martedì, Febbraio 10, 2026
HomeIntervisteGomorra - Le origini: Marco D'Amore presenta la serie prequel sul giovane...

Gomorra – Le origini: Marco D’Amore presenta la serie prequel sul giovane Pietro Savastano

Prodotta da Sky Studios e Cattleya e diretta da Marco D'Amore, Gomorra - Le origini esplorerà la vita del giovane Pietro Savastano nella Secondigliano del 1977. Dal 9 gennaio su Sky e NOW.

Gomorra è tornata. A cinque anni dalla conclusione della storia di Ciro Di Marzio (Marco D’Amore) e Genny Savastano (Salvatore Esposito), Sky Studios e Cattleya rientrano nell’universo televisivo basato sul romanzo di Roberto Saviano con una nuova serie, Gomorra – Le origini, incentrata sull’adolescenza di Pietro Savastano. 

La prima stagione è stata presentata a Roma da Nils Hartmann (vicepresidente Sky Studios Italia), Roberto Tozzi (fondatore e direttore creativo di Cattleya), Giuseppe De Bellis (vicepresidente esecutivo di Sky Sport, News ed Entertainment) e dallo stesso Marco D’Amore, che ha supervisionato tutta la lavorazione e diretto quattro dei sei episodi della serie. Insieme a loro anche gli sceneggiatori Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli, il regista degli ultimi due episodi Francesco Ghiaccio e alcuni dei protagonisti: Luca Lubrano (Pietro), Tullia Venezia (Imma), Francesco Pellegrino (Angelo ‘A Sirena), Flavio Furno (‘O Paisano) e Fabiola Balestrieri (Annalisa Magliocca/Scianel).

La sfida di tornare a Secondigliano

“All’inizio ho detto di no”, ricorda Marco D’Amore, che dopo dieci anni davanti e dietro la macchina da presa di Gomorra – La serie – aveva diretto anche L’immortale – non era sicuro di voler prendere parte al progetto. “Sentivo di non avere la capacità di dare ancora qualcosa. Forse nutrivo anche un pregiudizio, il timore di battere una strada che avevamo già percorso ed era stata percorsa bene. Invece sono stato smentito, perché fin dagli albori della scrittura si intuiva un respiro, un profumo, un’intenzione completamente diversa”. 

In effetti, dopo un percorso concluso di cinque stagioni di tale successo, perché tornare in quel mondo? “Dal punto di vista del marketing e industriale è molto facile allungare il brodo e fare qualcosa che ha gli stessi sapori, gli stessi suoni e che ricorda al pubblico quello che gli è tanto piaciuto”, spiega Nils Hartmann. “Ma quando io, Maddalena, Leonardo e Riccardo ci siamo visti abbiamo trovato un’idea che ha convinto tutti e abbiamo preso una direzione diversa. Siamo tornati alle nostre origini lanciando dei giovani talenti emergenti”.

“Di primo acchito l’idea di rimettere le mani su Gomorra ci ha terrorizzato. Però da subito abbiamo sentito che la serie c’era, e il resto, come sempre quando c’è un’idea giusta, viene da sé”, aggiunge Roberto Tozzi, mentre Giuseppe De Bellis rassicura gli spettatori ancora orfani della serie madre: “È un progetto di grande coraggio, che può sicuramente essere un grande riferimento per chi ha amato Gomorra – La Serie, ma può essere anche qualcosa di completamente nuovo per un pubblico che non l’ha vista, che può trovare qualcosa di diverso con cui entrare in connessione, e magari poi ripescare successivamente la serie originale”.

Il cast di Gomorra – Le origini al photocall. Foto di Simona Panzini

Una Napoli diversa ma ancora attuale

Eccoci, dunque, nella Napoli del 1977: “Abbiamo studiato con grande attenzione il contesto, che racconta appunto di una Secondigliano spaccata in due, per cui da una parte ci sono i commerci più fiorenti, c’è una città operaia, operosa, con un certo tipo di industrializzazione, e dall’altra parte c’è invece una zona completamente abbandonata”, racconta D’Amore. 

“Qui ci sono ragazzini alle prese con un risentimento ingiustificabile, che non desiderano per se stessi granché, non sognano i sogni che dovrebbero sognare i bambini. E mi chiedo: a latitudini diverse, i bambini che vedono le proprie città distrutte dalla guerra, che tipo di sentimenti possono nutrire per il futuro? Che tipo di sguardo possono avere sulla vita? E soprattutto, che tipo di uomini diventeranno? Sono le stesse domande che mi sono posto pensando al Pietro adulto”

Gomorra – Le origini. Foto di Marco Ghidelli

La proposta di legge di Fratelli d’Italia

L’incontro è poi virato sulla recente proposta di legge della deputata Maria Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, che vorrebbe estendere l’articolo 416 del codice penale e introdurre il reato di “apologia mafiosa” (con pena fino a tre anni di carcere e 10mila euro di multa), includendo anche prodotti artistici come film e serie televisive. 

“A me piacerebbe avere un luogo dove ci si potesse confrontare con i politici in generale su questi temi”, afferma Tozzi. “I politici hanno scarsissima dimestichezza con il simbolico, nonostante poi vivano di simbolico. Pensano che se la narrazione racconta di persone buone e belle situazioni, la gente diventa migliore. Ma la narrazione dice quello che non si vede, quello che sta sotto. E se non gli si permette di uscire fuori, quello che sta sotto diventa cattivo per davvero. La narrazione del male, la vitalità del negativo, è esattamente questo, è espressione del mondo di sotto”.

“Andreotti”, continua, “era contro il Neorealismo perché diceva che ci faceva fare brutta figura all’estero: oggi una delle poche cose per cui l’Italia è conosciuta nel mondo è il Neorealismo, mentre nessuno si ricorda Andreotti. Questo strano meccanismo profondo dell’umano ai politici è ignoto, e io vorrei tanto riuscire a spiegargli che è proprio Gomorra che porta l’immagine del Paese. Quanto al progetto di legge, quello è anticostituzionale, per cui non c’è pericolo”.

“Abbiamo sempre fatto quello che ritenevamo giusto dal punto di vista dell’editoria. L’abbiamo fatto con la prima Gomorra, dove già ci sono state polemiche, lo abbiamo fatto con M – Il figlio del secolo e lo abbiamo rifatto adesso”, gli fa eco Hartmann, che ha anche confermato la produzione della seconda e terza stagione: “Le stiamo scrivendo”

D’Amore, infine, conclude con ironia: “Sono assolutamente d’accordo con Riccardo, e stimo profondamente la sua volontà di questo incontro per interloquire. Io non ce la farei, perché è divertente interloquire, a certi livelli, con chi ha la tua preparazione. Io ho studiato tutta la vita e nel momento in cui dovessi parlare di certi temi con qualcuno, preferirei scegliere altri interlocutori, sinceramente. Il nostro è un Paese che ha un debito pubblico importante, e visto che le pene non sono solo pecuniarie ma anche detentive, dovranno allargare parecchio le patrie galere per farci stare parecchi di noi. Ovviamente i detenuti pesano sulla spesa pubblica, quindi non gli conviene”.

La prima stagione di Gomorra – Le origini sarà disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW dal 9 gennaio.  

Guarda il trailer ufficiale di Gomorra – Le origini

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -