Ewan McGregor debutta alla regia. Lo straordinario interprete di Mark Renton in Trainspotting e del giovane Obi-Wan Kenobi nella trilogia prequel di Star Wars, ha scelto la trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Philip Roth, dal titolo American Pastoral, per il suo debutto dietro la macchina da presa.
L’attore scozzese è arrivato questa mattina a Roma per presentare alla stampa italiana la sua prima fatica da regista, accompagnato dalla straordinaria Jennifer Connelly, co-protagonista del film al suo fianco.
L’incontro si è naturalmente aperto con una riflessione di McGregor su questa nuova esperienza cinematografica, che lo ha messo decisamente a dura prova. L’attore ha spiegato: “Dirigere è stata un’esperienza completamente nuova per me. Naturalmente, da attore, mi sono sentito molto a mio agio nella direzione degli stessi. E poi, ho imparato tantissime cose che prima, stando solo davanti la macchina da presa, ignoravo completamente… come si organizza una scena, tutte le difficoltà di produzione. Devo ammettere che la regia mi ha fatto crescere. Mi sento molto più maturo adesso.”
American Pastoral è la storia di Seymour Levov (McGregor), detto “Lo Svedese”, un uomo che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, carriera, soldi, una moglie ex Miss New Jersey (Connelly) e una bambina a lungo desiderata, ma il cui mondo pian piano va in pezzi quando la figlia ormai adolescente (interpretata da Dakota Fanning) compie un attacco terroristico che provoca una vittima.
A proposito del personaggio di Seymour, Ewan McGregor ha dichiarato: “Il mestiere dell’attore attinge fortmente dalla vita reale, e quando non può chiama in causa l’immaginazione. È chiaro: se devi interpretare un serial killer, fai ricorso all’immaginazione; ma se devi interpretare un padre e hai la fortuna di esserlo, è chiaro che il tuo punto di riferimento è la tua stessa vita personale.”
Jennifer Connelly ha invece così parlato della sua Dawn: “È un personaggio molto lontano da me, sia come donna che come madre. Provo compassione per lei e devo ammettere di essermi molto spesso commossa sul set, specie quando dovevo affrontare il rapporto con sua figlia e, ovviamente, con suo marito. Ad ogni modo è questo l’aspetto che amo di più del mio lavoro: avere la possibilità di interpretare figure femminili molto lontane da me.”
L’attrice, premio Oscar nel 2002 per A Beautiful Mind di Ron Howard, è molto amata in Italia soprattutto per i ruoli di Jennifer Corvino nell’horror Phenomena di Dario Argento e per quello di Sarah nel fantasy Labyrinth. Parlando proprio del piccolo cult del 1986 diretto da Jim Henson (che quest’anno compie 30 anni), la Connelly ha ricordato l’intramontabile David Bowie, sua co-star nel film, scomparso all’inizio del 2016:
“Ero molto nervosa all’idea di lavorare con David, specie perché sapevo che avremmo dovuto ballare insieme. Inoltre, quel vestito così grande e ingombrante mi faceva sentire davvero ridicola. Lui comunque è stato davvero dolce e gentile con me. Mi ha messa subito a mio agio. Tutti lo conosciamo per la sua incredibile arte, ma il mio ricordo sarà per sempre legato alla quella bellissima esperienza.”
L’attenzione si sposta nuovamente su McGregor e sul film. All’attore viene chiesto quali sono i registi con i quali ha lavorato che più hanno influenzato questa sua prima opera dietro la macchina da presa. Queste le sue parole: “Ho lavorato con regista davvero incredibili. Credo davvero di aver lavorato con alcuni dei più grandi registi del mondo. Quando è così, hai sicuramente la possibilità di studiare diversi modi di approcciarsi alla regia. La cosa più importante che ho imparato, però, è che non esiste un solo modo giusto di dirigere un film, ma soltanto modo differenti, dove alcune scelte di rivelano migliori di altre. Se dovessi scegliere un regista che ha profondamente segnato il mio destino e influenzato il mio modo di vivere e concepire questo mestiere, sicuramente scegliere Danny Boyle.”
Perchè proprio American Pastoral come debutto alla regia? Ewan ha spiegato: “Trovo che sia un romanzo straordinario. Quando ho letto la sceneggiatura mi sono commosso fino alle lacrime, e non è una cosa che mi capita spesso. Credo che l’elemento che mi abbia colpito più di tutti sia stato l’attaccamento di questo padre a sua figlia. Essendo padre di quattro bambine era anche inevitabile…”
American Pastoral arriverà nelle sale italiane il 20 ottobre 2016 distribuito da Eagle Pictures.


