A sette anni dalla fine della celebre serie Netflix, il Diavolo di Hell’s Kitchen si appresta a tornare sui nostri schermi nella nuova Daredevil: Rinascita, disponibile in streaming su Disney+ a partire dal 5 marzo alle 3:00 del mattino (ora italiana), data in cui verranno rilasciati i primi due episodi.
In occasione dell’imminente arrivo della prima avventura da protagonista nell’MCU dell’alter ego dell’avvocato cieco Matt Murdock, si è tenuta la rituale global press conference, dove gli attori Charlie Cox e Vincent D’Onofrio, insieme ad alcuni membri del team creativo dietro allo show, hanno avuto occasione di fornirci qualche gustosa anticipazione. Un interessante racconto del dietro alle quinte, attraverso le parole degli interpreti del vigilante e della sua mortale nemesi Kingpin, pronti a titillare le aspettative dei fan del supereroe creato da Stan Lee e Bill Everett.

Qualcosa è cambiato per Daredevil e Kingpin
Come abbiamo accennato, è passato diverso tempo dalla fine della terza stagione della serie precedente, uscita nell’ormai lontano 2018. Com’è cambiato Daredevil in questo suo ritorno sulle scene? Ha pensato ad aggiornarci sullo status del nostro eroe lo stesso Charlie Cox: «È difficile parlarne senza fare spoiler. Diciamo che Matt all’inizio della serie subisce un trauma. Questo lo porta a dovere ripensare la sua identità in modo radicale, un processo molto più profondo di tutto quello che abbiamo visto in precedenza. Il suo percorso non sarà facile, si potrebbe paragonare a un cerotto che viene strappato lentamente e in modo doloroso. Ai fan della serie originale, dico solo che quello che si ritroveranno di fronte è lo stesso Matt Murdock, influenzato da tutte le sue precedenti esperienze».
Nessun grande eroe sarebbe tale senza un nemico all’altezza. Ruolo portato avanti egregiamente da Wilson Fisk/Kingpin, insidioso villain che ha instaurato un rapporto quasi simbiotico con il suo avversario mascherato. Della dinamica fra i due e di cosa li accomuna ci ha parlato Vincent D’Onofrio: «Stiamo entrambi cercando di vivere alla luce del sole, abbiamo questo in comune. Siamo uomini spezzati. La metafora dei vampiri, che cercano di vivere alla luce del sole, penso che renda l’idea delle difficoltà che stanno affrontando entrambi i personaggi. Lui è impegnato con questa cosa, mentre io porto avanti i miei piani. Ognuno dei due ha i suoi problemi, ottima scusa per tenerci separati per gran parte dello show. Non ci puoi mettere insieme nella stessa scena troppo spesso, la cosa perderebbe d’impatto. È fantastico per la storia perché quando succede è davvero significativo. I nostri incontri sono sempre all’inizio o alla fine di qualcosa di importante».

Il ritorno delle elaborate e violente scene d’azione
Le elaborate sequenze d’azione sono sicuramente fra i marchi di fabbrica della vecchia serie di Daredevil, elemento che Daredevil: Rinascita ha cercato di eguagliare, come affermano le parole della produttrice esecutiva Sana Amanat: «Come fan della serie originale, è stata la prima cosa a cui ho pensato: dobbiamo fare in modo che l’azione sia al livello di quella nel vecchio show. Sarebbe fantastico se riuscissimo a eguagliare quegli standard. E inoltre, adoro vedere come questi due (Cox e D’Onofrio, NdR) si trasformano durante le scene action. Penso che tutti noi apprezziamo una buona dose d’azione scalciaculi. Abbiamo riportato a bordo Phil Silvera, lo stunt coordinator del vecchio show e nostro regista di seconda unità. Gli ho dato un sacco di note, tipo “ooh! Amo quei calci rotanti! Abbiamo bisogno di più calci rotanti.” È un termine tecnico (risate, NdR). Spero che le persone apprezzeranno il nostro duro lavoro su questa stagione, il loro duro lavoro. E se anche voi vi divertirete tanto quanto noi, ne saremo davvero felici».
Ma le scene d’azione del vecchio Daredevil, oltre che per la loro complessa messa in scena, sono note anche per la loro ragguardevole dose di violenza. Un aspetto su cui ha commentato un altro dei produttori esecutivi dietro a Daredevil: Rinascita, Brad Winderbaum: «Quando abbiamo fatto l’incredibile decisione di resuscitare la serie, non sapevamo ancora quanto avremmo potuto spingerci in là. All’inizio abbiamo pensato di adottare un approccio più leggero, ma poi abbiamo cominciato a osare sempre di più. Più guardavamo il materiale, più capivamo che dovevamo azzardare di più con la violenza, sia per soddisfare le attese dei fan che le nostre stesse aspettative, francamente. Parte della visione di Dario (Scardapane, lo showrunner, NdR) è quella di osare il più possibile. Non abbiamo mai raggiunto il punto di rottura. Abbiamo portato sullo schermo tutto quello che ci eravamo prefissati, per offrirvi l’impatto drammatico più potente che potevamo ottenere».

Catturare lo spirito di New York
Altro elemento importantissimo della mitologia del vigilante mascherato, oltre ai suoi nemici e comprimari, è la città di New York, setting principale delle avventure del Diavolo custode. Ha parlato dell’importanza di questa location e di come è stata approcciata nel portarla sullo schermo il regista Justin Benson, che ha co-diretto diversi episodi con il suo compagno Aaron Moorhead (Moon Knight, Loki): «Quando siamo stati chiamati per il lavoro, una delle cose che ci sono state chieste era quella di riuscire a tradurre sullo schermo lo spirito di New York City. Noi non siamo newyorchesi d’origine, ma amiamo New York e abbiamo, ora come ora, trascorso un sacco di tempo qui. Abbiamo questi amici che sono documentaristi, chiamati Sean e Cass, della Very Ape Productions. Li abbiamo chiamati per aiutarci a capire quale sia la vera essenza di New York. Loro sono newyorchesi, quindi capiscono e conoscono bene le persone e le strade della città. Non solo, ci hanno aiutati a catturare lo spirito di New York anche realizzando un documentario da utilizzare dentro la serie. Un finto documentario dove ai passanti per la strada viene chiesto cosa pensino sulle faccende riguardanti i vigilanti e Fisk. Un modo originale per restituire l’atmosfera di questa città».
Durante la chiusura della conferenza stampa, Vincent D’Onofrio ha ripreso la parola augurandosi un’accoglienza positiva da parte dei fan di Daredevil: Rinascita: «Spero solo che siano entusiasti della serie, tanto quanto lo siamo noi stessi. Solo quello. Che si divertano. Che siano felici di seguirla fino alla fine, perché tutti noi abbiamo lavorato davvero duramente su questa produzione, sempre cercando di accontentare le loro aspettative. Quindi, le mie speranze sono che se la godano davvero».


