lunedì, Gennaio 25, 2021
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Natale in Casa Cupiello: “Una gioielleria delle emozioni, nel segno di Eduardo”

Natale in Casa Cupiello è il film di Edoardo De Angelis tratto dall'opera teatrale di Eduardo De Filippo. In onda il 22 dicembre su Rai Uno.

Natale in Casa Cupiello è pronto a tornare, in grande stile, nelle case degli italiani. La celebre commedia scritta, diretta e interpretata dal genio di Eduardo De Filippo cambia pelle e si aggiorna alle contaminazioni tra linguaggi e media grazie al talento del regista Edoardo De Angelis (IndivisibiliIl Vizio della Speranza) e alle presenze sceniche di Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Toni Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Mio che riportano in vita gli immortali personaggi nati dalla penna del drammaturgo napoletano.

Le (dis)avventure natalizie della famiglia Cupiello approderanno in prima serata, su Rai Uno, il prossimo 22 dicembre per portare nel natale degli italiani delle emozioni diverse e preziose: come hanno detto De Angelis e Castellitto durante la conferenza stampa, una vera e propria “gioielleria delle emozioni”, pronta a celebrare la figura di Eduardo De Filippo nel 120esimo anniversario della sua nascita.

Nel 2020, infatti, si sono celebrati i 120 anni dalla nascita del genio malinconico di Eduardo, che riusciva a tenere perfettamente in equilibrio – nelle sue opere – il dramma e la risata, senza mai disdegnare la riflessione profonda nascosta tra le righe delle battute; proprio come accade in Natale in Casa Cupiello, tragicommedia in tre atti che ha debuttato – per la prima volta – proprio la notte di Natale del 1931 presso il Teatro Kursal di Napoli. Come ha dichiarato Maria Pia Ammirati (direttrice di Rai Fiction):

«Natale in casa Cupiello è una grande celebrazione, un evento in occasione dei 120 anni dalla nascita di Eduardo De Filippo e dei 90 anni dalla prima di questa opera teatrale. (…) Un grande classico, un regalo per tutti gli italiani. Una sfida da servizio pubblico, portare in televisione nel prime time di Rai1 il teatro e in particolare il teatro di Eduardo. E insieme la sfida sul piano del linguaggio, un lavoro affidato al regista Edoardo De Angelis che non solo conosce Napoli ma ha dato prova di essere una delle voci più originali del cinema italiano. Infine, una grande interpretazione di Sergio Castellitto e Marina Confalone. Rivisitare il teatro di Eduardo è un impegno dovuto, una memoria da custodire e rinnovare, portando al grande pubblico generalista e alle nuove generazioni l’opera di uno dei caposaldi del novecento teatrale italiano».

Le fa eco il direttore di Rai Uno Stefano Colella, che confessa: «Guardando il film, ho pensato subito: “questa è la Rai Uno che mi piacerebbe fare sempre”. Sono molto onorato che Rai Uno possa offrire questo dono per far compagnia agli italiani durante le loro feste solitarie; un racconto spietato e traslato su un piano proiettivo nel quale la famiglia è centrale e il Natale è il momento del bilancio delle nostre esistenze, durante il quale ognuno deve affrontare i chiaroscuri che scolpiscono ogni nucleo familiare».

Il cast, impeccabile e orchestrato alla perfezione, riporta in vita il clima e l’atmosfera che ha scolpito Natale in Casa Cupiello nella memoria collettiva di tutto il pubblico, da quello più semplice a quello dai gusti più intellettuali. In questa nuova versione, indubbiamente il ruolo più “scomodo” spetta a Sergio Castellitto, che si è così calato nei panni di Luca Cupiello il capofamiglia, confrontandosi con l’eredità artistica di Eduardo stesso:

«Mi ritengo abbastanza umile e intelligente da non lanciare sfide a nessuno, per cui non mi sono mai confrontato con Eduardo: è un modello troppo inarrivabile, per me era pari ad una rockstar. Così mi sono limitato a recitare un ruolo, un protagonista straordinario che è un personaggio alla Cechov e l’ho fatto lasciandomi prendere per mano dal regista Edoardo De Angelis che ci ha accompagnato in questa “gioielleria di emozioni”. Il testo, per i conflitti che mostra e la commistione tra umorismo e dramma che ostenta, è un percorso che ogni personaggio segue in questa storia. Non ho mai avuto paura di interpretare Luca Cupiello che è un vecchio, il più adulto di tutti ma che conserva la potenza dell’innocenza e quindi dell’idiota – per dirla alla Dostoevskij. L’innocenza di Luca è pari alla sua potenza: ogni anno realizza un presepe e ricompone i pezzi emotivi e i conflittuali risentimenti di questa famiglia disfunzionale.

