Hereditary – Le Radici del Male: qualcosa di oscuro si insinua nel cinema

scritto da: Ludovica Ottaviani

Hereditary (in Italia accompagnato dall’emblematica frase Le Radici del Male) è il film horror sicuramente più atteso della stagione estiva, soprattutto da chi non ha avuto la fortuna di vederlo in anteprima lo scorso gennaio in occasione del Sundance Film Festival nella sezione Midnight.

Categoria emblematica, l’unica nella quale collocare questo film del terrore atipico, opera prima scritta e diretta da Ari Aster, regista che si era già fatto notare nel circuito festivaliero con i suoi precedenti cortometraggi The Strange Things About The Johnson e Munchausen, entrambi visibili sul sito ufficiale del cineasta e accomunati da un fil rouge che li lega anche ad Hereditary: dei torbidi segreti famigliari che minacciano la quiete presente, assumendo perturbanti fattezze.

Hereditary – Le Radici del Male: qualcosa di oscuro si insinua nel cinema

Quando l’anziana matriarca Ellen muore, i suoi famigliari – la figlia, il marito e i due figli – cominciano lentamente a scoprire un’infinita teoria di segreti macabri e grotteschi legati alla loro famiglia, segreti che li obbligheranno ad affrontare vis-à-vis il tragico destino che sembrano aver ereditato.

Hereditary, considerato dalla critica quanto dal fortunato pubblico come uno dei più folgoranti esordi cinematografici degli ultimi anni, vede protagonisti navigati attori – pochi nomi, molte garanzie – come Toni Collette, Gabriel Byrne e Ann Dowd (attrice caratterista già vista nei panni della zia Lydia di The Handmaid’s Tale e in altre serie di successo come Master of Sex, The Leftovers e Good Behaviour); insieme ai veterani, spiccano il ventenne newyorkese Alex Wolff e la bambina prodigio Milly Shapiro, fin da bambina cantante e attrice sui palcoscenici di Broadway.

Aster, in più di un’occasione, ha ribadito la propria visione pragmatica dell’approccio al genere: al contrario della maggior parte degli horror contemporanei, volti semplicemente ad intrattenere il pubblico senza lasciargli addosso nessuna riflessione importante (o tanto meno un inquietante strascico terrificante), il regista ha cercato con il suo film di rielaborare gli spunti cinematografici (orrorifici) che avevano popolato la sua infanzia e l’adolescenza.

Dai classici come Rosemary’s Baby e Carrie – Lo Sguardo di Satana, fino a lungometraggi atipici come Il Cuoco, Il Ladro, Sua Moglie e l’Amante di Peter Greenaway, che non è ovviamente un horror ma un film che Aster considera – nonostante tutto – terrorizzante e con una vena di cinica misantropia.

hereditary

L’erede degli incubi già mostrati ne L’Esorcista?

La critica, cavalcando l’onda dell’entusiasmo, ha già definito Hereditary come il vero erede – a tutti gli effetti – degli incubi già mostrati ne L’Esorcista di William Friedkin: un po’ per via degli argomenti trattati, ma soprattutto per l’approccio scelto dal regista (e sceneggiatore).

Il suo sguardo è incentrato sulle dinamiche famigliari, su un nucleo ristretto di persone – un nido, a tutti gli effetti – che viene lentamente sconvolto da qualcosa di talmente reale e antico da essere disturbante; un vero e proprio unheimlich freudiano che, dal mondo degli incubi reconditi, scivola lentamente nella realtà distorcendola.

Con oltre tre ore di girato sulle spalle, Aster ha dovuto faticare non poco per tagliare oltre 30 scene riportando Hereditary a una ragionevole durata di 127 minuti, permettendo in tal modo agli spettatori di godere forse della migliore performance nell’arco della carriera di Toni Collette.

L’horror che si fa strada nel gotha di Hollywood

L’attrice australiana, non estranea alla candidature agli Oscar per aver preso parte ad un horror – era già successo nel 2000 con Il Sesto Senso – The Sixth Sense – potrebbe forse quest’anno replicare, dimostrando come il genere si stia lentamente facendo strada nel gotha di Hollywood (come ha dimostrato quest’anno la vittoria per la miglior sceneggiatura di Scappa – Get Out o le polemiche sorte intorno alle mancate nomination del remake di IT).

Prodotto dalla A24 – qui alla quarta distribuzione internazionale dopo i precedenti successi di The Witch (2015), Free Fire (2016) e It Comes at Night (2017) – Hereditary – Le Radici del male verrà distribuito in Italia da Key Films e Lucky Red il prossimo 25 luglio.

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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