Paola Cortellesi su Petra: “Una donna libera che molte vorrebbero essere”

scritto da: Ludovica Ottaviani

Immagine di copertina: Luisa Carcavale

Petra è il titolo dell’attesa nuova serie targata Sky, in collaborazione con Cattleya e Bartlebyfilm: un prodotto originale nato dalla fantasia della scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, che negli anni ’90 creò la popolare saga letteraria con al centro l’ispettrice Petra Delicado (Petra Delicato nella versione italiana). Un crime originale ed inedito per la rete, quanto un nuovo esperimento volto ad ampliare il bacino d’utenza degli spettatori: non più solo i racconti di grandi storie, ma anche narrazioni “popolari” con protagonisti volti noti al grande pubblico, come nel caso dell’attrice Paola Cortellesi, qui nei panni della Bartlett. La serie, che andrà in onda dal 14 settembre per quattro Lunedì consecutivi nella fascia della prima serata – e per un totale di quattro episodi – sarà trasmessa su Sky Cinema e Now TV.

Alla presenza dell’interprete femminile e della sua controparte maschile – il collega Andrea Pennacchi – oltre alla regista Maria Sole Tognazzi, ai delegati di produzione Sky e Cattleya e al team di sceneggiatori la nuova serie è stata presentata alla stampa, curiosa di sapere dai presenti e dalla scrittrice Giménez-Bartlett (in collegamento dalla Spagna) come abbiano lavorato tutti insieme per portare sul piccolo schermo la famosa serie di romanzi, adattandoli dagli anni ’90 ad oggi e dalla Barcellona della Bartlett alla Genova in cui si muove la Petra incarnata da Paola Cortellesi, la prima a prendere la parola.

Paola Cortellesi: «Per me Petra è la prima volta in una produzione originale, di genere crime, targata Sky. Interpreto un ispettore spigoloso ed antipatico, che è però allo stesso tempo una donna schietta, diretta e senza paura del giudizio degli altri: insomma, la donna che molte di noi vorrebbero essere. Sono stata coinvolta nel progetto da Cattleya grazie anche alla presenza di Giulia Calenda, una delle sceneggiatrici: solo successivamente ho letto i romanzi e mi sono innamorata del personaggio. Petra Delicado è la donna libera che molte vorrebbero essere; libera e senza alcun manifesto, sceglie di essere ciò che è fuori dagli schemi senza nessun tipo di legame le sue scelte comportano delle difficoltà. È infatti invisa alla maggior parte dei suoi conoscenti e risulta una donna fuori dall’ordinario per via delle sue scelte totalmente fuori dagli schemi; non dover accontentare gli altri è un punto che riguarda le vite di tutti noi, al di là del mestiere che si fa, ed è una segno di grande forza riuscire nell’impresa di affrancarsi.

Mi sono innamorata dei rapporti speciali e indefinibili che intercorrono tra i personaggi, legami non etichettati che vengono narrati nel romanzo e nella serie, come ad esempio quello più evidente tra il mio personaggio, Petra, e il Viceispettore Antonio Monte interpretato dal mio collega Andrea Pennacchi. L’ispettore della mobile Petra Delicato, come è stata adattata per la serie, è davvero un personaggio distante da me ma anche da altri personaggi che ho vissuto: eppure, tutti quanti rendono reale la possibilità di vivere altre vite parallele per un attore, e Petra è – per me – quella donna che avrei voluto essere in molte occasione. Sono dell’idea che più è distante un personaggio più per me è facile trovare le sfumature per interpretarlo; dell’ispettore, ad esempio, mi appartiene il suo lato più ironico mentre sulle altre sfumature abbiamo lavorato molto durante le prove, insieme agli sceneggiatori e a Maria Sole con la quale è stato un vero piacere ritrovarsi: dopo diversi anni, è davvero piacevole ritrovarsi sul set con lei, della quale mi fido ciecamente a alla quale mi affido durante le riprese.

Nei romanzi della Bartlett, Petra è un personaggio con diversi aspetti decisamente femministi: nella serie, non ci siamo posti questo “problema”. Lei è una donna che non fa un manifesto delle sue scelte; il suo stile di vita non si attribuisce, di solito, ad un personaggio femminile ma solo agli uomini, che scelgono la solitudini (voluta) e un carattere ruvido e indipendente per rapportarsi con l’esterno. Petra è una donna che ha scelto di vivere la vita a modo proprio, e vivendo in questo modo suscita scalpore ma lei ne è consapevole, non si fa portavoce di un ideale e non lo porta in onore delle altre donne. Lei si cura di sé, è una che ha già vissute diverse vite e innumerevoli cambiamenti, ha “già dato” ed è una femminista senza farne però proclami.

