HomeIntervisteNicolas Winding Refn e Elle Fanning a Roma per The Neon Demon

Nicolas Winding Refn e Elle Fanning a Roma per The Neon Demon

Quel genio di Nicolas Winding Refn è tornato in Italia. L’occasione è stata la presentazione, avvenuta questa mattina a Roma, del suo nuovo film dal titolo The Neon Demon. Dopo il passaggio in concorso al Festival di Cannes 2016, la nuova opera del regista danese arriva finalmente anche in Italia.

The Neon Demon racconta la storia dell’aspirante modella Jesse (interpretata da Elle Fanning). Quando la giovane si trasferisce a Los Angeles, la sua giovinezza e vitalità vengono fagocitate da un gruppo di donne ossessionate dalla bellezza e disposte ad usare ogni mezzo per prendere ciò che la ragazza possiede.

Accompagnato dalla straordinaria e incantevole protagonista del film (vista in pellicole quali Somewhere di Sofia Coppola, Super 8 di J.J. Abrams e Maleficent al fianco di Angelina Jolie), il regista ha così spiegato il suo nuovo lavoro e la simbologia dietro la pellicola (con particolare riferimento alla presenza quasi ossessiva dell’immagine del triangolo e all’influenza del grande amico Alejandro Jodorowsky): “Non credo di realizzare film. I miei lavori sono piuttosto delle esperienze. Qualsiasi lettura una persona voglia dare alle mie pellicole è ben accetta. In questo film ci sono davvero tantissime cose. Il nostro intento era realizzare un film horror, un film di fantascienza, un melodramma, un film sexy e volgare ma al tempo stesso divertente. Volevamo metterci dentro tutto il possibile, in modo appunto da offrire un’esperienza totalizzante. Il triangolo è un simbolo. Il simbolo che rappresenta il demone del titolo, che poi è essenzialmente il personaggio interpretato da Elle Fanning. L’idea era quella di utilizzare il triangolo come simbolo della sensibilità, conclusione alla quale sono giunto dopo essermi fatto leggere i tarocchi da Jodorowsky diverse volte durante la lavorazione del film”.

A proposito della rinnovata collaborazione con Cliff Martinez (già autore delle musiche di Drive e Solo Dio perdona), Refn ha detto: “Mi sento davvero fortunato ogni volta che ho la possibilità di lavorare con Cliff. Il nostro connubio è un’esplosione di creatività. Questo è il terzo film che realizziamo insieme e devo ammettere che si tratta di una figura molto importante per me, non solo da un punto di vista professionale. Abbiamo raggiunto un livello di intimità tale da riuscire a fondere le mie capacità di regista e le sue di musicista in modo straordinario. È questo che riesce a far funzionare i miei film. Il nostro modo di lavorare insieme è estremamente pratico e molto, molto ponderato. Una volta terminate le riprese e concluso il montaggio, affido la mia creatura completamente nelle sue mani. Sono sicuro che le sue grandi capacità siano in grado di rendere il prodotto finito ancora più soddisfacente e più bello da un punto di vista artistico”.

L’attenzione si sposta poi sulle tematiche principali affrontate dal film, ossia la bellezza e la perdita dell’innocenza. “Ritengo che la bellezza sia qualcosa di estremamente complesso”, rivela Refn. “Un qualcosa su cui ognuno ha un’opinione diversa. Per alcuni si tratta di un concetto estremamente superficiale, per altri invece è qualcosa di molto profondo, che bisogna scoprire e indagare al fine di comprenderne la vera essenza. Anche se andiamo a guardare la mitologia ci accorgiamo che la parola più ricorrente è appunto quella di bellezza, a volte intesa come pura fisicità, altre come purezza. E questo è un argomento su cui tutti possono avere un’opinione. Tutti fanno esperienza almeno una volta nella loro vita della bellezza”.

Elle Fanning aggiunge: “La prima volta che ho incontrato Nicolas mi ha chiesto se pensassi di essere bella. Ovviamente mi sono sentita molto in imbarazzo, perché la società ci insegna che non bisogna mai ammettere di sentirsi belli o attraenti: le persone potrebbe pensare di te che sei soltanto un narcisista. Al tempo stesso c’è la necessità di accettarsi e di piacersi. Diciamo che la bellezza è un argomento decisamente provocatorio. Anche perché esiste una linea di demarcazione molto sottile tra il volersi bene in maniera sana e l’essere ossessionati da se stessi e dalla propria immagine. Tutto questo è ovviamente molto interessante da raccontare sul grande schermo”.

In che modo un film complesso e stratificato come The Neon Demon si colloca all’interno della filmografia di Refn? Il regista spiega: “Sono arrivato alla conclusione che tutti i film che ho fatto fino ad ora non sono stati altro che preparazioni a quest’ultimo lavoro. Per una qualche ragione misteriosa c’è come una specie di filo conduttore che attraversa tutti gli altri film che hanno portato a The Neon Demon. Ho voluto esplorare la mia parte femminile, cercare di capire cosa sarebbe successo se invece di nascere uomo fossi nato donna, per di più molto bella. Già nei miei film precedenti avevo affrontato il tema della violenza fisica: questa volta c’era la possibilità di realizzare un film diverso”.

Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche del chiacchieratissimo remake televisivo di Barbarella, a cui il nome di Nicolas Winding Refn è collegato da diversi anni. Sfortunatamente, il regista ha dichiarato di aver abbandonato il progetto: “No, non realizzerò Barbarella. Mi interessa molto lavorare in ambito televisivo e trovo che sia quasi obbligatorio avere qualcosa in sviluppo da quel punto di vista. Al momento sto lavorando ad altri progetti per il piccolo schermo, anche se devo ammettere che la televisione richiede molto più tempo, perché prima di cominciare a realizzare o a produrre materiale televisivo c’è bisogno di ore e ore di scrittura, un tipo di lavoro completamente diverso se si pensano ai classici 90 minuti di un film. La televisione sta diventando un mondo sempre più interessante, soprattutto in termini di potenzialità che un determinato prodotto potrebbe esprimere”.

Un regista dunque proiettato al futuro, che ammette di realizzare film per il futuro: “Dal mio punto di vista il cinema ha raggiunto una fase di perfezione stagnante. È diventato come una grandissima macchina in grado di trascinare qualsiasi tipo di pubblico. Io ho sempre fatto film per il futuro. Con la rivoluzione digitale ci troviamo di fronte ad una tela che rappresenta qualcosa di completamente nuovo, dove le regole del vecchio modo di fare cinema non si applicano più. Il mondo digitale è un mondo in cui l’accesso è consentito a tutti. Si tratta di una creatività capitalistica folle. Il linguaggio, la struttura, la stessa storia possono risultare come elementi obsoleti. Non che non si applichino o che non valgono più, ma sicuramente sono concetti che appartengono al passato. The Neon Demon è un film proiettato al futuro e il futuro io lo vedo come qualcosa di bello, di interessante, di entusiasmante”.

The Neon Demon arriverà nelle sale italiane l’8 giugno, distribuito da Koch Media.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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