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Venezia 79: Gianni Amelio racconta il “caso Braibanti” ne Il signore delle formiche

Gianni Amelio e il cast de Il signore delle formiche hanno presentato il film incentrato sul "caso Braibanti" a Venezia 79.

Tra i titoli italiani in Concorso, era sicuramente uno dei più attesi. Stiamo parlando de Il signore delle formiche, il ritorno dietro la macchina da presa di Gianni Amelio (che arriva soltanto a due anni di distanza dall’ultimo Hammamet), presentato oggi a Venezia 79.

Il film, ambientato a Roma negli anni ’60, ricostruisce un processo che all’epoca fece scalpore: quello che vide coinvolto il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti, condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, ossia di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale: in realtà, fino ad allora era servito soltanto per mettere sotto accusa i “diversi” di ogni genere, i “fuorilegge della norma”.

“In genere, quando faccio un film, è perché qualcuno me lo propone, non perché sia io a partorirlo dalla mia mente”, ha esordito in conferenza stampa Gianni Amelio, parlando delle motivazioni che lo hanno spinto a raccontare la storia di Bribanti. “Un giorno mi ha chiamato Marco Bellocchio e mi ha invitato a raggiungerlo nello studio della sua casa di produzione, la Kavac Film. All’inizio mi proposero un documentario, dato che in precedenza avevo realizzato Felice chi è diverso, ma non me la sentivo. Mi sarebbe piaciuto realizzare un film, e così lo proposi. Il giorno dopo mi chiamarono, dicendomi che ci avevano pensato e che avevano accettato la mia proposta. Così è nato Il signore delle formiche.”

Ad interpretare Aldo Braibanti nel film troviamo Luigi Lo Cascio (Il traditore, Lacci), che ha così parlato della sua preparazione al ruolo e di quali aspetti della personalità di Braibanti gli interesseva di più mettere in luce: “Mi sono appassionato tantissimo alla figura di Aldo. È stata una persona e, parlando del film, un personaggio, molto enigmatico, con delle caratteristiche che sembrano anche in contrasto fra di loro. Aldo aveva delle idee molto chiare sulla propria innocenza, ma quando è poi arrivato il momento di contrapporsi ai suoi persecutori, ha scelto la strada del silenzio. È stato proprio questo silenzio a colpirmi in modo particolare: sono state proprio le motivazioni che lo avrebbero potuto spingere a questa scelta ad incuriosirmi e appassionarmi.”

Al fianco di Lo Cascio recita Elio Germano, nei panni di Marcello, giornalista che all’epoca dei fatti si impegnò per ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure. Parlando dei tanti temi affrontati dal film, Germano – che con Amelio aveva già lavorato ne La tenerezza – ha dichiarato: “Questo film ci parla di tante cose. Mette in contrapposizione la passione e l’arrivismo: anche oggi, chi fa il proprio lavoro con passione ha una vita più difficile di chi lo fa invece per arrivismo. Il mio personaggio rappresenta un po’ questa contraddizione, che in realtà è un sentimento molto contemporaneo. Oggi non si fa fatica a riconoscersi nella precarietà di un lavoro che deve essere fatto in tutti i modi tranne che con passione, ma soltanto obbedendo a chi è sopra di noi e sgomitando per calpestare chi lavora al nostro fianco. Ovviamente, la trasvalutazione morale che c’è stata negli anni riguarda tutti gli ambiti, non solo quello giornalistico, ed è una delle corresponsabili del decadimento culturale e qualitato del nostro paese.”

La parola è passata poi al giovane Leonardo Maltese, qui al suo debutto sul grande schermo, che nel film interpreta Ettore, lo studente e amico di Braibanti, che all’epoca dei fatti, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a elettroshock al fine di “guarire” dall’influsso “diabolico” del drammaturgo e poeta. “Questo film rappresenta il mio debutto ed è stata un’esperienza bellissima, anche grazie al supporto di Gianni e di Luigi”, dichiara Maltese. “In merito al personaggio di Ettore, sono andato a fare delle ricerche per cercare di capire non solo il ‘caso Braibanti’, ma anche la storia d’amore che c’era stata fra queste due persone. Ho tirato fuori il personaggio semplicemente dalla sceneggiatura e dalle interazioni che c’era tra Braibanti ed Ettore. La chiave, secondo me, era tutta lì. Ho cercato di fare del mio meglio per dare giustizia al mio personaggio e alla storia.” 

Il signore delle formiche arriverà l’8 settembre 2022 nelle sale italiane.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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