venerdì, Marzo 1, 2024
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Napoli Milionaria! il 18 dicembre su Rai 1: “Un’opera sull’avidità umana”

Torna sulla Rai l'appuntamento con le opere di Eduardo De Filippo: questa volta è il turno di Napoli Milionaria!, in onda il 18 dicembre.

La Rai torna ad incontrare la grande tradizione teatrale di Eduardo De Filippo: dopo le (fortunate) esperienze di Natale in Casa Cupiello e Filumena Marturano è la volta di Napoli Milionaria, pièce portata al successo dal drammaturgo nel 1945 e riproposta in un nuovo adattamento televisivo diretto da Luca Miniero e con protagonisti Massimiliano Gallo, Vanessa Scalera, Michele Venitucci, Vincenzo Nemolato e Nunzia Schiano.

Il film tv, prodotto da Picomedia con Rai Fiction, andrà in onda nella prima serata della rete ammiraglia il prossimo 18 dicembre, proponendo questo nuovo appuntamento – il quarto – che rientra nella collection dedicata a De Filippo, insieme al successivo Non ti pago che arriverà, invece, in tv il 2 gennaio.

«Quando questo progetto ci fu proposto durante il Covid ci sembrò, a tutti gli effetti, come un regalo da fare a noi stessi e agli italiani», hanno annunciato i delegati di Picomedia e Rai. «Considerando anche l’importanza dei temi trattati. La guerra, i bombardamenti e la fame sono temi attualissimi e speculari a cosa stiamo vivendo adesso, in un momento in cui ci sono diverse guerre in corso, l’egoismo e la smania di ricchezza offuscano le nostre vite».

Le macerie non solo dei palazzi, ma anche interiori

A fare da mattatori in questa nuova versione, cercando di rilevare l’eredità di Eduardo, sono gli attori Massimiliano Gallo e Vanessa Scalera (vista di recente in Palazzina Laf e che ritroveremo sul grande schermo nel drammatico Dall’alto di una fredda torre), entrambi pronti a tornare insieme in tv dopo il successo della loro versione di un altro grande cult come Filumena Marturano.

«Per me interpretare il protagonista di Napoli Milionaria è un sogno che si realizza», commenta Gallo. «Trovo che sia un testo straordinario e una prova incredibile da affrontare; per certi versi, Filumena è più semplice come drammaturgia perché ha quattro colpi di scena fondamentali che lanciano la storia nei primi minuti. Qui, invece, i personaggi sono immortalati nella loro progressione, nascendo in un modo e finendo in un altro. Napoli milionaria dimostra come in una guerra, le macerie non sono solo quelle dei palazzi ma anche quelle interiori: una realtà che filtra dall’opera di Eduardo, la quale racconta non solo ciò che eravamo ma anche ciò che siamo ancora.

Luca ha fatto un grandissimo lavoro di regia: uscire dal basso, dai vicoli che attraversano la “pancia” di Napoli, non è facile. Ma grazie alla sceneggiatura di Filippo Gili e Massimo Gaudioso è difficile distingue l’originale dalle parti rivisitate che mostrano la vera Napoli “esterna”, raccontandola sotto una veste inedita e mai vista tramite gli occhi del personaggio di Amalia».

Scalera prosegue il discorso avviato da Gallo, raccontando non solo il suo approccio al personaggio ma anche la sua esperienza sul set estivo: «Piccola premessa: quando mi è stato offerto questo ruolo, onestamente… non lo volevo fare, perché in fin dei conti mi era già andata bene una volta con Filumena Marturano! (Ride, NdR) In realtà, in quest’ultima pièce c’era un lavoro più corposo di scene madri, mentre in Napoli Milionaria è stato proprio difficile affrontare fisicamente il personaggio di Amalia. Sul set dovevo urlare, gridare, mentre si soffocava per il caldo ed era pieno agosto. Il mio corpo era provato fisicamente, ma per fortuna le altre scene sono poi andate lisce come l’olio perché, in fondo, era il testo a parlare.

Con Massimiliano ci siamo divertiti, conoscendoci bene e avendo già lavorato insieme altre volte, così abbiamo creato in tandem il mio personaggio; il suo momento più interessante è, senza dubbio, quando si arricchisce con il contrabbando per uscire dal vicolo e vedere il mare per la prima volta, cambiando drasticamente il suo sguardo e il punto di vista. Questo perché quando creo un personaggio mi piace partire dal corpo, cambiandolo e adattandolo in base alla sua psicologia: ad esempio, in questo caso, ho immaginato il movimento che la caratterizza, animato da una frenesia che ne altera perfino la camminata».

Massimiliano Gallo e Vanessa Scalera sul set di Napoli Milionaria! Foto di Sabrina Cirillo

Non più un’opera sulla guerra, ma sull’avidità umana

Il lavoro più difficile, per quanto riguarda un’opera di De Filippo, si annida sempre nell’adattamento e nella capacità di reinterpretare un testo – comunque figlio dei suoi tempi, nonostante la modernità in nuce – senza tradirlo nella sua essenza; un compito complesso che hanno affrontato sia il regista Luca Miniero che i due sceneggiatori Gili e Gaudioso:

«Abbiamo cercato di lavorare molto su una confezione bella sia dal punto di vista fotografico che scenografico», ha raccontato il regista, «prestando attenzione ai dettagli per restituire tutta la povertà della guerra vissuta all’interno del vicolo, nella totale mancanza di tutto. Come location abbiamo scelto un vicolo di Forcella che è rimasto, praticamente, immobile nel tempo, ricevendo tutto il sostegno e la collaborazione da parte della popolazione locale. Questo vicolo – Vico Scassacocchi, dove ha vissuto anche Totò – è il simbolo di una città che sta cambiando in modo rapido, passando da una rappresentazione tipica al dopoguerra fino alla dominazione camorristica di qualche tempo fa.

In questa nostra rivisitazione di Napoli Milionaria, ad esempio, il tema portante non è la guerra – che è comunque centrale e attuale, per fortuna non nella “nostra” Europa più vicina – quanto piuttosto l’avidità, attualizzando in tal modo il racconto. Arricchirsi può portare ad una perdita di valori ma Amalia, la nostra protagonista, è un personaggio moderno che viene giudicato moralmente per il suo comportamento. Per fortuna già nel testo di Eduardo c’erano le istruzioni utili per rendere la drammaturgia contemporanea, raccontandola con modernità senza stravolgerla ma, semplicemente, aggiornandola toccando le corde giuste».

E a queste parole di Miniero fa eco lo sceneggiatore Filippo Gili, che ha così chiosato sul lavoro di adattamento di un capolavoro come Napoli Milionaria: «La commedia evoca molto l’idea dell’esterno, ma come potevamo togliere le quinte? Abbiamo così immaginato tutto ciò che accade nella prossemica teatrale, grazie anche alla capacità dei testi di Eduardo di aggrapparsi ad evocazioni ambientali come, in questo caso, il vicolo. Perché Napoli è il vicolo, è la città, è il sociale. Ad aleggiare sull’intera opera è un senso di tragedia nell’ottica greca del termine, sospesa tra hybris e nemesi, con il personaggio di Gennaro che è saggio, incarnando l’altra parte della natura napoletana, mentre Amalia è la faccia nascosta della Luna che emerge sempre di più con un archetipo grandissimo che avanza: la morte di un figlio».

Guarda il trailer ufficiale di Napoli Milionaria!

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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