domenica, Ottobre 24, 2021
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Io Sono Babbo Natale, Marco Giallini: “Lavorare con Gigi Proietti è stato un vero onore”

Io Sono Babbo Natale è la nuova commedia di Edoardo Falcone con Marco Giallini e Gigi Proietti, al cinema dal 3 novembre.

Io Sono Babbo Natale è la commedia diretta da Edoardo Falcone (Questione di Karma) che riporta sul grande schermo, per l’ultima volta, la risata inconfondibile e la voce di Gigi Proietti, l’indimenticabile mattatore romano che si è spento lo scorso anno, proprio nel giorno del suo compleanno. E proprio per celebrare questo anniversario la Lucky Red – che distribuisce il film oltre ad averlo prodotto con 3 Marys Entertainment e Rai Cinema – ha deciso di distribuirlo nelle sale dal 3 novembre, a prescindere dall’atmosfera tipicamente natalizia che suggerisce il lungometraggio. Quest’ultimo vede nel cast anche gli attori Marco Giallini, Barbara Ronchi e Daniele Pecci: e proprio i primi due, insieme al regista, hanno presentato la commedia alla stampa in occasione della pre-apertura della sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Una presentazione che si è svolta sulla scia emotiva della presenza di Proietti, pronta ad aleggiare sul resto del cast e sul regista come il fantasma di un dolcissimo ricordo uscito dal Canto di Natale di Charles Dickens; ad avviare l’onda dei ricordi è proprio Marco Giallini, attore che si è ritrovato a condividere il set con uno dei suoi miti assoluti, il mattatore simbolo di quella comicità romana che ha portato sia sul palco che in televisione e poco, purtroppo, nel cinema: un grande rammarico e un dolore che Proietti si portava ancora dentro – secondo il cast e la crew – ma che era riuscito in qualche modo a lenire proprio grazie al ruolo di Babbo Natale nel film di Falcone. Ha detto Giallini:

«Nel nostro lavoro, non volendo si assorbe sempre tutto; così è stato anche con Gigi. Ci si ritrova spesso a crescere con questi miti ai quali si fa riferimento nel corso degli anni, e per me condividere la scena con lui è stato un vero privilegio: poter passare così tanto tempo con una persona così me lo ha fatto vedere quasi come un padre. Sul set si vedeva che Gigi non stava bene fisicamente, che era sofferente ma… quando bisognava girare, la faticava spariva di colpo e sembrava arzillo come un ventenne, con quella risata inconfondibile che sfoderava di quinta, guardandomi. Per me è stato un vero onore».

Edoardo Falcone, regista di Io Sono Babbo Natale, aveva già tutto ben chiaro nella mente fin dalla fase di pre-produzione, mentre stava scrivendo il film: voleva a tutti i costi la coppia di mattatori Proietti-Giallini come protagonisti, scrivendo poi linee di dialogo che non sono cambiate molto nella versione finale. Lo spazio per l’improvvisazione era marginale, perché perfino un professionista come Proietti cercava di restare ligio a ciò che era scritto nel copione, magari aggiungendo delle sfumature da commedia a dei passaggi che Falcone voleva far restare drammatici ad ogni costo; atteggiamento giustificabile, visto che lui stesso ha definito il suo film come “un’opera calda, emotiva, ben lontana dall’idea di film dolciastro che ci si può aspettare per le feste”.

io sono babbo natale
Foto di Maria Marin

In Io Sono Babbo Natale ci sono sicuramente alcuni elementi portanti nella narrazione, aspetti legati soprattutto ai concetti di amicizia e famiglia: in tale ottica il personaggio di Giallini, Ettore, diventa il focus intorno al quale ruotano le situazioni del film, trattandosi di un uomo adulto con un passato travagliato e un presente incerto che è rimasto segnato dal suo passato. Come ha detto Barbara Ronchi:

«Una persona è il portato di ciò che ha vissuto. Ettore è diventato quello che è per via dei suoi genitori, perché da loro non ha avuto quel minimo che viene garantito ad ogni bambino; non c’è mai stata una favola per lui e questo aspetto rende tutto più tenero, dimostrando come si possa diventare delle persone migliori anche avendo solo una persona che crede in noi e nel nostro potenziale, che ci aiuta a diventare chi vogliamo diventare».

Anche le ultime battute della conferenza sono state indirizzate alla memoria di Gigi Proietti, per ricordare la sua partecipazione a Io Sono Babbo Natale come l’ultima della sua lunga carriera che, come detto in precedenza, ha sempre incontrato degli alti e bassi nel rapporto con la settima arte. Sull’argomento, Falcone ha aggiunto:

«Gigi non ha lavorato moltissimo nel cinema e aveva questo rammarico, ma non tanto perché comunque aveva sempre tanto da fare e catalizzava la gente parlando di teatro, con il quale era sempre impegnato. Forse non lavorava al cinema semplicemente perché era lì per giorni interi, addirittura mesi quando si trattava delle tournée. Gigi Proietti aveva uno spirito fanciullesco, era sempre divertente – e divertito – sul set quanto puntuale e disponibile: parlava dei suoi progetti, faceva dei dispetti a tutti ed era sempre entusiasta. Quando eravamo tra un ciak e l’altro doveva sempre simpatizzare con la gente della crew, e so bene che porterò sempre con me la sua umanità. Penso spesso a questo grande mattatore con affetto, perché per me è stato un onore e un privilegio collaborare con lui, assistere anche solo al momento esatto in cui ha letto il mio copione e ha accettato subito di far parte del progetto, con quello slancio di entusiasmo ed umiltà che lo caratterizzavano».

Guarda il trailer ufficiale di Io Sono Babbo Natale

Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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