Petra è un personaggio non reale ma dalle alte aspettative: i personaggi realmente esistenti ti legano moltissimo e ti senti sempre pronta a tradire la realtà, quindi devi rispettare con molta precisione i fatti narrati e come è stato descritto il personaggio; certe volte non c’è nemmeno la possibilità del confronto diretto. Anche qui temevo di tradire il personaggio, perché i romanzi sono stati scritti con tale profondità e poi c’è molto materiale per indagare sul personaggio, scavare le sue ragioni più profonde e non si può, in nessun caso, tradire il suo senso e il suo significato visto che è amato da molti lettori in tutto il mondo.»

Photocredit: Luisa Carcavale

A prendere la parola è la regista Maria Sole Tognazzi, che ha ha già esplorato nel corso della sua filmografia l’universo femminile, e che ha raccontato il suo coinvolgimento nel progetto seriale targato Sky:

Maria Sole Tognazzi: «Quando mi hanno raccontato del progetto io già amavo l’autrice e l’universo letterario da lei creato; poi l’idea di poter lavorare di nuovo con Paola Cortellesi, dopo diversi anni, mi ha coinvolto subito e mi sono lasciata travolgere. Le prime quattro puntate coprono quattro romanzi è c’è un’affinità, nel raccontare il femminile, che mi è sempre stata molto a cuore: Petra è una figura femminile libera e anti-convenzionale che sceglie come vivere la sua vita in modo indipendente. Per la prima volta venivo non da un mio testo, ma da un’opera di qualcun altro ed era la prima volta che lavoravo su una serie tra le altre cose. Il nostro è stato un vero e proprio lavoro di squadra più che un film; volevo essere fedele ai romanzi per via degli appassionati ma, allo stesso tempo, dovevo ragionare sull’adattamento perché non era più la Spagna la location prediletta degli eventi narrati, così abbiamo spostato tutto da Barcellona a Genova. Entrambe sono due città verticali e portuali, e gli ambienti a disposizione mi hanno suggerito un tono mediterraneo per la serie, trovando così un equilibrio tra modernità e tradizione pur cercando di essere fedele e originale in quanto regista.

Per quanto riguarda invece la questione del “genere”, secondo me non esiste: il regista è un autore asessuato, è il modo come racconta che fa la differenza; mi auguro che questa unione di donne – tra regia, cast artistico, tecnico, sceneggiatura etc. – possa essere una scelta nata dal gusto e dalla sensibilità attraverso i quali abbiamo raccontato, ognuna in modo personale, il femminile. A proposito delle scelte tecniche invece, in fase di adattamento ci siamo indirizzati da Barcellona ad una città come Genova, che crea sempre forti emozioni e stati d’animo diversi. Per capire dove ambientare i luoghi, abbiamo cercato sempre di riproporre una forma costante da acquario in tutte le inquadrature, e la scenografia è andata di pari passo con gli studi fatti su Genova (che comunque abbiamo scelto dopo numerosi – ed opportuni – sopralluoghi da parte mia e anche del team di sceneggiatori).

Mediare tra la tradizione e la modernità a partire dalla fotografia era una scelta importante e fondamentale: abbiamo detto subito no ad un uso massiccio del digitale, che è molto nitido e forte ma lontano dal discorso avviato dalla Bartlett e legato alla nascita dei romanzi, ambientati alla fine degli anni ’90. Abbiamo quindi puntato su una “personalità” – e dei colori – più vicini ai romanzi come pure per la scelta delle lenti che non a caso abbiamo chiamato Panalight Petra, perché dopo una serie provini più in analogico e meno in digitale, con il direttore della fotografia abbiamo aggiunto un vetro particolare per via della pastosità e dell’atmosfera retrò che creava.»

Photocredit: Luisa Carcavale

Oltre alla coppia Cortellesi-Tognazzi, hanno aggiunto altri dettagli sulla loro esperienza sul set di Petra anche l’attore Andrea Pennacchi, i delegati di produzione Sky/Cattleya e infine l’autrice della saga su Petra Delicado, la scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett.

