lunedì, Marzo 4, 2024
HomeIntervisteLo strangolatore di Boston: Keira Knightley e Carrie Coon raccontano le loro...

Lo strangolatore di Boston: Keira Knightley e Carrie Coon raccontano le loro giornaliste pioniere

Il resoconto della global press conference de Lo strangolatore di Boston, thriller true-crime con protagoniste Keira Knightley e Carrie Coon. Da oggi disponibile su Disney+.

Arriva oggi 17 marzo, in esclusiva per l’Italia su Disney+, Lo strangolatore di Boston, thriller true-crime che racconta non solo dei famigerati omicidi del serial killer attivo nella città degli Stati Uniti tra il 1962 e il 1964, ma anche – e soprattutto – la storia delle giornaliste pioniere che hanno raccontato dei suoi efferati crimini attraverso le pagine del quotidiano Boston Record American.

“Avevo sempre sentito parlare dello Strangolatore di Boston, ma non sapevo davvero nulla del caso”, ha dichiarato il regista Matt Ruskin, che ha avuto l’onore di inaugurare la global press conference di presentazione del film. “Poi, diversi anni fa, mi sono appassionato alla storia e ho iniziato a leggere tutto quello che trovavo sul caso. Ho scoperto una fitta rete di omicidi incredibilmente stratificata e di colpi di scena. Quel caso mi ha totalmente rapito, ancora di più quando ho scoperto la storia di Loretta McLaughlin e Jean Cole, le due giornaliste del Boston Record che hanno collegato gli omicidi e hanno iniziato a scriverne. Sono state proprio loro a ribattezzarlo lo Strangolatore di Boston e così ho pensato che raccontare questa storia dalla loro prospettiva fosse davvero interessante”.

Ad interpretare il ruolo di Loretta McLaughlin troviamo Keira Knightley, che ha descritto così i motivi per cui ha deciso di prendere parte a questo film: “Anche io avevo sentito parlare di questa storia, ma in realtà non ne conoscevo i dettagli. Mi ci sono addentrata e appassionata grazie all’incredibile sceneggiatura di Matt. Ho semplicemente pensato che fosse davvero interessante raccontare la storia di questo serial killer dal punto di vista delle giornaliste che hanno indagato su di lui. Dopotutto, la maggior parte della persone non ricorda nemmeno che sono state due donne a svelare tutti i retroscena di questi omicidi, cosa che mi ha spinto ancora di più a voler interpretare la parte di Loretta”.

Nei panni di Jean Cole, invece, troviamo Carrie Coon, che ha posto l’accento proprio sul ruolo fondamentale che queste due giornaliste hanno avuto nella storia vera, ma che di fatto non è mai stato immediatamente associato a quei tragici eventi: “La cosa più scioccante per me è stato proprio vedere come i nomi di questi due giornaliste non siano mai stati collegati al caso. Loro sono state parte integrante della sua risoluzione: hanno costretto i vari dipartimenti di polizia a condividere le informazioni. E questo si ricollega a quanto abbiano dovuto lottare per farsi prendere sul serio nel loro ambiente. Quest’aspetto mi ha profondamente colpito: era come se queste donne non avessero avuto nulla a che fare con la storia. Quindi, avere la possibilità di prendere parte a un film che metteva al centro tutto questo è stato fantastico”.

Keira Knightley e Chris Cooper ne Lo strangolatore di Boston. Foto di Claire Folger. ©2023 20th Century Studios.

Il rischio della spettacolarizzazione

Matt Ruskin – noto per aver diretto Il coraggio di lottare nel 2017 – ha parlato del tipo di ricerche che ha dovuto svolgere prima di immergersi nella stesura dello script, rivelando che c’erano ben poche informazioni sul lavoro di Loretta e Jean in giro e che la maggior parte delle informazioni raccolte sono state il frutto di lunghe conversazioni con una delle figlie della Cole, con la quale è stato messo in contatto da un suo vecchio amico.

