Ecco la nostra intervista a parte del cast della serie Sky Original M – Il Figlio del Secolo, tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, in arrivo venerdì 10 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming su NOW.
Reduce da un’accoglienza calorosissima all’81esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove è stata presentata fuori concorso, la serie in otto episodi diretta da Joe Wright (Espiazione, Anna Karenina, L’ora più buia) racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini. A interpretare il Duce uno fra i più apprezzati attori italiani, Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot, Martin Eden, Diabolik), vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento, della Coppa Volpi a Venezia e del prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.
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Accanto a Marinelli nel cast Francesco Russo (Call My Agent – Italia) che interpreta Cesare Rossi; Barbara Chichiarelli (Suburra – La serie, The Good Mothers) nei panni di Margherita Sarfatti; Benedetta Cimatti (The End? L’inferno fuori) in quelli di Donna Rachele; Lorenzo Zurzolo (Baby) è invece Italo Balbo; Gaetano Bruno (Doc – Nelle tue mani) interpreta Giacomo Matteotti; Vincenzo Nemolato (La chimera) interpreta Vittorio Emanuele III.
La sinossi ufficiale di M – Il Figlio del Secolo
M – Il Figlio del Secolo racconta l’ascesa politica di Mussolini e della sua creatura: il fascismo. Prima un movimento, poi un partito che Mussolini conduce fino al vertice del governo italiano per poi sovvertire la democrazia e instaurare la dittatura.
Attraverso un linguaggio contemporaneo – con Mussolini che rompe la quarta parete e si rivolge direttamente a noi per rivelarci i suoi pensieri più inconfessabili e commentare le svolte della Storia – la serie offre un ritratto originale, “pop”, a tratti pregno di umorismo nero, dell’uomo che, pur avendo tradito ideali, persone e istituzioni, pur essendosi macchiato di atti di violenza inaudita, fece innamorare di sé l’Italia intera, diventandone l’incontrastato Duce.

