giovedì, Febbraio 22, 2024
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Venezia 76, Joaquin Phoenix: “Il mio Joker tra libertà, empatia e dolore”

A Venezia 76 è il giorno del film probabilmente più atteso di questa edizione: è stato presentato infatti Joker, il film di Todd Phillips con il candidato all’Oscar Joaquin Phoenix nei panni dell’iconico personaggio dei fumetti DC Comics.

Joker è incentrato sul personaggio di Arthur Fleck, un uomo che lotta per trovare la sua strada nella Gotham City del 1981. Durante il giorno lavora come pagliaccio, mentre di notte si sforza di essere un comico di cabaret. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur – sempre più alienato ed emerginato – prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi che lo trasformeranno in una delle peggiori menti criminali che la storia di Gotham abbia mai conosciuto.

Un film dai toni molti diversi rispetto ai lavori realizzati da Todd Phillips in precedenza, come sottolineato dallo stesso regista in apertura di conferenza. Un film diverso anche rispetto a tutte le altre pellicole basate sui personaggi DC uscite fino ad ora. Cosa può significare questo in relazione non solo alla rivalità con la Marvel ma anche in riferimento al modo in quei vengono realizzati questi film? Phillps ha così risposto:

“Non appartengo propriamente al mondo dei fumetti, quindi non me la sento di parlare di competizione tra DC e Marvel. Quando abbiamo iniziato a pensare a Joker, effettivamente si è trattato di un approccio totalmente diverso al genere. Non so se ci sarà un cambio di rotta da ora in avanti, anche perché credo che i cinecomic usciti fino ad ora siano molto validi e non necessitino di alcun cambiamento. Per quanto mi riguarda, volevo solo approcciarmi al personaggio e alla sua storia in maniera totalmente diversa. Non so se questo avrà degli effetti su larga scala. Joker è stato un film difficile da realizzare. È stato difficile convincere la DC e la Warner a realizzaro, ma abbiamo continuato a insistere perché per noi era un film davvero speciale. Alla fine hanno ceduto e non possiamo che essere grati per questo”.

Quello del Joker sembra essere diventato una sorta di Amleto americano, ossia un ruolo che tanti attori bramano. Ma il protagonista Joaquin Phoenix ha specificato durante la conferenza di non essersi ispirato a nessuna delle precedenti incarnazioni cinematografiche: “La cosa che mi ha spinto ad accettare il ruolo è il fatto che sapevo che Todd avrebbe restituito la sua versione del personaggio. Ecco perché non mi sono ispirato a nessun altro mio collega che in passato ha avuto la fortuna di interpretarlo. È un progetto che parte da un approccio totalmente originale. Questa è sempre stata una cosa molto importante per me”.

L’attore candidato all’Oscar ha poi aggiunto: “Joker è un personaggio estremamente difficile da definire e probabilmente non volevamo neanche farlo. Ho cercato di identificare alcuni lati della sua personalità, ma ogni volta mi ritrovavo a fare un passo indietro perché volevo che rimanesse comunque un mistero per me. Durante le riprese scoprivamo sempre lati nuovi della sua personalità. È successo fino all’ultimo giorno di riprese. Questa è un’altra cosa che mi ha spinto ad accettare la pare: il fatto di avere a che fare con un personaggio complesso che sapevo si sarebbe rivelato una continua scoperta”.

Ma come hanno lavorato insieme Todd Phillips e Joaquin Phoenix. Lo ha spiegato il regista: “Abbiamo trascorso davvero molto tempo insieme. Prima ancora di iniziare a girare il film, per circa sei mesi, ci siamo riuniti e abbiamo parlato del personaggio, della sua voce, della risata, del look. Siamo scesi veramente in profondità, non abbiamo trascurato alcun dettaglio. E anche quando abbiamo iniziato a girare, queste continue discussioni sono andate avanti. Di fatto non sono mai terminate perché continuavamo a scoprire ogni giorno nuove cose su questo incredibile personaggio”.