Sempre Ruskin ha poi avuto modo di riflettere su quanto il genere true-crime sia tornato particolarmente in voga oggi (soprattutto in America), ma anche su quanto sia fondamentale evitare di cadere vittima della spettacolarizzazione quando si decide di portare sullo schermo un fatto di cronaca nera: “Quando ti convinci a rivisitare eventi orribili come questo, devi trovare un modo nuovo per raccontare tutta quella brutalità. In questo senso, mi sono sentito quasi obbligato a scegliere di portare questa storia di nuovo all’attenzione del pubblico attraverso il punto di vista di Loretta e Jean. Non è mai stata mia intenzione realizzare il classico hard boiled o il classico thriller dal punto di vista dell’assassino. Questo è anche uno dei motivi per cui la violenza nel film non è mai gratuita: quasi tutti gli omicidi che si vedono avvengono fuori dallo schermo”. 

Nel cast de Lo strangolatore di Boston figurano anche due volti estremamente noti del cinema americano, Alessandro Nivola e Chris Cooper, che interpretano rispettivamente il detective Jim Conley – uno dei pochi contrari all’ostracismo da parte della polizia nei confronti del caso – e Jack MacLaine – il direttore del Boston Record che, nonostante lo scetticismo iniziale, alla fine concede a Loretta e Jean l’opportunità di investigare sul killer.

“Ho avuto la fortuna di conoscere Eileen McNamara, una giornalista Premio Pulitzer che ha lavorato al Boston Globe tra gli anni ’70 e ’80”, ha raccontato Cooper (premio Oscar nel 2003 per Il ladro di orchidee). “Loretta è stata una sorta di mentore per Eileen e così abbiamo parlato tanto non solo di quanto la polizia all’epoca mostrasse poco interesse per determinati casi e di quanto fosse propensa all’insabbiamento, ma anche di quanto il mondo del giornalismo fosse terribilmente sprezzante nei confronti delle donne”. 

“Il mio personaggio è arrabbiato perché si rende conto che sono i media che stanno portando alla luce il caso e non il dipartimento di polizia, che non sembra essere interessato a collegare tutti questi omicidi”, ha raccontato invece Nivola (visto lo scorso anno in Amsterdam e Rumore bianco). “Jim diventa ossessionato da questo caso proprio per questo motivo e riconosce nel personaggio di Loretta quella stessa ossessione e quella stesso bisogno di portare alla luce la verità, cosa che invece non succede nel suo ambiente professionale. Lui e Loretta hanno molti punti in comune, nonostante appartengano a due mondi completamente diversi”. 

Keira Knightley e Carrie Coon ne Lo strangolatore di Boston. Foto di Claire Folger. ©2023 20th Century Studios.

Loretta e Jean: un’eredità importante

La parola è poi tornata alle due protagoniste, che hanno avuto modo di riflettere sull’eredità lasciata dal lavoro di Loretta McLaughlin e Jean Cole, ma anche su come la sua rilevanza traspaia all’interno del film.

“Mi piace pensare a questo film come a una canzone d’amore per tutte le giornaliste investigative del mondo”, ha spiegato Keira Knightley. “Sottolinea quanto sia importante permettere alla donne di ricoprire una posizione di potere, specie quando ci sono storie che vengono ignorate dall’establishment maschile. Alla fine sono state proprio due donne a fiutare e riconoscere l’importanza di una storia come questa, mentre i loro colleghi giravano la faccia dall’altra parte. Il film di Matt sottolinea che anche le brave giornaliste possono e devono ricoprire un ruolo chiave nel garantire la sicurezza di una comunità attraverso il loro lavoro”.

“Penso che questo film contenga una storia nella storia, ed entrambe riguardano l’alleanza femminile”, ha spiegato invece Carrie Coon. “C’è la storia più ampia, che riguarda appunto l’impegno di queste due giornaliste per cercare di mettere in guardia le donne di Boston in merito alla minaccia dello strangolatore. Ma c’è anche il rapporto di collaborazione che si instaura tra Loretta e Jean e la possibilità che viene data a queste due donne, visto che all’epoca, sui posti di lavori, era impensabile dare spazio e credibilità a una donna… Figuriamoci a due”. 

Lo strangolatore di Boston è prodotto dai 20th Century Studios e distribuito in esclusiva su Hulu negli Stati Uniti, su Star+ in America Latina e su Star all’interno di Disney+ in Italia. Tra i produttori del film figura anche Ridley Scott.

Guarda il trailer de Lo strangolatore di Boston 

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -