L’Amica Geniale, Stagione 2: un racconto popolare con il respiro di un kolossal televisivo

scritto da: Ludovica Ottaviani

L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome è pronta ad approdare sulla rete ammiraglia in prima serata: la seconda stagione della serie tratta dalla tetralogia letteraria scritta da Elena Ferrante – un vero mistero vivente visto che non si conosce la vera identità della mente brillante che si nasconde dietro questo nome – riporta dalla carta al piccolo schermo i volti delle giovanissime Lila e Lenù/Elena, interpretate dalle giovanissime Gaia Girace e Margherita Mazzucco.

Dietro la macchina da sempre c’è sempre il regista Saverio Costanzo, che ha lavorato sull’adattamento insieme alla stessa Ferrante, a Francesco Piccolo e a Laura Paolucci, realizzando la regia di tutti gli otto episodi che compongono questa nuova stagione eccetto per il numero quattro e cinque, affidati allo sguardo sensibile e autoriale di Alice Rohrwacher.

I due registi, le due giovanissime protagoniste e il resto del cast insieme agli sceneggiatori e ai produttori (Wildside, Rai Fiction, Fremantle e Fandango) hanno presentato il risultato delle loro fatiche alla stampa, ricordando L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome è una co-produzione internazionale con il contributo della HBO e che, prima del debutto su Rai Uno previsto per il prossimo 10 Febbraio, la serie troverà spazio in oltre 300 sale Nexo in esclusiva per tre giorni: il 27, i 28 e il 29 Gennaio (qui tutti i dettagli).

I primi a prendere la parola sono stati i produttori, che hanno ricordato l’importanza di un prodotto simile nel panorama cine-televisivo italiano odierno: «L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome può contare su un linguaggio sofisticato e su una storia ricca e complessa, a tratti inedita per la rete generalista: il prodotto finale è il frutto maturo di un percorso d’internazionalizzazione targato Rai, nato proprio dal connubio tra Rai ed HBO; la serie compete con la migliore serialità internazionale grazie anche alla grande cura nella selezione e in quello che è il lavoro applicato sullo sviluppo e la realizzazione di opere compete competitive sul mercato internazionale, perché è una produzione complessa che sfida anche a livello di budget gli altri prodotti.

La serie prosegue e rilancia il racconto precedente: questo perché il mondo si amplia ma esploriamo nuovo temi e sentimenti; in questa nuova stagione si parla di sesso, del corpo, dell’amore e dei rapporti malsani all’interno della famiglia stessa si vede benissimo chi, con la cultura, riesce ad accedere ad ambiti diversi e chi invece rimane indietro, perché senza la cultura non si riesce a crescere. La serie è un grande racconto popolare raccontato nel migliore dei modi da Saverio Costanzo grazie anche alla presenza delle giovani protagoniste Girace e Mazzucco: quello che vedrete sarà un kolossal televisivo narrato da due grandi autori italiani e internazionali che lavorano, coinvolti in un prodotto che ha un sapore e un gusto cinematografico ma è puramente televisivo.»

Credit: Eduardo Castaldo

Ad aggiungere qualcosa all’affresco delineato dai produttori è lo stesso Saverio Costanzo, regista anche della prima stagione: «Lila ed Elena sono amiche-nemiche immortalate in un grande affresco popolare interpretato attraverso le epoche, passando dai ‘50 ai ’60; diciamo che sono delle amiche-cattive perché arrivano ad odiarsi nonostante il bene che provano reciprocamente.

L’Amica Geniale è un insieme di diversi elementi ed è difficile svilupparne più uno che un altro: nel primo ciclo siamo negli anni ‘50 e l’azione era autenticamente quella degli anni ’50, con le persone che reagivano e si comportavano in quel modo specifico come viene mostrato sul piccolo schermo; si cercava di capire dove fosse posizionato questo rione nel quale si svolgono le avventure delle ragazze, e man mano che si apre l’orizzonte fisico – ad esempio, Lalù vede per la prima volta il mare – e la drammaturgia accelera, aumentando in tal modo gli scambi tra di loro e con il mondo fuori, insieme al desiderio di scoprire qualcosa di completamente diverso.

Anche l’aspetto filmico evolve con la storia italiana e la condizione sociale: se nella prima stagione de L’Amica Geniale (qui la recensione) ci siamo ispirati piuttosto a un racconto dai toni più neorealisti, ingenui, didascalici; un racconto posato e timido, questa seconda stagione sta facendo evolvere cose, fatti ed eventi in un’ottica cinematografica e la presenza di Alice Rohrwacher è un vero regalo perché ha uno sguardo autentico, capace di mettere il proprio punto di vista in un racconto già definito. In questa stagione l’anarchia prende forma in un altro modo attraverso gli episodi 5 e 6 ambientati ad Ischia; ma è un concetto che si riflette nella musica, nelle inquadrature che si strappano fino a confluire in un episodio numero 7 dove ci sono delle presenze del passato, dei “fantasmi” con i primi sussulti di ribellione da parte dei ragazzi che iniziano ad imporsi alle soglie del ’68; nel numero 8 assistiamo a una vera e propria epica del ritorno, una cosa che chi è del Sud ha vissuto di più.

Si torna a una forma originaria anche del racconto, come quando si torna da un mondo altro al proprio mondo: a quel punto, tutto è uguale ma è diverso e le due ragazze protagoniste sono diverse a loro volta, come se si fossero scambiate gli abiti. Per noi era importante la possibilità di restare fedeli al linguaggio TV ma sperimentando con il cinema, e tutto ciò è stato reso possibile solo grazie alla scrittura e alla presenza ectoplasmatica della stessa Elena Ferrante.»

Credit: Eduardo Castaldo

Gli episodi 4 e 5, ambientati fuori dal Rione e sotto il sole di Ischia, sono stati quindi affidati a un altro interessante sguardo “meccanico” che è quello di Alice Rohrwacher, una delle autrici più interessanti del nostro panorama audiovisivo italiano:

«Come ha già accennato Saverio, l’intuizione che abbiamo avuto è stata quella di vedere in due episodi un micro romanzo in sé, ma allo stesso tempo costituiscono una mega frattura nella vita delle giovani protagoniste, quindi rompe la relazione forte anche tra le attrici e il regista che si è creato nella realtà: è stata un’ulteriore grande rottura perché loro sono cresciute nella relazione con Saverio, ma il mio ingresso ha aiutato i due episodi ad essere in continuità con il resto de L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome pur rappresentando un cambiamento che nascerà da dopo Ischia. I modelli importanti di riferimento di solito fanno parte del nostro inconscio ma tutto è venuto direttamente dal libro e dalla ricchezza apportata già in precedenza da Saverio; mi sono ritrovata così a lavorare con dei veri e propri artigiani.

Io ero una semplice spettatrice della serie L’Amica Geniale; Saverio sapeva molto di più dei personaggi, bisognava scoprire tutto su di loro, scoprire ogni cosa e dettaglio e per farlo dovevo prima di tutto ascoltare loro, che conoscevano bene i personaggi, e poi da lì raccontare altri livelli. Lo stile de L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome si evolve insieme all’evoluzione della storia; non c’è stata solo una ricerca estetica ma un grande rispetto degli spettatori e dei personaggi. Nonostante la gioia della nuova interpretazione tutto è stato confrontato con Saverio perché volevo creare con lui una continuità nel racconto tele-filmico, creando uno spazio di libertà che doveva esserci, ma non doveva sembrare allo stesso tempo uno stravolgimento radicale. Il vero cambiamento che attraversa un’epoca è stato fatto all’intento di un lavoro comune tenendo sempre ben presente il rispetto per un’epoca specifica, ovvero gli anni ’60.»

Dopo le giovanissime interpreti Girace e Mazzucco, a cui spetta il compito di affermare come le loro vite siano cambiate dopo la serie, raccontando l’arrivo di nuovi progetti e di una nuova cosapevolezza dettata dalla maturità, l’ultima parola sul nuovo – secondo – ciclo de L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome spetta al team degli autori, che hanno lavorato a stretto contatto con la “presenza” di Elena Ferrante:

«Chi ha letto tutti i romanzi sa che il cammino che fanno tutti i personaggi della serie coinvolge tutti in modo indiscriminato e l’orizzonte si apre in maniera diversa per queste due ragazze: è un cammino che è un lento schiudersi delle vite umane così come di solito si racconta in un romanzo di formazione ottocentesco. Per noi e stata una prova di racconto molto affascinante perché purtroppo spesso nel cinema si tende a semplificare attraverso un attento lavoro di sintesi ma nella serie TV c’è il fascino del racconto lento e graduale, in tal modo seguire negli anni i personaggi diventa una cosa molto seducente.

La prima stagione della serie è stata seguita da tantissime giovani e, parlando della posizione della donna, siamo molto orgogliosi di aver lavorato a questa storia perché si è cercato di cambiare il punto di vista sul significato di “geniale”, sul suo concetto di solito abbinato a un significato maschile: qui invece ad essere “geniali” sono due ragazze e in particolare il loro rapporto d’amicizia quanto gli aspetti legati all’emancipazione; basti pensare ad Elena, ai suoi sforzi per studiare e per cambiare la propria vita, tutti elementi fondamentali nelle storie di tante donne.»

Guarda il trailer della Stagione 2 de L’Amica Geniale

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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