezione stessa: quando abbiamo iniziato a parlarne con Sydney, abbiamo deciso di spingerci oltre, sfidando le convenzioni e realizzandone ben due. Anche questo non è un sequel vero e proprio, ma il tassello di una trilogia completa composta da – appunto – tre capitoli, che Rai Cinema ha deciso di produrre nonostante i rischi, senza porre nessun veto.”

Dopo il successo inaspettato del primo film, com’è affrontare le nuove difficoltà derivate da una macchina produttiva più ricca e più grande?

S. Sibilia: “Secondo me, più la macchina produttiva è grande, meno difficoltà si incontrano –stranamente!- nel girare le scene; l’unico problema riguardava proprio il loro non avere uno “storico” dietro, ecco la vera difficoltà. Un contributo importante è giunto proprio dal rapporto con l’Università La Sapienza, che si è appassionata all’avventura di Smetto Quando Voglio anche se soltanto a partire dal secondo episodio della saga. È piacevole vedere questo entusiasmo nei confronti della contaminazione dei linguaggi, visto che un’altra delle nostre speranze è quella di riuscire ad aprire gli occhi su alcuni aspetti specifici della società italiana e, in particolar modo, su una generazione immortalata in questa saga, fornendo un servizio civile più utile di molto giornalismo contemporaneo.”

È quindi possibile parlare di una action – comedy d’ispirazione e stampo totalmente americani?

S. Sibilia: “Mah, più che ad una action comedy di stampo americano mi sono ispirato alla gran parte del cinema italiano degli anni ’70, riducendo al minimo l’uso di CGI ed altri Visual Effects nelle scene d’azione. Sicuramente mi sono ispirato alla saga di Indiana Jones: sono un figlio degli anni ’80 e non potevo esimermi dal citare una grande trilogia come quella, soprattutto attraverso piccoli dettagli citazionisti come l’uso della camionetta nazista e i sidecar originali del Terzo Reich che scorrazzano lungo la Cristoforo Colombo.”

E per quanto riguarda il fumetto, invece?

S. Sibilia: “Rispetto al primo capitolo, questo Smetto Quando Voglio Masterclass prende decisamente una piega più fumettistica avventurandosi in questa nuova dimensione, per cui ci è sembrato naturale – al momento della promozione – avventurarci in questo spin off a parte, scollegato dalla trama del film ma con gli stessi protagonisti; mi intrigava la natura di un universo espanso che può estendersi oltre il cinema stesso.”

Smetto Quando Voglio Masterclass: trailer ufficiale del sequel

Qual è il messaggio del film e poi, qualche riflessione ulteriore sul personaggio dell’ispettore dell’antidroga Paola Coletti interpretato da Greta Scarano?

S. Sibilia: “Il messaggio del film è difficile da codificare in modo assoluto, ma indica che c’è ancora una speranza: di natura io sono tendenzialmente un’ottimista che quindi aveva bisogno di questi due film per riconfermare questa visione speranzosa del futuro.”

G. Scarano: “Il modo in cui reagisce il mio personaggio, come si comporta, sono il risultato di un lungo lavoro iniziato già in fase di scrittura per renderlo credibile il più possibile. Paola è una donna sola in un mondo del lavoro schiacciante, così quindi la sua scelta di sacrificare la banda ad ogni costo è la conseguenza diretta di un’imposizione esterna.”

La rinascita del cinema di genere: se ne parla molto in questi ultimi anni, soprattutto perché è un fenomeno che si è verificato attraverso il passaggio tramite le commedie, usate come medium privilegiato.

S. Sibilia: “Spesso i generi si mescolano tra loro in modo del tutto indifferente: per quanto mi riguarda, la commedia mi risulta più congeniale; però non posso negare che mi piace raccontare delle storie magari anche meno comiche… chissà, magari in futuro potrebbe anche accadere!”

Pensavate già ad una trilogia in partenza?

S. Sibilia: “Il primo film era un circuito molto chiuso, anche perché si trattava, comunque, di una rischiosa opera prima; quando scrivi, magari hai in mente un ben preciso arco narrativo da sviluppare, ma hai anche bisogno di più tempo – e magari più film – per poterlo fare, portandolo a compimento; personalmente il mio viaggio più lungo non è stato quello sul set, ma è coinciso con il processo di scrittura per sviluppare un arco narrativo credibile e quadrato su ben due lungometraggi distinti; iniziato in una stanza a S.Giovanni, la nostra finalità – insieme agli altri sceneggiatori – era quella di creare due prodotti – tre alla fine – completamente autonomi dove però ogni film costituisse un aggancio per quello successivo.”

D. Procacci e M. Rovere: “L’idea di girare i due film Smetto Quando Voglio Masterclass e Ad Horem contemporaneamente nasce dalla volontà di creare dei prodotti comunque autonomi per tutti coloro che non conoscono il mondo di Smetto Quando Voglio e, allo stesso tempo, riflette il nostro intento di lanciare un’idea nuova nel cinema italiano plasmando un universo nel quale lo spettatore si possa muovere in modo longitudinale ricostruendo molte dinamiche del racconto. Ovviamente, scrivere questi due capitoli insieme ha permesso di creare un diverso tipo di scrittura e di rimandi tra le varie fasi.”

Riguarda all’impianto musicale, al tessuto sonoro composto da Michele Braga?

S. Sibilia: “Quando pensavamo alle sequenze d’azione, eravamo concentrati su un tipo di musica che conferisse una certa epicità; avevamo in mente un’idea specifica ovvero prenderci sul serio (almeno a livello musicale!). La colonna sonora ha un potere molto forte al cinema ed è in grado di cambiare ed influenzare l’umore, per cui ci siamo detti: “meno commedia, facciamo sul serio”! La scena dell’inseguimento, ad esempio, è più anni ‘70 per cui richiedeva una serie di bassi ben in evidenza, mentre altre sono più citazioniste. La musica, inoltre, non patteggia mai per la banda: si esalta perfino quando vince Lo Cascio. Alla colonna sonora originale abbiamo poi affiancato dei pezzi di repertorio, come avevamo già fatto nel primo film.”

Giampaolo Morelli, il tuo personaggio –Lucio Napoli – ha tanti riferimenti con la commedia all’italiana degli anni d’oro, tipo Alberto Sordi in “Finché c’è Guerra c’è Speranza”

G. Morelli: “Confesso di avere un ricordo molto vago del film e di non averlo visto di nuovo prima del film: l’abilità di Sydney è stata quella di fondere insieme la commedia all’italiana, dove la risata camuffa una denuncia più profonda, con la tradizione dell’action movie tipicamente americano, con rimandi a varie saghe: mi ricorda il gusto dell’Ispettore Coliandro per certi versi.”

Smetto Quando Voglio Masterclass: le prime due clip ufficiali

Sydney, hai pensato – visto anche l’esperimento “a fumetti” – di dedicarti ad una serie tv di Smetto Quando Voglio, o comunque ad uno spin off magari con uno solo dei personaggi?

S. Sibilia: “Posso affermare con certezza che, dopo la trilogia, chiuderò anch’io con la saga di Smetto Quando Voglio, dedicandomi ad altri progetti. Non mi dedicherò a nessuna serie perché stiamo già parlando di una trilogia, e sono due modi diversi di lavorare e procedere: con la serialità bisogna concentrarsi sulla fruizione di 10 – 12 episodi in media, come se si trattasse di un film molto lungo intervallato da cliffhanger vari lungo la strada; al contrario, diversi film permettono di creare alla fine un prodotto audiovisivo unico e completo, che possa spingere la gente ad appassionarsi e ad andare al cinema, che rimane per noi in Italia l’unico device non gratuito che ancora continuiamo a sfruttare. Per tale ragioni bisogna coinvolgere la gente, incentivarla ad andare al cinema.”

I sottotitoli dei nuovi capitoli, Masterclass e Ad Honorem, da dove nascono?

S. Sibilia: “All’inizio erano stati divisi in Reloaded e Revolution, poi però abbiamo optato per gli altri due per sottolineare l’indipendenza creativa del nostro prodotto: Smetto Quando Voglio Masterclass non solo indica l’idea di business 2.0 alla base del film, ma anche l’attività che intrattengono i protagonisti in questo nuovo capitolo: spiegano il loro business agli altri, cercando di sventarlo.”

P. Sermonti: “A distanza di tre anni dall’uscita del primo film, uno degli aspetti più interessanti che noto riguarda la scelta di utilizzare come banda una élite culturale: non somigliano ai ladri spiantati de I Soliti Ignoti, loro sono degli intellettuali che fino a pochi anni fa hanno potuto esprimere il loro parere differenziandosi dagli altri, ma che adesso non possono più farlo e sono alla ricerca di un piano B.”

Smetto Quando Voglio Masterclass contiene molte citazioni degli anni ’70, legate al cinema di genere e soprattutto al poliziottesco

S. Sibilia: “Sì, i titoli dei giornali che mostriamo nel film sono ispirati – e rubacchiati – direttamente dai film poliziotteschi italiani degli anni ’70: per me è importante ricollegarmi al cinema di quel periodo, quando si poteva parlare di una vera e propria industria, che produceva lavori artigianali e bellissimi coinvolgendo tante persone nell’intrattenimento; purtroppo oggi abbiamo perso il senso dell’industria, ma personalmente – pur essendo un figlio degli anni ’80- cerco di emulare, insieme agli altri, quel coraggio e quel divertimento.”

E. Leo: “Oggi siamo in un momento in cui troppo spesso si parla di un cinema asfittico: c’è bisogno di più coraggio produttivo, come quello dimostrato da Groenlandia, Fandango, 01 e Rai Cinema, una forza davvero notevole che spinge ad agire invece di compiangersi e basta.”

Smetto Quando Voglio Masterclass uscirà nelle sale italiane il 2 febbraio 2017 distribuito da 01Distribution.

Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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