Set del film “Natale in casa Cupiello” di Edoardo de Angelis. Nella foto Edoardo de Angelis e Sergio Castellitto. Foto di Elio Di Pace.

La messinscena elaborata da Edoardo è straordinaria: è la prima volta che si fa cinema per la televisione, perché di solito siamo abituati alle trasposizioni teatrali e televisive mentre qui Edoardo ha preso il testo e ne ha rispettato l’archeologia. Ad esempio una novità assoluta che si vede nella nostra versione è la nervosi, la psiche svelata: i nostri personaggi sono più aggressivi e si analizza la loro interiorità. Ed Il cinema è proprio il linguaggio ideale per raccontare questa interiorità.

Natale in Casa Cupiello è un testo scritto da un drammaturgo che era anche attore e ogni sera cambiava tutto in scena: dalle battute ai comportamenti, sono quindi sicuro che Eduardo avrebbe apprezzato il rispetto ma anche il tradimento del suo testo. Dal punto di vista dell’attore, si deve sempre capire di essere un mezzo per raccontare, attraverso la recitazione, una storia ogni volta diversa; mi sono sentito molto amato e protetto da De Angelis sul set e non ho mai avvertito il rischio dei paragoni. Il modo in cui Edoardo ha diretto me e altri attori è stato la vera chiave: non mi sono mai sentito impaurito, sono stato protetto e supportato soprattutto perché mi stavo confrontando con un dialetto non mio che è una vera e propria lingua».

Le parole di Castellitto trovano il loro seguito ideale in quelle di Edoardo De Angelis, che racconta così il proprio viaggio nell’adattamento di un universo complesso come quello di Natale in Casa Cupiello:

«Il nostro è il primo film tratto da un’opera teatrale che ha avuto solo trasposizioni sulle assi del palcoscenico. L’azione scenica è collocata all’inizio degli anni ’50: cercavo un anno emblematico per Napoli, con le ferite della guerra ben visibili fisicamente ma allo stesso tempo già pronto ad ospitare la nascita del ceto medio. Volevo quindi un anno di transizione, che potesse comprendere entrambi questi sentimenti nello stesso fotogramma e che, per certi aspetti, mi ricorda molto il 2020.

Eduardo De Filippo appartiene a me e a tutta l’umanità: è viscerale, un punto di riferimento in termini letterari, e ha rappresentato il mondo così come lo conosciamo attraverso una lingua che ha reinventato come i rapporti umani, trasformando tutto in un paradigma interpretativo soggetto a innumerevoli variazioni sul tema. Per lavorare su Natale in Casa Cupiello dovevamo fare tabula rasa dell’Eduardo attore e lavorare sulle sue parole meravigliose affinché potessero vivere e vibrare con forza e potenza, rigenerate in corpi e volti di uomini nuovi. Ed è stata un’operazione liberatoria perché il vero patrimonio sono i testi, una vera e propria “gioielleria di emozioni” e un tesoro dove più si scava, più emergono materiali preziosi che si possono spendere nel teatro della vita.

Il film, il cinema utilizzato come mezzo, fa esplodere tutto quello che a teatro viene rappresentato in maniera frontale o fuori scena: qui si possono sentire abbracci, fiati, rumore di cocci infranti; si possono vedere i primissimi piani degli attori ed è perfino possibile agire sul linguaggio, sperimentandone le varie possibilità. Eduardo ha costruito una lingua che rappresenta un paradigma: al suo interno è possibile generare nuove battute e nuove linee narrative. Le nostre sono state scritte rispettando le regole di questo paradigma: le abbiamo scritte insieme io e Massimo Gaudioso insieme agli attori, rendendoci conto di quanto questo parole si intersecassero perfettamente con le sonorità composte da Enzo Avitabile per la colonna sonora».

Per concludere nel migliore dei modi la conferenza stampa, arriva la conferma che Natale in Casa Cupiello non resterà un esperimento isolato: Rai Fiction e Picomedia – produttori di questa trasposizione – confermano infatti che sono già al lavoro, insieme a De Angelis e Castellitto, per realizzare altri due adattamenti: il secondo sarà la commedia Non Ti Pago mentre ancora non si hanno notizie certe sulla terza scelta. Con a disposizione un repertorio composto da venticinque opere teatrali firmate da Eduardo De Filippo, la finalità sarebbe quella di presentare al pubblico italiano della rete ammiraglia un appuntamento annuale in occasione delle festività più importanti dell’anno, per trasformare il cinema – e il teatro – in appuntamenti rituali per il grande pubblico.

Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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