L’amatissima star hollywoodiana George Clooney è finalmente sbarcata al Lido per presentare, accompagnato da Matt Damon (già protagonista della giornata d’apertura del Festival con Downsizing) e Julianne Moore, la sua ultima fatica da regista: Suburbicon. Il film, in Concorso a Venezia 74, è stato presentato questo pomeriggio alla stampa.
Ambientato nel 1959 nell’apparentente tranquillità del sobborgo che dà il titolo al film, Suburbicon (qui la nostra recensione) segue le vicende di una famiglia apparentemente normale con a capo Gardner Lodge (interpretato dal premio Oscar Matt Damon), che viene coinvolta in una spirale di violenza ed inganni dopo che un’effrazione si conclude con un terribile omicidio. Ma a Suburbicon nulla è come sembra, e lentamente verrà a galla tutto il marcio che giace sotto l’innocua superficie cittadina…
La sceneggiatura del film è stata scritta da Clooney in collaborazione con Joel e Ethan Coen e Grant Heslov (premio Oscar per Argo di Ben Affleck). A proposito della forte risonanza politica del film, il regista ha spiegato: “La realtà è che non avevo intenzione di fare politica attraverso questo film. Resta il fatto che volevo parlare dell’America e di alcune problematiche che non riesce ancora a risolvere. Oggi si pensa troppo a cosa fare per renderla di nuovo grande, ma si trascura il fatto che prima ci sono alcuni problemi molto importanti che andrebbero risolti.”
Matt Damon (che con Clooney ha lavorato numerose volte nel corso della sua carriera) ha così parlato di Gardner Lodge, il protagonista del film: “Gardner incarna alla perfezione l’uomo bianco medio americano che ha paura di perdere i suoi privilegi a causa di quelle che lui e gran parte della società considerano “le minoranze”. Nel film il bersaglio principale è la comunità nera, soggetta all’epoca (come ancora oggi) a continui pregiudizi. La cosa che più ho amato di questo personaggio è stato come George sia riuscito a renderlo la minaccia principale all’interno della storia.”
George Clooney poi aggiunge: “Gardner è l’antagonista della storia. La sua è una follia molto lucida, ma al tempo stesso è il protagonista dei momenti più divertenti del film. I problemi che travolgono questo personaggio li ho visti con i miei occhi negli anni ’60: l’America è dovuta ripartire da zero dopo il “peccato” della schiavitù, ma credo che non debba sottovalutare la possibilità di ricadere – oggi come oggi – in errori simili. La storia ci insegna che la mostruosità arriva dopo una serie di errori molto stupidi. Ad ogni modo, posso assicurarvi che Gardner è quanto di più vicino possa esistere al vero Matt Damon (ride!).”
Venezia 74: George Clooney presenta Suburbicon
Il cast del film si compone anche del premio Oscar Julianne Moore. A proposito dei temi che vengono veicolati attraverso la figura del suo personaggio, l’attrice ha dichiarato: “Sono veramente felice che George mi abbia chiesto di prendere parte al film e di interpretare addirittura due personaggi. La cosa più interessante per me è stata esplorare il modo in cui la vita di una sorella potesse ripercuotersi su quella dell’altra. Inoltre, ero affascinata dall’idea di interpretare un personaggio così cattivo. È molto interessante, perchè nella vita di tutti i giorni è davvero facile sbagliare.”
A proposito del coinvolgimento di Oscar Isaac (assente alla conferenza), Clooney ha spiegato: “Ho pensato a lui per questo ruolo perché lo reputo un attore davvero talentuoso. Il film aveva bisogno di lui. Oscar si è approcciato al ruolo in maniera molto divertente. È stato davvero brillante.”
Tornando a parlare dei contenuti del film, il regista ha aggiunto: “Ci tengo a precisare che non è assolutamente un film contro Trump. È piuttosto un film che mette in luce il fatto che non abbiamo mai davvero superato le questioni razziali interne all’America. Ciò che vediamo nel film può tranquillamente riflettersi nella nostra società, e alcuni recenti avvenimenti ne sono la prova. Credo che le cose andranno avanti così per un bel po’. Ogni cittadino ha la responsabilità di educare e di aiutare la generazione successiva in termini di crescita morale. Nessuno deve limitarsi a pensare che sarà migliore di ciò che è venuto prima.”
In conferenza stampa era presente anche il celebre compositore Alexandre Desplat (autore delle musiche di un altro film presentato in Concorso al Festival, ossia The Shape of Water di Guillermo del Toro), che ha così parlato delle musiche realizzate per il film: “C’è una sorta di rabbia che accompagna quasi tutti i personaggi. La sequenza finale, però, indica che c’è ancora una possibilità di speranza. Ho cercato di tenere bene a mente questo concetto mentre realizzavo la colonna sonora.”

