Dopo il grande successo di pubblico e critica di Settembre (premio alla miglior regia esordiente sia ai David di Donatello che ai Nastri d’argento), Giulia Steigerwalt torna finalmente dietro la macchina da presa con Diva Futura, ispirato alle vicende legate all’omonima agenzia italiana di casting e produzione specializzata in pornografia.
Fondata nel 1983 da Riccardo Schicchi, l’agenzia “Diva Futura” ha rivoluzionato la cultura di massa trasformando l’utopia hippie dell’amore libero in un nuovo fenomeno: il porno. Sotto la guida del regista e imprenditore, tante “ragazze “della porta accanto” come Ilona Staller, Moana Pozzi e Eva Henger diventarono all’improvviso dive di fama mondiale ed entrano nelle case di milioni di italiani grazie al boom delle televisioni private e del mercato delle VHS. Fu allora che venne coniata l’espressione “pornostar”, segnando di fatto l’inizio di una nuova era.
Diva Futura… un racconto corale
«Il motivo per cui ho voluto raccontare questa storia sono le vicende umane, divertenti ed emozionanti insieme, in cui mi sono imbattuta durante la lavorazione e che mi hanno estremamente sorpreso», ha spiegato la regista – che del film è anche sceneggiatrice – in occasione della presentazione del film alla stampa. «Riccardo Schicchi voleva sublimare, innalzare la donna, e mai mortificarla. Aveva una visione poetica dell’universo femminile. Questo è un film ambientato nel mondo della pornografia, ma il focus sono sempre state le storie personali, così come i sentimenti e i traumi che hanno caratterizzato le vite di questi personaggi».
«Quando ho letto il romanzo, mi sono ritrovata di fronte ad un caleidoscopio di storie», aggiunge Steigerwalt in riferimento alla coralità del racconto. «Erano tanti personaggi, ognuno con una storia molto interessante e coinvolgente a livello personale. Ho avuto la fortuna di approfondirle grazie all’incontro con i veri personaggi che mi hanno raccontato anche tutta la parte privata, quella che si è sempre vista di meno».

Diva Futura è tratto dal romanzo “Non dite alla mamma che faccio la segretaria” di Debora Attanasio, nota per essere stata la segretaria di Riccardo Schicchi. Ad interpretarla, nel film, troviamo Barbara Ronchi, che torna ad essere diretta da Giulia Steigerwalt dopo il succitato Settembre.
È proprio attraverso lo sguardo di Debora che viene raccontata l’avventura della grande “famiglia” di “Diva Futura”. «Debora è un po’ il nostro occhio su quegli anni», dichiara Ronchi. «Durante il suo lavoro a Diva Futura ha tenuto un diario che è poi diventato un libro. Non è stata una delle protagoniste della storia vera, non è stata una di queste dive che abbiamo ammirato, amato, anche giudicato… però è stata vicina a tutte loro. È stata testimone di quello che hanno vissuto e di quelle che sono state le loro emozioni nel profondo. Quello di cui è stata testimone Debora è stato un sogno: quello dell’amore libero e di un erotismo libero, in cui la donna era davvero centrale nel piacere».
«Il piacere di queste dive è stato messo al di sopra di tutto e credo che ciò rappresenti un potente messaggio in termini di femminismo», aggiunge l’attrice. «Al tempo stesso, però, la loro parabola è stata anche molto triste, perché se dentro l’agenzia di Schicchi erano considerate delle dive, delle stelle, fuori l’agenzia, nel mondo esterno, erano anche derise e veniva dato loro un limite, come se non potessero essere di più di ciò che rappresentavano. Ancora oggi Debora ricorda quegli anni come i più belli e i più divertenti della sua vita».
Pietro Castellitto è Riccardo Schicchi
A vestire i panni di Riccardo Schicchi troviamo invece Pietro Castellitto, che aveva il compito di raccontare con istinto quella follia fanciullesca e quell’ingenua scaltrezza che hanno sempre contraddistinto il carattere e la visione del regista e imprenditore.
«Per me era fondamentale mettere in scena l’essenza di Riccardo», ha spiegato l’attore. «Era un uomo pieno di vita che ha sempre avuto tantissime idee e che al tempo stesso si poneva anche tantissime domande. E il mondo che ha creato era abitato soprattutto da quelle domande che si faceva. All’inizio la sua era una visione guidata dal concetto di intimità e condivisa dalle persone che la pensavano come lui. La rivoluzione che ha compiuto è stata dettata da una necessità, non c’era dietro alcuna ideologia. Quella di Riccardo è la storia di un uomo che si è divertito e che ha fatto quello che voleva fare».

Le icone intramontabili di Diva Futura
Prendono la parola le attrici che hanno dato voce e corpo alle icone intramontabili dell’agenzia di Schicchi. Denise Capezza interpreta Moana Pozzi: «L’obiettivo del film di Giulia è quello di andare al di là dell’immagine pubblica di questi personaggi, al di là dell’immagine meramente ammiccante. Interpretare Moana è stato molto complesso. Si trattava di interpretare un mistero. È stato molto più semplice entrare in contatto con la Moana pubblica che immaginarla nella vita di tutti i giorni, nei suoi rapporti quotidiani. Anche nei momenti di estrema fragilità, di struggente malinconia, era tale il pudore nei sentimenti – pudore che invece non aveva nel mostrare il suo corpo – che Moana non si svelava mai veramente. Per me era importante ricreare la malinconia e la solitudine di questa donna, ma anche il dolore di non essere presa sul serio e al tempo stesso l’ingenuità di poterci riuscire. Ad oggi è stata la prova più complessa per me».
Lidija Kordić è Ilona Staller: «L’aspetto più interessante è stato scoprire Ilona al di là di Cicciolina. Nell’immaginario collettivo questa donna era una specie di fata. Quello che ho cercato di fare è stato andare alla scoperta delle emozioni che tendeva a nascondere. È stato un processo molto interessante. Agli occhi degli altri Diva Futura era una specie di grande favola, ma la verità è che era un mondo fatto di persone che erano semplicemente degli esseri umani». Tesa Litvan è Eva Henger: «La cosa che non mi aspettato è stato il legame che si creato con la vera Eva. Ho parlato tantissimo con lei, ho trovato una donna estremamente generosa. Ciò che mi interessava rappresentare più di ogni altra cosa era l’ammirazione e lo stupore che Eva nutriva nei confronti di questo mondo – al di là dei successivi rimpianti – e questo costante senso di amore che provava verso chi le stava intorno. È stata un’esperienza molto emozionante.».
Diva Futura è stato presentato in anteprima mondiale, in Concorso, all’81esima edizione dela Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film, prodotto da Matteo Rovere, uscirà nelle sale il 6 febbraio distribuito da PiperFilm.


