mercoledì, Luglio 6, 2022
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Allied: Robert Zemeckis tra romanticismo e spy story

In uscita oggi 12 gennaio, Allied l’attesissimo nuovo film di Robert Zemeckis racconta una storia d’amore, tra intrighi e spionaggio, ambientata in Marocco nella Seconda Guerra Mondiale. Protagonisti della pellicola due grandi attori, Brad Pitt e Marion Cotillard, rispettivamente nei panni dell’agente segreto alleato Max Vatan e dell’agente francese Marianne Beausejour. Il loro incontro ha come obiettivo l’uccisione dell’ambasciatore tedesco durante un ricevimento, ma la missione prevede che i due agenti si fingano una coppia vera. Una storia di spionaggio, suspense e tensione, ma anche, anzi soprattutto, una storia d’amore visto che i due agenti si innamoreranno davvero l’uno dell’altra.

Se nella prima parte del film prevalgono il Marocco e la missione, nella seconda la coppia, ormai ufficiale, si è trasferita a Londra e deve affrontare la realtà tra vecchi fantasmi, bugie, segreti e verità nascoste. Il diciannovesimo film di Robert Zemeckis è elegante e raffinato, nel soggetto, nella perfezione delle inquadrature, nella scelta degli attori, nei rimandi a film imponenti della cinematografia classica, come Casablanca, ma anche di quella contemporanea come Bastardi Senza Gloria. Zemeckis è un maestro nel suo campo e chi conosce un po’ la sua filmografia lo sa bene; ancora una volta sceglie di dare un’enorme importanza al tempo, un tempo che viene scandito, sottolineato costantemente nelle sue pellicole.

Allied recensione del film con Brad Pitt e Marion Cotillard

Ma Zemeckis gioca con il tempo anche grazie alla scelta degli attori, trasformando due divi del cinema contemporaneo in perfetti divi di un cinema apparentemente classico, ma in realtà estremamente moderno e contemporaneo. Insomma, il regista premio Oscar mette a segno sicuramente un ottimo tiro, aggiungendo alla lista di capolavori della sua filmografia (Ritorno al Fuuro, Forrest Gump, Le Verità Nascoste, Cast Away, Flight e il più recente The Walk) un altro importante e significativo tassello, per il quale si è avvalso di una coppia cinematografica che funziona perfettamente. D’altronde Brad Pitt non era nuovo né al lavoro in coppia (vedi Babel, The Mexican e il minore senza dubbio Mr. e Mrs. Smith), né agli stravolgimenti storici in un film (Bastardi Senza Gloria ne è un ottimo esempio). Mentre Marion Cotillard, premio Oscar nel 2008 per la sua interpretazione in La vie en rose, viene da una serie di ruoli che, proprio come quello dell’agente Beausejour, sembrano pensati esclusivamente per lei. Pensiamo a C’era una volta a New York o Due giorni, ed il più recente È solo la fine del mondo, pur essendo un ruolo secondario.

Robert Zemeckis: il cinema è un viaggio. Il punto focale? Il ritorno

Probabilmente il gossip che si era creato intorno al divorzio di Brad Pitt e Angelina Jolie, con le presunte e fastidiose voci su una possibile relazione tra l’attore e Marion Cotillard (che ha elegantemente smentito tutto con una dichiarazione online), ha fatto molto parlare del film nei mesi scorsi. Ma, inutili dicerie a parte, siamo sicuri che il successo della pellicola sarà dovuto soprattutto alle scelte stilistiche del regista, alla sua grazia e alla sua delicata attenzione ad ogni minimo particolare delle inquadrature, oltre che ad una buonissima sceneggiatura e ovviamente alla bravura e all’appeal dei due ottimi attori. In Italia l’uscita di Allied è stata posticipata, ma negli Stati Uniti è uscito a novembre 2016 ed è stato accolto con critiche molto positive. L’attesa è molta. Speriamo che anche nel nostro paese l’ultimo film di Zemeckis meriti il successo che gli è dovuto.

Redazione
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