Babbo Natale, a metà tra una figura pontificia e una rockstar, è in crisi esistenziale, e tocca a sua moglie salvare la festività dalle ambizioni della Befana. Questa la premessa di Natale senza Babbo, commedia natalizia con Luisa Ranieri, Alessandro Gassmann, Caterina Murino e Valentina Romani.
Una coppia (magica) in crisi
Un’idea “universale e geniale”, secondo il regista Stefano Cipani, che ha adattato per il grande schermo la sceneggiatura scritta a quattro mani da Michela Andreozzi e Filippo Macchiusi: “Volevamo raccontare una normale coppia sposata che sta vivendo una crisi e sono a un passo dal divorzio, il tutto metabolizzato attraverso la metafora della coppia Babbo Natale e Mamma Natale. Per me, però, la cosa più bella era il sottotema del consumismo, e quindi il fatto che Babbo Natale si trovi in questa crisi esistenziale è anche motivata dal fatto che, appunto, è stressato da questo consumismo natalizio”.
Con il Babbo Natale di Gassmann (quasi) fuori gioco, entra quindi in scena la moglie Margaret, che la sua interprete Luisa Ranieri definisce “una donna moderna”: “Non vuole chiedere aiuto, pensa di avere le spalle forti per poter reggere tutto, come molte donne fanno. Così facendo però perde un po’ di vista l’ascolto, e questo porta sia i figli a percepire la precarietà della situazione che stanno vivendo, sia il marito a cercare un dialogo su un piano diverso. Ma lei è troppo oberata dalle cose da fare, sente di non potersi permettere il lusso di fermarsi. In realtà il film poi ci dà una grande lezione, cioè che non siamo così indispensabili, che c’è sempre bisogno dell’altro e, soprattutto, che bisogna saper chiedere scusa”.
Al contrario, secondo Alessandro Gassmann Babbo Natale è “un uomo che accetta le sue problematiche, le sue debolezze, e grazie ad una moglie molto forte e intelligente risolve la sua misera condizione umana. È importante riscoprire la gentilezza e la dolcezza da parte di noi uomini. Per me è sempre stato innato, ma capisco che la società di oggi, costruita in maniera patriarcale, abbia allontanato sempre di più gli uomini da questa parte di loro”.

Reinventare la mitologia del Natale
Nel film appaiono elfi e altre figure tipiche della mitologia natalizia, come la Befana (Caterina Murino) e Santa Lucia (Valentina Romani), entrambe personaggi ambigui e dalla doppia natura. “Grazie alla scrittura e anche a Stefano abbiamo creato una Befana stronzetta, con un grande cuore”, sostiene Murino. “Ovviamente ho studiato le leggende della creazione della Befana, questo personaggio amato dai bambini ma sempre un po’ schifato e in disparte, e siamo riusciti a creare veramente un personaggio a tutto tondo, che ho adorato interpretare”.
“È stato estremamente divertente per me misurarmi con un personaggio che ha dei poteri, è una cosa che non capita tutti i giorni”, le fa eco Romani. “Abbiamo avuto bisogno di tanta immaginazione, ma poi la resa è stata straordinaria e io mi sono divertita tanto perché è un personaggio che cresce: lei per prima acquisisce consapevolezza dell’importanza del gioco di squadra, in questo caso soprattutto della solidarietà femminile. Per questo si sente gratificata, si sente parte di qualcosa che le piace, che fino ad allora semplicemente non aveva considerato”.
Cipani ha poi approfondito la creazione dei vari elementi del mondo magico, in primis la base operativa di Babbo Natale: “Ho avuto tantissime occasioni per inventare e disegnare quello che sarebbe stato poi il mondo del Natale. Abbiamo fatto tantissimi ragionamenti rispetto a dove ambientare questo mondo natalizio, come fosse fatta effettivamente la fabbrica. Da qui l’idea di renderla un iceberg vagante, molto bello anche visto dall’interno, a metà tra il mondo sottomarino e il Polo Nord. E poi sono estremamente orgoglioso della slitta di Natale”.

Oltre il film per famiglie
Gassmann e Ranieri hanno infine espresso la volontà di rendere Natale senza Babbo un film per famiglie che possa rendere felici i bambini, ma anche sottolineato come il film lanci anche messaggi attuali, come la parità dei sessi e le guerre in corso in questi anni. Secondo Ranieri, infatti, Margaret “ha messo da parte i suoi sogni, e nessuna donna può essere risolta solo in balìa dell’altro. Tutte le donne hanno bisogno del loro spazio, delle loro passioni, dei loro amori e la loro identità. E non ci devono essere cancelli e chiusure, tutti possono e devono poter accedere al mestiere che gli piacerebbe fare. Questa, secondo me, è la chiave. Io conosco degli uomini che cucinano benissimo, così come dei CEO incredibili che sono delle donne, quindi non è che uno sia più capace dell’altro”.
Conclude Gassmann: “Ho accettato di fare questo film perché aveva una visione diversa del Natale, innovativa. Umanizza un personaggio mitologico e magico come Babbo Natale rendendolo terreno, cosa che ci permette di affrontare tematiche evidentemente drammatiche della nostra società. Le guerre sono drammaticamente sempre più grandi e sempre più vicine e ci mettono paura, e posso solo immaginare quanta paura possa mettere nei bambini”.
Natale senza Babbo sarà disponibile su Prime Video dal prossimo 28 novembre.


