HomeFilm più AttesiT2 Trainspotting: il ritorno di Renton, Spud, Begbie e Sick Boy

T2 Trainspotting: il ritorno di Renton, Spud, Begbie e Sick Boy

Arriva finalmente nelle sale italiane T2 Trainspotting, attesissimo sequel di Trainspotting, probabilmente il primo, e forse unico tentativo riuscito per il cinema britannico, di rispondere a film come Quei Bravi Ragazzi o Pulp Fiction. “Scegliete la vita. Scegliete un posto di lavoro. Scegliete una carriera… Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina”.

Anche se non avete visto Trainspotting, sarete a conoscenza della straordinaria apertura del capolavoro di Danny Boyle del 1996. Il monologo di Ewan McGregor, mentre corre per le strade di Edimburgo, con Lust For Life di Iggy Pop: parole semplici che nascondono una dura verità, a cui un’intera generazione si è aggrappata.

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Trainspotting è il manifesto cinematografico degli anni ’90. I ragazzi lo hanno visto al cinema, hanno comprato le VHS, lo hanno portato a scuola durante le occupazioni o le autogestioni. È un ideale di ribellione giovanile. Guardando il film ancora una volta, però, ci rendiamo subito conto che è molto più di una sequenza di apertura facilmente citabile. Molto più di un mantello protettivo di una controcultura per le classi medie.

È fresco, divertente, ma profondamente tragico. Seducente, ma debolmente terrificante. Come se non bastasse, ha anche la più bella colonna sonora degli ultimi 20 anni. Un film potente, impregnato di violenza, orrore e droga, tratto dall’omonimo romanzo di Irvine Welsh e sceneggiato da John Hodge, che riesce a portare sullo schermo il pessimismo sociale tipico di quegli anni.

Ambientato in una zona suburbana di Edimburgo, Trainspotting racconta la storia del tossico Renton (Ewan McGregor)  e della sua banda di amici: Spud (Ewen Bremner), Begbie (Robert Carlyle), Sick Boy (Jonny Lee Miller) e Tommy (Kevin McKidd). Drogati, alcolisti, ladri: i tipici personaggi che ogni genitore prega che il figlio non abbia mai come amici. Nonostante questo, o forse proprio per questo, non si può fare a meno di amarli.

Trainspotting è il coraggio di raccontare con umorismo e leggerezza il tema della tossicodipendenza, senza mai ignorare lo squallore e la devastazione che inevitabilmente l’accompagna. Dall’uscita del film ad oggi, probabilmente, quasi tutti gli adolescenti hanno avuto il poster sulle pareti con cui dichiaravano l’intenzione di sfidare le aspettative della società. La maggior parte di noi, però, ha scelto la vita e tutto ciò che comporta: la carriera, la famiglia, i figli, le rate del mutuo. Trainspotting è diventato un glorioso ricordo di ciò che abbiamo perso, ma è anche una garanzia che la scelta di “omologarci” è libera e consapevole.

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Come uno specchio che riflette quello che siamo diventati, arriva nelle sale T2 Trainspotting, sempre ispirato da un romanzo di Welsh, “Porno“, anche se la pellicola vive di vita propria e saranno ripresi solo alcuni episodi. Alla sceneggiatura ancora una volta da John Hodge.

Danny Boyle riporta sullo schermo i quattro protagonisti del film originale: Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremner. Dopo 20 anni dalla sua partenza, Mark Renton torna in Scozia per fare ammenda con i suoi amici, Daniel “Spud” Murphy e Simon “Sick Boy” Williamson, e cercando di evitare lo psicopatico Francis “Franco” Begbie, che è stato recentemente rilasciato dalla prigione.

Appena dopo l’uscita di “Porno” nel 2002, Boyle ha cominciato a pensare all’adattamento, ma il cammino produttivo è stato lungo. Le prime parole sulla concreta possibilità di un seguito il regista le ha pronunciate nel 2009, ma stava lavorando alla sceneggiatura tra un progetto e l’altro. L’ufficialità è arrivata il 7 settembre 2015: l’idea iniziale era di farlo uscire nel 2016, a 20 anni dal primo. Purtroppo non ci sono riusciti e le riprese sono iniziate a marzo del 2016 a Edimburgo.

Trascorsi vent’anni, anche per gli attori è stato un ritrovarsi: “Ci eravamo persi di vista, sparsi per il mondo. Ewan non lo vedevo dal ’96“, ha raccontato Robert Carlyle. “Ho saputo del sequel dieci anni fa. Boyle mi mandò una cartolina con scritto: T2… vedrai che lo faremo“, ha ricordato Jonny Lee Miller.

Per Ewan McGregor la faccenda era più complicata a causa del litigio col mentore Boyle. I due hanno lavorato insieme anche in Piccoli Omicidi fra Amici del 1994 e Un Vita Esagerata del 1997. Poi il fattaccio: l’idea di portare sullo schermo il romanzo “The Beach” scritto da Alex Garland è di McGregor. Lo propone a Boyle, ma la produzione sceglie come attore protagonista Leonardo DiCaprio senza consultare il regista, che aveva già promesso il ruolo a McGregor. I media enfatizzano la situazione e da lì in poi i due non hanno più lavorato insieme, fino a T2 Trainspotting: “Che peccato aver perso tanti anni e che meraviglia aver ritrovato Danny”, ha detto Ewan McGregor in una recente intervista.

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In precedenza abbiamo già detto di quanto sia straordinario l’inizio di Trainspotting, con la canzone di Iggy Pop, Lust for Life. Ebbene, nel sequel la canzone ci sarà, nella versione remix dei Prodigy (un vero capolavoro), assieme a (White Man) In Hammersmith Palais dei Clash. A chiudere Slow Slippy degli Underworld, con il titolo simile a Born Slippy del primo film. Durante la pellicola si alternano dei veri e propri classici del periodo in cui la storia di svolge: Relax dei Frankie Goes to Hollywood e poi ancora band storiche come Queen e Blondie. Altri gruppi più attuali presenti nella soundtrack sono High Contrast, Wolf Alice e Young Fathers.

L’attesa per questo film è veramente alta. I sentimenti più disparati si snodano intorno a questo sequel, un misto di eccitazione e paura. L’eccitazione e la felicità come per l’arrivo di un vecchio amico che non vedi da tempo; la paura che questi venti anni si riflettano sulla nostra pelle, come il poster del film staccato dal muro e infilato in un cassetto, così come i nostri sogni di adolescente riposti nell’angolo più recondito di noi stessi.

Lucia Lorenzini
Lucia Lorenzini
Dipendente da cinema e serie tv fin da quando ha iniziato a usare il telecomando | Film del cuore: Casablanca | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Luke, sono tuo padre" (Star Wars Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora)

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