mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Venezia 79: The Hanging Sun di Francesco Carrozzini chiude ufficialmente la Mostra

Francesco Carrozzini chiude Venezia 79 con The Hanging Sun - Il sole di mezzanotte, tratto dal romanzo di Jo Nesbo e con protagonista Alessandro Borghi.

Se l’onore di aprire ufficialmente quest’edizione della Mostra era spettato a Noah Baumach e al suo Rumore bianco, il privilegio di chiudere Venezia 79 è stato invece affidato a Francesco Carrozzini, che torna al Festival del Cinema dopo il documentario Franca: Chaos and Creation (dedicato a sua madre, Franca Sozzani) per presentare, Fuori Concorso, il suo esordio alla regia di un lungometraggio, The Hanging Sun – Il sole di mezzanotte.

Il film è tratto dal romanzo del celebre scrittore norgevese Jo Nesbo e racconta la storia di John, un uomo in fuga dopo aver tradito suo padre, un boss criminale. Inseguito da suo fratello, John si dirige verso l’estremo Nord e arriva in un villaggio isolato, dove il sole non tramonta mai, e si imbatte in una piccola comunità dalle severe regole religiose. Qui incontra Lea, una donna in difficoltà ma dalla grande forza, e suo figlio Caleb, un bambino curioso e dal cuore puro. Con il passare dei giorni i tre si avvicinano e iniziano a sentirsi come una nuova famiglia. Quando però John si trova in trappola con il fratello ormai sulle sue tracce, dovrà trovare un modo per spezzare i legami con il proprio passato e ricominciare.

“Sono due le cose che mi hanno attratto più di tutte del romanzo originale”, ha spiegato Francesco Carrozzini in merito alla volontà di portare l’opera di Nesbo sul grande schermo. “La prima era il personaggio di John, una figura tormentata, che si pone diverse domande in riferimento al suo essere e che è alla ricerca di un vero cambiamento. È un personaggio davvero affascinante, con il quale ho empatizzato molto. La seconda erano le atmosfere del romanzo, che volevo a tutti i costi ricreare. Ed infatti, siamo partiti proprio dalla ricerca dei luoghi in cui si svolge la storia”.

In merito al coinvolgimento di Alessandro Borghi, che nel film interpreta proprio il personaggio di John, il regista ha poi aggiunto: “Io e Alessandro ci conosciamo da tantissimi anni. Mi è capitato di fotografarlo diversi anni fa, all’epoca di Non essere cattivo. Ci siamo sempre tenuti in contatto e tre anni fa, proprio qui a Venezia, ci siamo incontrati e, senza averlo minimamente pianificato, gli ho chiesto se aveva voglia di leggere la sceneggiatura del film. Così l’ha letta e la settimana dopo mi ha chiamato per chiedermi quando sarebbero iniziate le riprese.”

A vestire i panni di Lea, invece, troviamo l’attrice britannica Jessica Brown Findlay, nota soprattuttto per aver interpretato Lady Sybil Crawley nella serie Downton Abbey, che ha così parlato del suo ruolo e del lavoro fatto sul set con Borghi per costruire l’identità comune dei rispettivi personaggi: “È stato un processo interessante. I nostri personaggi si sviluppano separatamente e molto di quello che vivono passa attraverso la loro fisicità e anche le loro paure. Allo stesso tempo, però, si tratta di due personaggi dalle vite molto simili, che si uniscono grazie ad un’altra figura, quella di Caleb, il figlio di Lea, e che riescono così ad intraprendere un percorso comune di grande catarsi.”

A tal proposito, Alessandro Borghi ha aggiunto: “Jessica è una donna estremamente intelligente e un’attrice con un grandissimo talento, quindi è stato veramente semplice lavorare con lei e cercare di trovare una linea di comunicazione. Quando ci siamo incontrati per la prima volta a Londra, ho avuto subito l’impressione che Jessica avrebbe avuto un impatto fortissimo sul progetto, grazie alle sue idee e ai suoi punti di vista. Abbiamo lavorato tutti insieme sulla sceneggiatura e sul renderla il più pratica possibile, in modo da non arrivare sul set e trovarci impreparati. John e Lea sono due figure rotte, che insieme trovano un modo per aggiustarsi a vicenda. Attraverso l’amore che John inizia a provare nei confronti di Caleb, all’improvviso si accorge di aver bisogno di entrambi per iniziare un nuovo percorso della sua vita.”

Una delle tematiche più importanti del film è sicuramente quello della paternità e del suo riconoscimento. In merito a ciò, Francesco Carrozzini ha spiegato: “Mio padre è morto prima che inziassi a lavorare a questo film. Abbiamo sempre avuto un rapporto abbastanza conflittuale. Le questioni legate alla mascolinità tossica e a ciò che gli altri vogliono importi di essere mi hanno sempre fatto soffrire molto, ma anche riflettere tanto. Credo che questo film abbia a che fare con la scelta: non si tratta solo dell’effetto di quello che può essere la paternità, ma anche delle domande che solleva e che ci spingono a chiederci chi vogliamo essere e qual è la famiglia che vogliamo”. 

Tra i produttori di The Hanging Sun troviamo anche Matteo Rovere insieme alla sua Groenlandia, che ha così parlato delle sfide dietro la realizzazione di questo progetto: “È stata un’esperienza abbastanza estrema dal punto di vista produttivo, perché abbiamo girato in Norvegia, in dei fiordi che sono anche molto difficili da raggiungere. Sicuramente, dal punto di vista organizzativo e logistico è stata una bella sfida. Tuttavia, penso che per tutti, inclusi Francesco, Alessandra e Jessica, sia stata un’esperienza intensa e particolarmente immersiva, perché quando si realizzano film del genere si tende ad estraniarsi dal resto del mondo e concentrarsi esclusivamente sul set e sul lavoro.”

The Hanging Sun – Il sole di mezzanotte arriverà al cinema il 12, 13 e 14 settembre e prossimamente in esclusiva su Sky Cinema e in streaming su NOW.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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