Joaquin Phoenix presenta il suo Joker a Venezia 76, tra libertà, empatia e dolore

Come ci si prepara ad un ruolo come quello del Joker? Phoenix ha risposto parlando di un grande sforzo tanto sul piano fisico quanto sul piano psicologico: “Sono partito concentrandomi sul tema della perdita. Poi ho dovuto perdere anche un bel po’ di chili, e questo ti mette inevitabilmente alla prova, soprattutto psicologicamente. Insieme a Todd abbiamo letto un libro molto interessante che spiegava e suddivideva i diversi tipi di personalità e come questi influenzino le nostre azioni. Diciamo che ho avuto la libertà di fare una cosa poco identificabile. Non volevo confrontarmi con nessun esperto, perché non volevo che uno psichiatra potesse identificare una personalità come quella di Joker, quindi mettere nero su bianco tutte le sue problematiche. Volevamo avere totale libertà. È stato come cercare un equilibrio tra queste due strade.”

Uno dei tratti distintivi del Joker è ovviamente la sua risata. Joaquin ha spiegato come è stata concepita: “Ho sviluppato la risata come un urlo di dolore. È come se fosse una parte del Joker che cerca di emergere, di venire fuori. Tutti abbiamo sempre avuto un’idea di come possa essere la sua risata e all’inizio pensavo di non essere in grado di crearla. Ho provato a lavorare da solo, ma alla fine ho dovuto chiamare Todd e fargli sentire quello che avevo partorito. Gli ho fatto sentire diverse versioni. Mi ci è voluto molto tempo per farla uscire. Non volevo che fosse una cosa ridicola. È stato un processo lungo finalizzato alla giusta modulazione della risata”. 

In merito al grado di violenza presente all’interno del film (ricordiamo che in America la pellicola uscirà col divieto ai miniori di 17 anni non accompagnati), Phillips ha spiegato: “Uno dei compiti più importanti del regista è quello di definire il tono del suo film. La violenza è parte di una lentezza che si sviluppa in maniera graduale. La maggior parte delle persone crede che il nostro film sarà molto violento soltanto perché si parla del Joker, ma di fatto non è proprio così. Un film come John Wick, ad esempio, contiene molta più violenza. Forse questi pensieri nascono dal fatto che abbiamo provato a giocare soprattutto sul realismo. La violenza in questo film è come un pungo nello stomaco. Uno dei miei ruoli è stato anche quello di bilanciare questi diversi aspetti”. 

Il regista ha poi parlato dell’utilizzato delle musiche e dei riferimenti che lo hanno ispirato mentre girava: “La sceneggiatura e le musiche sono state praticamente costruite insieme, anche se a mano a mano che andavamo avanti con le riprese cambiavamo molte cose. La musica in questo film è una parte davvero essenziale. È davvero semplice, ma serve a ridefinire le scene. Per quanto riguarda le ispirazioni, ne abbiamo avute davvero tante. Ci tengo a specificare, però, che Taxi Driver non è stato uno spunto diretto. Ho pensato a tutti quei film girati negli anni ’70 e al modo in cui interagivano i personaggi.”

La conferenza si è chiusa con una riflessione di Phillps sul personaggio di Arthur Fleck: “Ha fatto delle scelte sbagliate che lo hanno portato a diventare un simbolo sbagliato. L’empatia e la mancanza di empatia sono il nucleo di questo film. Ciò che mi piace di Arthur non è soltanto il suo tormento, ma anche la sua gioia e la sua lotta interiore per la ricerca della felicità. Era questa la parte del personaggio che mi interessava raccontare di più. Non ho mai pensato a lui come ad un personaggio tormentato e basta. Non l’ho mai visto solo in questi termini. Per me sono stati otto mesi in cui ho davvero esplorato Joker. Non ci siamo posti tante domande, del tipo: chi era prima? Chi diventerà? Abbiamo fatto davvero poche previsioni e alla fine è stato un viaggio emozionante proprio per questo.”

Joker arriverà in Italia dal prossimo 3 ottobre, distribuito da Warner Bros.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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