Blade Runner 2049: Denis Villeneuve e l’attrice Sylvia Hoeks a Roma

scritto da: Gabriele Landrini

Il cineasta canadese Denis Villeneuve e l’attrice olandese Sylvia Hoeks hanno presentato oggi a Roma Blade Runner 2049, attesissimo sequel della pellicola del 1982 diretta da Ridley Scott.

È stato soprattutto il regista di Arrival a raccontare le proprie impressioni sul film, anticipando fin da subito alcuni dettagli su questo nuovo universo distopico: “Sarà un mondo diverso rispetto a quello rappresentato nel primo Blade Runner. In passato, c’era una visione bella e potente della città, oltre che negativa e decadente. Ora invece si mostra come tale scintilla di positività sia invece sfociata in un incubo: il clima è infatti mutato e ha costretto la popolazione a proteggersi con un muro che argina l’oceano. Inoltre, per evitare di focalizzare la trama sull’utilizzo di internet, abbiamo immaginato un enorme blackout che ha portato all’eliminazione di tutti i dati digitali,  costringendo anche il protagonista a sporcarsi le mani durante le indagini.

Villeneuve si è proprio soffermato su Ryan Gosling, chiamato a vestire i panni dell’agente K, l’eroe malinconico di questo secondo capitolo: “Ridley Scott ha subito pensato a lui come protagonista e io, finita la sceneggiatura, ho capito che sarebbe stato fantastico. Ryan non aveva mai fatto blockbusters di tale portata, ma quando ha letto lo script se ne è innamorato e ha accettato il rischio. Il suo ruolo si rifà naturalmente a quello del Rick Deckard di Harrison Ford, ma sotto certi aspetti è più complesso, perché si fa carico di una personalità aperta a tematiche esistenziali, che però non voglio anticipare.”

Denis Villeneuve su Ryan Gosling: “Ridley Scott ha subito pensato a lui come protagonista e io, finita la sceneggiatura, ho capito che sarebbe stato fantastico.”

Oltre all’innata bravura, il regista ha scelto Gosling anche per il carisma: “Amo gli attori che non fanno gli attori, ovvero quelli che sono il personaggio che incarnano, proprio come Ryan: lui appartiene indubbiamente all’universo futuristico messo in scena.

Il regista ha anche parlato delle accortezze estetiche del lungometraggio, soprattutto rispetto al capolavoro di Ridley Scott: “Come tutti sappiamo il primo film è entrato nella storia del cinema anche grazie all’innovativa resa formale, all’utilizzo particolare della luce e alla creazione di atmosfere cupe e fumose. Abbiamo voluto proporre qualche analogia con tutto questo, riproducendo lo stesso quartiere di Los Angeles. Il cambiamento climatico ci ha tuttavia permesso di introdurre delle differenze, come la neve causata dal freddo…

Blade Runner 2049 non ha quindi solo momenti cupi, ma ha sequenze giocate sui toni del bianco e dell’argento. L’inverno è stato il centro focale per i colori e le sfumature. Importante è stato anche il giallo: il suo utilizzo ha rappresentato una sfida per il direttore della fotografia, ma volevo inserirlo perché per me simboleggia l’infanzia e, nella narrazione, nasconde un fil rouge.

blade runner 2049

Blade Runner 2049: Denis Villeneuve e Sylvia Hoeks presentano il film

Villeneuve ha poi puntualizzato come le riprese si siano svolte su set reali, riducendo al minimo l’impronta digitale del CGI: “Ovviamente, quando si fa un lavoro futuristico, il CGI è necessario. Io però ho voluto costruire tutti i set, non lavorando solo con il green screen. Ho avuto il privilegio di attingere ad un budget copioso, che mi ha permesso di avere materialmente location e automobili. Per questo sono naturalmente grato alla produzione, perché è stato come un ritorno alle origini del cinema. Tale scelta è piaciuta molto anche agli attori, che hanno potuto concentrarsi meglio sulle emozioni, apparendo liberi, reali e naturali. Il GCI è stato utilizzato principalmente per gli sfondi, grazie all’apporto di moltissimi artisti.

L’autore ha inoltre raccontato il suo amore per la pellicola originale, accennando anche al suo legame con il genere della fantascienza: “Blade Runner è stato un film fondamentale per me. L’idea di diventare regista è nata proprio da quest’opera. Non ho accettato il sequel a cuor leggero, ci sono volute settimane, se non addirittura mesi, prima di esserne convinto…

…Ho detto di sì sapendo che sarebbe stato fondamentale avere il controllo assoluto della produzione, preparandomi in ogni caso a qualsiasi tipo di accoglienza, perché facendo il seguito di un capolavoro sono pochissime le possibilità di successo. Con un po’ di arroganza, credo tuttavia sia il mio miglior film. […] Inoltre la scelta è anche partita dall’interesse, oltre che per il cinema, per la fantascienza in generale, soprattutto quella letteraria di Asimov e Verne ma anche quella delle graphic novels contemporanee.

Denis Villeneuve: “Blade Runner è stato un film fondamentale per me. L’idea di diventare regista è nata proprio da quest’opera.”

La giovane Sylvia Hoeks – attrice scelta per interpretare Luv, l’assistente di Wallace (Jared Leto) – ha preso meno frequentemente la parola, dicendosi entusiasta della possibilità di partecipare ad un film di tale portata: “Il lungometraggio originale ha avuto su di me un enorme impatto; lo vidi con i miei genitori e mia sorella. Dopo la proiezione ero molto angosciata e continuavo a pensare: ‘E se succedesse veramente?’. Al provino e sul set questo senso di terrore è rispuntato, ma credo sia stato positivo per la mia interpretazione.” La diva ha infine sottolineato come abbia lavorato con piacere con Leto e, soprattutto, con Robin Wright, con cui ha condiviso “una scena molto intensa”.

Blade Runner 2049 arriverà nelle sale italiane il 5 ottobre grazie a Warner Bros. Pictures.

blade runner 2049

Gabriele Landrini

Redattore | Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)


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