Andrea Pennacchi: «Il Viceispettore Antonio Monte è un ispettore tutto d’un pezzo e all’inizio è spiazzato dalla presenza di Petra; poi si adatta pian paino all’idea di avere un capo donna, un evento inedito per lui. Il progetto era straordinario già su carta e mi sono subito appassionato alla relazione che s’instaura tra i due: una relazione atipica che non ci si aspetta e che cresce passo dopo passo, episodio dopo episodio. Poi Monte, come personaggio, si fa amare subito: è un tradizionalista, con un approccio molto credibile e vivo, non unidimensionale; interagisce con la “meteora” che irrompe nella sua vita. Iniziano studiandosi a vicenda, si “annusano” e osservano proprio come gli animali: poi capiscono che insieme posso costituire un piccolo branco.»

Delegati di produzione Sky-Cattleya: «Petra per Sky rappresenta tre cose: 1) vogliamo lavorare sulla varietà dei generi e su prodotti esplicitamente più su “larga scala”, cercando di fare di Sky qualcosa di più complesso e strutturato, però anche a misura di un pubblico che non è abituato a questa costruzione basata sulla qualità che è un marchio di fabbrica Sky; 2) Sky è la casa dei talenti italiani che permettono di adattare, esplorare e sperimentare certe volte più in tv che al cinema; e infine 3) la forte presenza femminile. Noi crediamo fortemente nella centralità delle donne, crediamo che artisticamente possano eccellere ed attrarre un pubblico maschile pur essendo al centro di una storia, come nel caso della “nostra” protagonista Petra: sono attraenti, a prescindere dai generi di riferimento maneggiati.

Dei romanzi della Bartlett sono stati già realizzati altri (pochi) adattamenti soprattutto in patria, in Spagna, e tutti datati come minimo a dodici anni fa: noi volevamo puntare su un prodotto originale, inedito e “mainstream”, capace di partire dalla qualità di altri prodotti originali di genere crime come Gomorra o Romanzo Criminale ponendo però al centro della narrazione le donne. L’integrazione tra uomo e donna è sempre presente nel nostro ambito lavorativo: noi cerchiamo di portare le donne al centro della narrazione, e così facendo volevamo allargare le dinamiche di scelta legate alla popolarità delle storie, lavorando su una crescita strutturata. Per farlo bisogna realizzare dei prodotti pop ma non a discapito né della qualità tantomeno della popolarità: l’obiettivo è realizzare delle storie larghe che coinvolgano, nella visione, un pubblico ampio e per fare questo ci vuole qualità e competenza, fondendo insieme le logiche del cinema a quelle della tv.

Petra è quindi un’operazione che ci rappresenta molto: è interdisciplinare e portiamo nella serialità una star del cinema italiano come Paola Cortellesi e una regista che fa film di successo – Maria Sole – per portare tutto nei modi e nei tempi della serialità. Partendo dalla serietà dei romanzi e abbinando il tutto alla qualità del cinema, volevamo a tutti i costi una detective donna con una forte componente umana, ma senza cliché: ecco perché ci siamo indirizzati sui libri della Bartlett che amavamo. Personaggi che non cadono mai negli stereotipi e dotati di nature contraddittorie, con i quali ci è piaciuto “lavorare”: il vero problema è stato l’adattamento nella città, da Barcellona a Genova che è stata però una scelta perfetta, una città di mare non troppo mediterranea e posizionata a “nord”, cercando di presentare quindi una Genova varia ed inedita, dipinta in ogni sua sfumatura.»  

Alicia Giménez-Bartlett: «All’inizio l’idea di un adattamento italiano dei miei romanzi con protagonista Petra mi sembrava qualcosa di strano: quando si è scelto di adattare tutto a Genova poi… eppure mi sembrava tutto meraviglioso e non difficile alla fine. Paola Cortellesi è perfetta e bella ma non è una “Barbie”, è simpatica ma non dura, ha un fisico che ben si adatta ed è perfetto per il personaggio di Petra così come l’avevo immaginata, senza mai inserire troppi dettagli sulla sua descrizione fisica: inutile dire che alla fine ho avuto un feeling meraviglioso con tutti, elementi chiave per l’ottima riuscita di un prodotto televisivo come Petra

Guarda il trailer di Petra con Paola Cortellesi

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


Siti Web Roma